giovedì 17 aprile 2014

il cuore e la mente , mondi vicini lontani affascinanti

Ormai le amicizie che ho, sono una telefonata, uno sguardo, un saluto, due righe in internet. Tutto rimane in superficie, ma queste superfici nascondono mondi affascinanti e in parte sconosciuti. Su, quando arrivo da me, un po' il lavoro , un po' la stanchezza, non riesco più a vedere nessuno. E anche nell'altra mia “casa” la val di Cembra, è tanto che non vado. Non che prima fossi un campione di frequentazioni umane. In questo mi sento molto romagnolo, quelli delle colline su verso le montagne ai confini con la toscana. Una collina una casa o gruppi piccolini di case. Si rimane li a controllare la valle, ogni tanto si scende, poi si ritorna nel proprio eremo. Il tempo qua a cesena, ho ancora meno possibilità di frequentazioni, allora mi aggrappo ai piccoli momenti: un saluto due chiacchiere e intanto il film della vita della persona che ho di fronte mi entra nel cuore. E quando qualcuno mi racconta qualcosa di sé, lo sapevo già. Ce l'hai scritto negli occhi , ce l'hai scritto nel cuore. Non vedo le vite degli altri, percepisco quello che una persona mi trasmette tramite uno sguardo un sorriso o un ciao. Se uno non vuole, non vedo nulla. Merito o tramite il cane , ma anche gli ospedali, ultimamente di questi sguardi ne ho incrociati e ne incrocio tantissimi. C'è il giovanotto e la sua morosa, belli figoni con il cagnettino da lecco. Ieri vedo lui e così di passaggio mi dice “sabato mi sono sposato non ho detto niente a nessuno. Finita la cerimonia abbiamo telefonato a parenti genitori fratelli amici. Non ho mai ricevuto tanti fanculo in vita mia” rideva divertito. Lui e tutte le persone con cui “entro in contatto” hanno un dolore e ferite profondissime nel cuore ed è questo che me le fa sentire amiche. C'è un signore sui cinquant'anni che vedo da un anno. Lui la mattina presto a correre, io a camminare con il cane. Un signore strano, solitario, cupo, corpo atletico una volta. “ bello il tuo cane” , oppure “ mannaggia se tira”. Mai più di una frase per volta. Dopo un anno gli ho detto ciao e mi sono presentato. Per me è normale, incontri delle persone e sempre ciao, è normale fermarsi e dare la mano : “ piacere sono Enzo”. Questo fatto stravolge, ma in maniera positiva, è come se in quel momento io facessi chissà cosa. E in quel momento improvvisamente il cuore si apre, a volte poi succede che magari possa richiudersi subito. Come se troppa ossigenazione dovuta all'apertura facesse male. Questo signore un poliziotto, meridionale mi di dice, poi mi racconta che aveva portato su i suoi, il padre era morto quasi subito, e ora la madre era molto ammalata. La mattina una corsettina, poi a casa della madre, poi al lavoro. Secondo me è anche mal maritato, ma questo me lo dirà la prossima volta. C'è la signora , faccia rifatta sembra Cher, praticamente anoressica, corre e si lamenta e quando è in macchina, sul suo maggiolone nero, quando mi vede si blocca in mezzo alla strada e urla complimenti a me e al cane, quasi fossimo una coppia di fatto. L'ultimo un ragazzino, infermiere, lavora nell'istituto dove in questo periodo e spero ancora per non molto “ ho portato in galera mia madre” ( parole di mia madre e di sua sorella) . Biondo occhi azzurri, spiccato accento rimanese. Niente di particolare , biondi e così chiari ce ne sono in romagna. Per esempio mio nonno, pelo biondo occhi azzurrissimi. Praticamente uguale uguale a me. Sto infermiere mi guardava sempre in maniera strana e abbiamo avuto sempre qualcosa da dire, infatti anche oggi, visti alcuni suoi comportamenti, ad un certo punto mi è scappato “hai deciso di rompermi i coglioni?”. Poi ho scoperto che non si chiama Andrea, ma Andrej, per un attimo ci siamo guardati e la sua vita di bimbo russo adottato mi è passata davanti e mi ha fatto tenerezza. Aveva solo voglia di un sorriso e io non l'avevo mai considerato. Quando riuscirò a riprendere il mio lavoro a tempo pieno, mi piacerebbe mettere in scena tutte queste diverse affascinati variegate umanità. Una sorta di circo della vita. Di momenti di persone che si incrociano è piena la letteratura e anche i film. Mi viene in mente Kieslowski e le sue casualità non casualità. La mattina mi alzo prestissimo, freddo boia, così posso portare il cane a correre e sfogarsi in una zona dove a quell'ora non c'è nessuno e anche questi gesti continui ritmati rituali uguali giorno dopo giorno, tirare e ritirare la palla un bastone un giochino, mi rimandano ad un film. Si forse tutto questo non è molto, però sono alcuni anni che avanti e indietro, notti in ospedale, vita spericolata , ma solo perchè in macchina in autostrada ci do pesante, sono alcuni anni che non vado al cinema o che non leggo un libro, che non riesco a scrivere o a produrre qualcosa di bello, che non riesco a fare nulla di quello che dovrebbe essere la vita di una persona. Ecco questo poco o non molto, questi sguardi e sorrissi affrettati, a me sembrano tantissimo e forse, probabilmente si, sarò stupido, ma continuo sempre a ritenermi una persona fortunata. Infatti il mio cane quando non vuole fare una cosa ha imparato a mordicchiarmi il culo. Per chi ci crede, per chi non ci crede, buona Pasqua, buone vacanze o buone quello che a uno gli pare.

lunedì 7 aprile 2014

mutandine e casacchine di cotone grezzo

La discontinuità è una delle anime della mia vita, ma poi comunque ci sono, anche se qualcuno potrebbe anche dire “chissenefrega”. Non sono dimagrito tantissimo da fare pensare “ommioddio è diventato anoressico”. Credo che il pericolo non esista, quello dell'ommioddio. Sempre su e giù, si qualche chilo l'ho perso, sono comunque 65 chili e continuo a vedermi ciccio. Continuo a ringraziare la vita, anche se mi sembra un pochino bastarda e a ringraziare il mio carattere. Si qualche crollo ogni tanto ci sta, ma poi finita li. Come l'altra sera , finisco il laboratorio, ritorno a casa, un po' di problemi in testa, fame da nervoso, mangio una mozzarella. Metà perchè l'altra me l'ha rubata il cane. Di notte ho iniziato a stare male. Le tensioni accumulate, sudori freddi, svenimenti e quel virus micidiale alla pancia che per due giorni ha costituito un notevole colpo basso alla mia ormai cronica stitichezza. La mattina chiamo Marco, gli dico per favore prendimi il cane sto male, cosa hai fatto? Niente, ma se mi prendi il cane ti ringrazio. Dopo due ore , pieno di malinconie e sensi di colpa, vado in sede a riprendermi il cane che per tutto il giorno è rimasto a letto con me. E anche se gli dicevo :”Peter non starmi addosso che sto male” , lui voleva tenere la sua faccia contro la mia. E sono dovuto uscire e mi sono dovuto mettere anche a giocare, ogni tanto una fuga in casa, sempre il virus, e Peter peterone picio pistolino, sempre dietro. Mia madre alti e bassi, più bassi che alti, ormai si era stanziata a letto e non camminava più e anche mangiare sembrava avere detto stop. Piccolo riepilogo: tre mesi pesanti con tanti ricoveri e un intervento ( e non che gli ultimi anni siano stati leggeri). L'ultimo ricovero , una lungodegenza, lasciata li in attesa di morire. Ho firmato e l'ho riportata a casa. Con le tante patologie, passate, in atto, e probabili future, malinconie, depressioni, panico e confusione mica da ridere, la signora che veniva qualche ora totalmente impreparata e inadeguata. Io ho cercato di fare del mio meglio – prossimo lavoro potrei fare il badante di notte così guadagnerei un pochino di più – però risultati non riuscivo ad ottenerne. In questi casi, come sa chi ci è passato o ci sta passando, non emerge lo spirito migliore delle persone cui ti stai dedicando, per cui niente ragionamenti o sensi di colpa, bisogna agire. Ho detto : qua ho bisogno di una mano e di gente specializzata. Tutti i centri per anziani di Cesena, pieni all'inverosimile, quelli un po' migliori. Alla fine opto per un centro su nelle colline direzione Rimini. Un centro privato, dico la tengo per un mese, ma aldilà dei tanti discorsi iniziali e del costo non indifferente, le prospettive non sono state così rosee. Avevo detto, queste le patologie di mia madre, ma aldilà delle cure mediche necessarie, questa donna ha bisogno di essere seguita un attimo , di essere coccolata. Si non si preoccupi, siamo quello che lei cerca. Avevo pensato, questa donna appartiene a quella generazione , ragazzi durante e subito dopo la guerra, hanno sofferto tanto, hanno a volte ferite ancora aperte. Avevo detto , mettetela dove c'è gente, ha bisogno di parlare, di non sentirsi sola. L'hanno messa in un piano dove la maggior parte sono chiusi in camera ormai alla fine e dei sette rimasti, sei non parlano. Diciamo che l'unica cosa che ha funzionato è la fisioterapia e una massiccia dose di vitamine per cui ha ripreso un pochino alla volta a camminare e a mangiare. Al pomeriggio, dato che è una struttura privata – quando ho saputo che la proprietaria è figlia di … mi sono giurato di non mangiare più polli romagnoli per tutta la vita – e i dipendenti ultra sotto dimensionati, tengono i pazienti seduti su di una sedia , legati con una cintura perchè non cadano. Questa è l'attività che mi dicevano ricreativa. Però ora un pochino riesce a camminare e a mangiare. Sono due settimane che riesco a stare su in zona bergamasca cremonese ben tre giorni di seguito e mi sembrano un gran regalo. Poi ritorno giù e mi prende una strana sensazione che non avevo mai considerato. Qui dove sono ora, è casa dei miei e quando arrivavo, mi aspettavano. Mio padre, con cui non ho mai avuto buoni rapporti , ma che negli ultimi anni della sua vita impazziva per me, pur ormai non vedente, mi aspettava guardando alla finestra. Comunque c'era qualcuno. In queste due settimane , ritorno e la casa è vuota, le finestre chiuse e un po' di magone arriva. Fra due settimane finisce il mese e pur con una vista meravigliosa sulle colline romagnole, quelle verso il mare ( io sono delle colline su verso le montagne e la toscana) non ho intenzione di continuare in questa struttura. Spero mi si aprano altre porte, non so e spero che i tempi non siano lunghissimi perchè mia madre rischierebbe di tornare indietro e io di impazzire completamente. Vedremo. Quando scendo, la domenica la riporto a casa e gli altri giorni mangio in struttura con loro, anche se a volte un pochino di mal di stomaco, specie in questo periodo , mi viene. Ho cercato tutte le possibilità e sto cercando ancora, anche di portare mia madre su da me. Ma poi ho pensato che se per me sarebbe più comodo, avrei le strutture e le persone giuste e i medici giusti cui appoggiarmi, per lei sarebbe una grande violenza. Alcune signore del suo paese di origine, diventate anziane, non sono state lasciate da sole nella loro casa, ma portate giù in città , chiuse da sole per tutto il giorno in appartamento senza conoscere o avere la possibilità di parlare con qualcuno se non i propri figli. E hanno iniziato a decadere. Massì dai, a forza di pensare, di chiedere e di cercare, qualcosa verrà fuori. Ho detto con mia madre : “non so ancora quale soluzione troveremo, ma voglio che sia la migliore per te. Che tu abbia ancora un giorno, un mese, un anno dieci o più anni di vita, voglio che tu li possa vivere bene, con dignità e con un pochino di leggerezza”. In questi ultimi mesi cercavo delle risposte ad alcuni quesiti e misteri della mia vita, ma le risposte ce le ho già chiare in testa e non ho ho più voglia di cercare, non hanno più importanza. E quando qualche mio cugino mi dice che in effetti non assomiglio tantissimo a nessuno di loro, rispondo che in me sono confluiti geni antichissimi che loro neanche si sognano. Si chiaro, l'affetto c'è, ma sono debitore ai miei. Perchè da piccolo mi hanno salvato la vita tante volte. Con la generazione di mia madre e di mio padre, sta scomparendo una generazione particolare e importante della nostra vita politica e sociale. Gente che ha fatto la fame, che ha sofferto, che ha sognato, che ha anche sbagliato tanto, ma nella speranza di un mondo migliore per loro e i loro figli. Una amica mi dice, è strano quanto tu sia sereno. Cosa devo fare, cosa si deve fare? Oggi avevo detto, mangio su e su ho mangiato. A mezzogiorno, in realtà ore 11 che uno ha ancora lo stomaco chiuso, mi danno un cosa che mia madre dice che buono, io dico che strano semolino. Mi rispondono , no è polenta. In Romagna il concetto di polenta è molto differente rispetto al nord italia. La polenta qua è un primo, quindi meno dura e di solito con ragù. Questa era un pappetta acquosa e granulosa e ho iniziato a ridere pensando ad un bergamasco che gli capitasse sta sbobba in tavola, non parlo della minestra di verdura di questa sera. Sono uscito, aria pulita, bella fresca, le colline di alberi da frutta ormai sfioriti, due chiacchiere con un ragazzo che va a trovare il nonno. Lui nel dialetto della zona e in macchina ho ricominciato a ridere. Pochi chilometri dopo Cesena, andando verso Rimini, la “e” diventa “oi” e anche alcune “i” , la moila, la poira, la foiga. Infatti c'è una signora vicino a mia madre che spesso mi dice “ avessi un figlio come te, la mi fiola la è bona, la è broiva, ma l'an capois un caz”. Nelle colline dei miei e nelle montagne dei nonni, la “e” rimane “e”, ma cambiano gli accenti e rimangono le finali. Oggi dovevo cercare dei documenti di mia madre,ma lei ultimamente continuava a spostare tutto, non sono mai andato nei cassetti suoi e di mio padre. Ma oggi dovevo. I documenti non li ho trovati, ma ho trovato una scatolina con dentro degli indumenti da bimbo. Anni poveri gli anni '50 ed erano casacchine, mutandine, calzini e berrettini da neonato, fatti in casa. Semplici, ma bellissimi. Cotone e lana molto grezzi, non li avevo mai visti e mi hanno fatto tenerezza. Fra poco è notte, una notte leggera di primavera quasi estate e alla faccia della polenta e della minestra di verdure di oggi, spero di fare dei bei sogni. Dedicato ai miei tanti amici e amiche che hanno vissuto o stanno vivendo situazioni del genere.

giovedì 27 febbraio 2014

una folata di vento che mi abbracci e mi dica ciao

Dico: faccio una scappata veloce, vabbè tre giorni la settimana sono sempre giù. Però era l'anniversario della morte di mio padre, sapevo che mia madre era in crisi più del solito, dico facciamoci ancora altri 300 e 300 chilometri. Poi la notte mia madre è stata male, pronto soccorso. Ormai una volta al mese. Dicono che sono problemi legati alla pancia, c'è un casino di patologie, solite cose che una volta al mese mi sento dire. Non menate, situazioni sempre gravi e al limite. Dicono qua non c'è posto la ricoveriamo in una casa di cura privata. Cerco di oppormi, già qualche mese fa , altra casa di cura, l'hanno tenuta li senza fare niente, no casa di cura mi rispondono, fanculo. Pratiche usuali, dicono alla sera abbiamo poco personale occorrerebbe la presenza di una persona. Di solito le notti per i miei, dopo rapporti disastrosi con le varie badanti notturne, le ho sempre fatte io, ma in questo periodo , come si dice in Romagna, sono a terra da fagioli. E vai per la badante che comunque è la signora che viene già a casa per qualche ora al giorno. Praticamente una qualche flebo per disidratare, faccio notare che mia madre non mangia praticamente più, mi dicono : siamo noi i medici. Il secondo giorno ricoverano, nel letto vicino, una signora altissima completamente strafatta. Poi abbiamo fatto amicizia, una puttanona russa ex modella ancora piacente, una di quelle avventuriere pericolose così come si legge nei feilleton. Sposata non so quante volte, un patrimonio immenso dissipato, tantissimi fidanzati, non ho capito quanti figli dati in affido non ricordava neanche a chi, ormai senza fissa dimora e senza amanti, salvo qualche vecchietto che la sera le portava il vino. Ormai la sua professione i tentativi di suicidio e il ricorso agli assistenti sociali. Mi stava simpatica, anche se consapevole una donna del genere meglio tenerla lontana. Una sera il suo amico vecchiotto le ha portato del vino ( il tavernello in busta) , lei prima ne ha sorseggiato voluttuosa un piccolo sorso nel bicchiere che era di mia madre, poi due piccoli sorsi. Dopo un'ora era attaccata al cartone e aveva finito il vino. Dopo una settimana dico ai medici “se tenete qua mia madre senza farle neanche un esame e in attesa che muoia, tanto vale che la porti a casa a morire nel suo letto”. Questo di sabato. Fortuna nel frattempo Marco mi aveva portato giù il cane che è stato la mia salvezza. Il lunedì mia madre inizia ad accusare dolori lancinanti, poi la sera improvvisamente il cuore smette di battere, poi riprende , sta donna  in coma. Chiamo il pronto soccorso, arrivo di ambulanza, fortuna un infermiere che capisce subito il problema, poi i medici e poi di corsa in ospedale. Nei giorni precedenti il cane era stato adorabile, lo è ancora, cioè è il mio cane. Forse memore della volta che stava male e mia madre aveva preso una coperta e si era sdraiata a terra accucciata a lui, le è sempre stato vicino , sdraiato nel letto di fianco a lei. Con grande delicatezza. E' un po' stressato, gli mancano gli ampi spazi e le corse lungo il fiume, pure a me, comunque quelle quattro ore di camminata e corse al giorno , pur con i salti mortali, sono sempre riuscito a garantirgliele. Quello che non riuscirò mai a capire dei cani, è che quando sono in giro e vedono un altro cane, sembra non ne abbiano mai visto uno. Per ritornare all'ospedale, dopo diversi consulti fra di loro , mi chiamano i medici e iniziano a sgridare con me. Per i troppi farmaci che prende mia madre. Ma cazzo glieli avete dati voi e fortuna che io avevo dimezzato le dosi. Conclusione , prolungata intossicazioni da farmaci ed in specifico dalla digitale contenuta in uno di questi. Tre giorni per disintossicarla e poi via , pacemaker e raddoppio di medicine. Quello che mi fa rabbia dei medici è che a forza di specializzarsi in un settore, tendono a dimenticare che la persone non è solo un cervello, o uno stomaco, o dei reni, o un cuore. E' l'insieme di queste cose. Alla casa di cura avevo detto, guardate che sta donna ha dei grossi problemi di cuore e  di testa a volte, mi hanno risposto che non ci potevano fare niente. Ora è allettata e mangia poco o niente, anche se non ci sarebbero motivi per continuare a dormire e a mangiare poco o niente. E' la paura, si questo si, però una donna di 85 anni che negli ultimi 20 anni ha subito più di quindici operazioni devastanti e tutte da patologie capite poco prima del danno irreversibile ( sembra strano , ma su mia madre i medici hanno sempre sbagliato diagnosi, poi va in coma ed improvvisamente la soluzione) Fortuna ho trovato medici in gamba, ma sempre e solo all'ultimo momento. Dicevo una donna di 85 anni con tante operazioni alle spalle e tante patologie rimaste, ormai con un equilibrio nervoso fragilissimo, a cosa servono tutte le tante medicine che ancora deve prendere? Le salvano la vita, mi rispondono. Siamo sicuri? I veleni che salvano la vita poi si depositano e creano altri problemi. Il pacemaker è relativamente una sciocchezzina, dicono, per mia madre è stato devastante, oltre l'idea di avere ancora qualcos'altro di estraneo dentro il corpo. E' chiaro che una persona si cerca di farla vivere il più possibile, però un cardiologo, come un chirurgo o un ortopedico o quale altra specializzazione, se gli dici “ha presente tutto il resto?” non ti può rispondere “ io le sto salvando il cuore”. Ho molti amici medici che stimo tantissimo, conosco medici straordinari ( ne conosco altrettanti bbbrrrr) così come le persone della nostra società. E ho l'impressione che non i medici, ma tutta la nostra società si stia perdendo a cercare di curare un particolare senza più avere la capacità di considerare o vedere l'insieme. Morale della favola , ormai è un mese che sono a Cesena senza la possibilità di potermi spostare ad esclusione dei girettini con il mio cagnotto che mi sembra sempre piccolino e tutti mi dicono dio quanto è grande. Sono fortunato ad avere il carattere che ho, perchè si incazzature e demoralizzazioni ci sono, e anche stanchezza infinita, però mi passano nel giro di poche ore. Da piccolo i miei, ad esclusione delle case di parenti , dispersi fra le montagne, colline mare pianura delle province di forlì cesena rimini e ravenna, non mi hanno mai portato da nessuna parte. Mi accorgo ora che conosco pochissimo di queste colline e montagne che mi stanno affascinando molto più della città in cui non mi sono mai sentito a casa. Ho anche scoperto che non sono nato esattamente dove mi è sempre stato detto e ho anche scoperto tante altre cose e ho deciso di interrompere una ricerca che mi stava e mi sta ossessionando. Non è il momento ora, poi si vedrà. Mi piacerebbe un giorno di primavera o d'estate prendere la macchina e girare lungo queste colline e montagne così care ai corridori di bicicletta. Tanti posti sentiti raccontare, alcuni ormai anche abbandonati e che non ho mai visto. Io che sono sempre fuggito e che spero di fuggire ancora, avrei bisogno ora di riappacificarmi con questi luoghi la cui storia e il cui vissuto fanno comunque parte di me. Non ho nulla da trovare o da cercare, solo una “folata” di vento che improvvisamente mi abbracci e mi dica ciao. Un amico, un poeta della valle di Cembra, aveva scritto sul suo facebook : “ la morte non fa parte della vita, la morte è la fine della vita”. In questi 20 e passa anni di ospedali dei miei, di gente morire ne ho vista tanta. Sono morti tantissimi parenti e tanti amici e allora tutte le volte che posso, dico che bello ancora un'altra giornata. Mi manca molto la mia vita che poi alla fin fine non so qual'è, non quella che avrei voluto, ma quella che vorrei. Ma la vita di una persona , piaccia o non piaccia, è quello che questa persona sta vivendo. Marco è stato un grande amico, non solo mi ha portato il cane che mi mancava in maniera incredibile, ma è anche ritornato e abbiamo parlato pure di lavoro. Volevo lavorare sul Sosia , volevo danzare, ma non ci riuscirei per la data che ci eravamo dato , quella in cartellone. Avevo voglia di danzare e ogni rinuncia la vivo come una sorta di sconfitta. Ho chiesto a Marco di coprirmi ancora qualche volta per il laboratorio. Qua non voglio rinunciare, non sarà il lavoro che mi ero prefissato, ma lavoro sarà. Poche persone, ma cui devo molto. Poi si vedrà. Nella mia testa sto progettando un casino di cose e ho, avrei, voglia di vivere. L'ultimo ricovero i medici hanno detto a mia madre “ signora suo figlio le ha salvato la vita”, lei ha risposto “ se aspettava io smettevo di soffrire e lui iniziava a stare bene”. Fanculo e grazie alla vita. Si una piccola folata di vento che mi abbracci e mi dica “ciao”.

domenica 9 febbraio 2014

preti , madri e funerali

Non sono uomo da messa. Anche mio padre mi diceva sempre “quando muoio non voglio preti e non voglio messe”. Poi quando è morto, prima mia madre che neanche lei è tanto di chiesa, ma ogni tanto ci va o ci andava, poi la sorella di mia madre e l'ultima sorella rimasta viva di mio padre che sono cattoliche praticanti oltre qualsiasi limite, non ho potuto fare diversamente. Mi ero anche ricordato di una amica che parlandomi del funerale laico dei suoi genitori mi raccontava come un rito di addio le fosse mancato. Appunto il rito. Il prete del quartiere dei miei, ne parlano  tutti male. Comunque l'unico che mio padre aveva fatto entrare in casa per le benedizioni di Pasqua ( gli altri li aveva sempre cacciati) e addirittura l'ultima volta avevano parlato tanto assieme. Non potevo mettere sulla bara una bandiera comunista, allora ho optato solo per rose rosse e poi, come si usa in romagna, non fiori, ma opere di bene. Era , due anni fa, il periodo del gran nevone a Cesena. L'obitorio pieno da paura, di bare: c'era una ordinanza e una reale impossibilità a seppellirli e anche trovare un fiore era impresa ardua. Provare ad immaginare solo rose rosse. Non sapendo quando sarebbe stato possibile fare il funerale neanche potevo decidere di preti o di messe. Neanche potevano essere fatte le affissioni. Parenti che telefonavano in continuazione persi fra i tre e i sei metri di neve nei vari paesi delle colline e mia madre, fagottino piccolino che dall'apertura fino alla chiusura, voleva essere li. Ed oltre le bare che si accumulavano ed oltre la neve ormai stanziale, c'era un freddo boia. Un giorno poi una bufala mostruosa e comunicato della protezione civile che stava arrivando dal mare un evento di dimensioni catastrofiche. Non ho mai capito che tipo di evento. Risultato una bufala, però in zero attimi ospedale svuotato, medici che arrivavano e dicevano a me e a mia madre “andate a casa” e lei “no”. “c'è il rischio che non possiate muovervi per tutta la notte” - “no”. Insomma tutte queste e tante altre cose, quando dopo diversi giorni si riesce a decidere per il funerale , deciso la sera per la mattina dopo e tanti parenti incazzati con me perchè non ero riuscito ad avvertirli, stabiliamo, dato che non sappiamo come sarà il tempo , di non fermarci per la messa nel quartiere dei miei , ma di andare dritti sulle colline e di far dire la messa li. Non c'era un prete disponibile che di solito nelle camere mortuaria preti e frati da bruciargli le tonache, quei giorni li non c'era un prete. E allora ho pensato perchè non il prete burbero del quartiere dei miei? Che in realtà è stato gentilissimo e si è sorbito pure tutto il viaggio di andata e ritorno. Poi su nel paesino di collina, altri problemi con il prete del posto, un sudamericano stronzo – non stronzo perchè sudamericano o prete, proprio stronzo di suo- sembrava che gli avessimo rubato la chiesa. Poi una busta con cento euro e ha accettato che dicesse messa quell'altro. Situazione irreale, fuori il sole e un cielo pulitissimo, da una parte si vedevano le colline alte verso le montagne dell'appennino, dall'altra neanche troppo lontano il mare. Comunque a me quell'altro, il prete del quartieri dei miei, da quel giorno mi è stato simpatico. E anche se mia madre e mia zia continuano a fare dire messe dai frati di praticamente tutta la zona Forlì Cesena, per l'anniversario io vado dal prete del quartiere dei miei. Non amo andare a messa, questo credo si sia capito, però negli ultimi anni sono morti tanti genitori o parenti di miei amici e l'entrare in una chiesa e aspettare , è il mio segno di saluto e di rispetto. Oggi due anni che è morto mio padre e da mesi mia madre ripete “devi andare a prenotare le messe”, ma non da quel prete li , io voglio andare dai frati. Tè va dai frati io vado dal vostro prete. Che cosa possa fare una messa ad persona morta, questo non l'ho mai capito, la messa serve a te, così come un fiore o un saluto al cimitero. E' un rito che faccio fatica a digerire, ma pur sempre rito. E dopo mesi di lamentele, improvvisamente , oggi mia madre dice :“no non vengo sto male, vai tu”. Ci sono alcune cose che mi impressionano in una messa, cantata. Uno è quello che si mette a cantare che mi da sempre l'idea di cantante fallito. Infatti anche quello di oggi, felice per avere finalmente un pubblico e ad ogni pezzo cantato si voltava in attesa di un applauso che fortuna non è mai arrivato. Poi c'è quella cosa di darsi la mano. Mi sono messo in fondo in un angolino sperando non venisse nessuno vicino a me. Ma al momento fatidico mi arriva un omone raffreddato , mi da la mano “ che la pace sia con te”. Perchè? Io voglio continuare ad essere irrequieto altro che pace. Ed infine le prediche che in genere mi portano al collasso. Oggi il prete che non ama molto papa Francesco e rimpiange il tedesco di prima, inizia “ i preti sono dei bugiardi perchè parlano di comunità quando poi magari alla messa principale ti arrivano quattro gatti”. Deformazione professionale devo contare sempre tutto, si, la chiesa mezzo vuota, ma c'era comunque una ottantina di persone. La crisi la vuoi sentire solo in teatro? Alla fine il prete mi saluta. Che gli sto simpatico lo capisco dal fatto che quando gli do la mano non me la lascia più e mi dice : “ti è piaciuta la predica?” ho pensato “ quella dei 4 gatti, quella di papa Francesco che pensa al cuore poi alla testa, mentre quell'altro pensava alla testa poi al cuore”? Si, lei è molto bravo gli ho risposto, e dato che ero in vena  volevo andare a fare i complimenti anche al cantante e al musico che ogni tre note due le scagliava. Arrivo a casa e mia madre dice “la prossima volta andiamo dai frati” Andiamo? Giornata convulsa e piena, da due anni non ho neanche il tempo di pensare sempre di corsa e oggi di ritorno dalla seconda volta dal cimitero che non è proprio dietro l'angolo, mia madre, oggi un po' meno persa del solito, mi dice : dai Enzo non sei ancora da buttare, perchè non ti trovi una donnina che anche se non ti sposi, ci puoi sempre andare ad abitare” ? Si può dire “ma va a cagare” a tua madre ? No, ma si può pensare

lunedì 3 febbraio 2014

in questi giorni quasi di novembre e di deriva della nostra democrazia

Sempre a proposito che non riesco a tenermi dentro le cose che penso , ieri vedo un ragazzo, uno che gira con il cane e che ha grossi problemi di depressioni. Lui, non il cane. Non lo vedevo da un mese, ingrassato, ancora più cupo, gli chiedo “non è che stai prendendo degli psicofarmaci? “Si è agitato e ha iniziato a dire “ no, non sono messo ancora così male”. Comunque sicuro che sta prendendo dei farmaci. Mi fanno tenerezza queste persone ancora giovani che entrati in un qualche tunnel poi si arrabattano senza riuscire a trovare una via di uscita e che forse è solo lì a portata di mano. Giornate cupe quasi di novembre, più devo essere e sono attaccato ai miei doveri, più le voglie di fughe hanno voglia di concretizzarsi. Che non sono fughe, E' l'incipit che ho avuto da bambino, nato e cresciuto vicino a qualche fiume, i miei sempre a cambiare casa, mio padre sempre fuori per lavoro , mia madre spesso a seguirlo. Fughe e inseguimenti. Le estati posteggiato dagli zii in campagna, sulle colline romagnole. Poi il collegio per mia scelta, poi da ragazzo d'estate a lavorare al mare per mantenermi a scuola, non ho mai avuto un luogo in cui sentire quelle che gli altri chiamano radici. E ora che sto invecchiando, sento come obbligo pesante i miei doveri, cui peraltro non mi sono mai sottratto, di figlio. In questi giorni della memoria che sembra essere scomparsa, in questi giorni di deriva democratica e di bellicosi spiriti autoritari, mi è piaciuta molto una intervista di Moni Ovadia. Anni fa quando ancora non era il personaggio famoso e pubblico, veniva spesso a Romanengo, poi nel momento di passaggio, da artista sconosciuto alla notorietà, credo un piccolo attimo di sbandamento, c'è stato qualche episodio che ci ha allontanato. Poi è ritornato, grande, generoso, per una intera giornata fra Romanengo e Crema. E alla fine della serata, tutti, soprattutto lui, stremati, mi ha salutato con un sorriso e con un forte abbraccio. Si, un grande uomo. Mi ha telefonato un giovanotto per i razzismi duri e da denuncia che sta incontrando in internet, mi chiedeva consiglio, mi chiedeva cosa si può fare. Non lo so, attaccare brutalmente una persona perchè è nera, perchè è rom, perchè è donna, perchè è omosessuale perchè è... non lo so. Continuo a pensare che la scuola e la capacità di ragionamenti propri, siano fondamentali, ma forse non sono sufficienti. Ci sono paure e odi ancestrali, ci sono frammenti non ricuciti del proprio essere, come cani che si mettono ad abbaiare furiosamente alla luna. Ma l'abbaiare dei cani furiosamente alla luna non fa male a nessuno. In certi casi e con certe persone forse non serve il ragionamento, occorre la legge perchè fino a prova contraria l'istigazione all'odio razziale è reato. Io con la mia faccia da straniero, l'ho sempre detto e sempre raccontato, sono incappato in tanti episodi, diciamo non piacevoli. Non sono brutto, sporco e cattivo, sono pure italiano e ho pure una laurea, senza la lode, ma pur sempre centodieci. Oggi ripensando ad un po' di casini della mia vita , mi veniva da sorridere per il fatto che mio padre ha sempre vissuto come una disgrazia il fatto che io abbia studiato. Invidiava i suoi fratelli che avevano figli, tanti e senza tanti grilli per la testa, che a 15 anni a lavorare senza troppe menate. Non è mai stato orgoglioso di me, si vergognava un pochino per questo suo unico figlio fuori dalle regole. E quando qualcuno gli chiedeva se fosse vero che io ero laureato, rispondeva che lui non ne sapeva nulla. Oggi sono stato al cimitero, nascosto dalle nebbie quasi da montagna e mi sembrava che la sua foto mi sorridesse. Oggi, sempre sulle colline romagnole, ho chiesto ancora a mia madre di indicarmi la casa in cui sono nato. E lei ancora a indicarmi la piccola casettina di sasso, appena dietro al bar. Poi ho visto questa vecchiettina, mia madre, scendere a fatica dalla macchina, camminare a fatica a piccoli passi , doversi appoggiare a me per non cadere, e mi ha fatto tenerezza. Poi ho pensato che quali i segreti di lei e di mio padre o delle loro famiglie, non posso più cercare, sono cose che non mi devono riguardare. Ho sempre preteso rispetto per la mia vita e ho sempre combattuto le invadenze eccessive, oggi ho capito che anch'io non posso essere invadente per la vita dei miei e che comunque, per il fatto che sono nato e mi hanno cresciuto, anche se non mi sento a casa da nessuna parte , devo loro rispetto. Ecco, forse capire che le persone tutte, sono persone e come tali, hanno bisogno di rispetto, capire questa cosa elementare, potrebbe essere una buona cosa per iniziare a combattere i razzismi. Non sapevo che foto mettere,cos' ho messo la foto di Marco in prova per lo spettacolo "non è stato il freddo la cosa peggiore" mentre legge una delle tante allucinanti farneticazioni di Hitler

mercoledì 22 gennaio 2014

i vortici

Appena arrivati in Trentino, passata Lavis, cartello Valle di Cembra. Ero in macchina con Marco , il cane l'avevo lasciato a casa perchè averlo sempre vicino va bene, ma gli sto facendo fare troppi chilometri. Valle di Cembra, solo un cartello ancora prima dei tornanti e improvvisamente una ondata di sensazioni, ricordi , ma soprattutto luoghi, occhi e facce mi hanno invaso precipitando tutto in una volta sullo stomaco. Come mani che si aggrovigliavano dentro. Si vabbè un semplice attacco di gastrite. Emozione e cuore a mille. Questa estate volevo farmi qualche giorno di vacanza su, così per avere il tempo di salutare con calma tutte le tante persone amiche. Ma poi diversi problemi non ci sono riuscito. Poi tutto è volato. Siamo arrivati sul primo pomeriggio e iniziava a nevicare. La sera pensavamo non venisse nessuno, non era neanche uno spettacolo, ma una chiacchierata un pochino teatralizzata. Eravamo al Molin de Portegnac che se uno vuole va in internet e si vede tutta la bella storia del mulino, luogo mitico per me. Infatti poi mi sono sdraiato sul pavimento di quella che era stata anche la mia sala prove e la gastrite passata. Invece la gente , nonostante la neve e tutti gli animali spaventosi che riuscivo a vedere di notte quando ero ospite, è arrivata. Non gente , amici, gli abbracci, gli occhi sorridenti. Averne la possibilità non mi dispiacerebbe una casettina a Faver per andare ogni tanto e respirare un po' di aria e sorrisi. Finito tutto sono rimasto a parlare con alcuni amici , poi mi sono fatto una resta con un bicchiere di grappa così sono stato rincoglionito tutto il giorno dopo. Ma te che sei astemio ti vai a fare una resta con la grappa? Buona era buona. Infatti i cartelli dicono, valle del porfido , del muller thurgau e della grappa. Appunto. Domenica da noi, ancora tanto pubblico per il delizioso spettacolo di Nicola un attore di Verona con cui abbiamo anche un bel rapporto di amicizia. Ormai è tradizione che quando lui arriva gli faccio io da tecnico. Lunedì mattina replica per le scuole. Dicono che si fanno pochi bambini, quelli in teatro erano tantissimi. Poi pomeriggio prove e debutto di uno spettacolo sulla memoria con Marco voce recitante e i musicisti Marco Ravasio e consorte Raffaella. Risulta che la regia sia mia, in realtà sono stato occhio esterno per qualche prova e ho dato solo qualche consiglio. Il lavoro è buono e il merito va solo a loro. Che prossima settimana loro ritornano per qualche serata in valle di Cembra e io che non posso andare e sento la valle più mia che loro, sono invidioso e geloso. Da venerdì a lunedì, quattro giorni di adrenalina. Volevo scrivere tante cose, mi dicono anche che dovrei essere un pochino più costante, è che non riesco a scrivere a comando. Sto cercando di capire alcune cose strane, che forse strane non sono, della mia vita. Ma più trovo risposte, più le domande aumentano in un vortice che sembra non debba avere fine. Vorrei seguire questo vortice che è comunque la mia vita,ma rischio di tirarmi dietro e di fare male a tante persone importanti e care. Ma c'è anche una vocina che mi dice che cercare di capire e conoscere tutto , si rischia la follia. E già sono abbastanza fuori di mio. Quando vengo a Cesena da mia madre, nelle scorribande con il cane, spesso incontro un ragazzo , a volte anche la sua fidanzata. Uno dei pochi padroni di cani con cui mi piace fermarmi a parlare. Non ci conosciamo, simpatia e quattro chiacchiere però ho fatto un sogno che riguardava lui e la fidanzata. Mi vergognavo, ma gliel'ho raccontato. Pensavo ridesse o si arrabbiasse, invece continuava a ringraziarmi. Oggi appena l'ho visto mi si è formata una frase in testa che non ho fatto tempo a trattenere:” non fare il cretino in giro e rispetta il cuore e i sentimenti della tua ragazza che ti vuole bene”. Si è messo a ridere , poi ha giurato che è una persona seria. A volte mi chiedo con quale diritto dico alle persone quello che penso. Frasi che escono da sole, poi mi sbatterei la testa contro il muro. In questi giorni causa vortici e causa tante cose, sono di una stanchezza sterminata e anche il cane risente del mio umore. Stanotte, domattina non lo so, riparto per far finta di riprendere in mano la mia vita. Avevi troppo peso da portare dentro per una persona sola. Ecco in questi giorni, questo peso lo sto sentendo tutto e ancora di più.

lunedì 6 gennaio 2014

una indovina mi aveva predetto

Fra qualche giorno è un anno che ho il cane. Anni addietro una indovina mi aveva predetto che mai cani c'erano stati o ci sarebbero stati nella mia vita. Che poi di cani non animali ne abbia frequentati qualcuno, questo è un altro discorso. Da piccolo qualsiasi animale in cui incappavo, purchè non fossero topi o serpenti, me li portavo a casa e regolarmente scomparivano. Cioè i miei li facevano scomparire. E questa è una delle tantissime cose che non ho mai perdonato loro perchè cani gatti e quant'altro mi scomparivano d'estate quando andavo a fare il cameriere al mare per mantenermi a scuola e all'università. Poi sono diventato grandino e non c'era tempo spazio o possibilità per animali , salvo quando sono venuto ad abitare su e mi ero riempito la casa di voliere, ma poi alcune mie amiche mi avevano fatto capire che non era bello tenere tortore cocorite pappagallini e merli in gabbia. Avevo anche degli usignoli giapponesi. Poi un gatto rosso appena nato e randagino che avevo adottato e chiamato Werner. Era isterico geloso e possessivo, ma lo adoravo, poi grossi problemi di allergie e il medico mi aveva detto di fare scomparire il gatto, non esiste. Se ne è andato da solo. Ogni tanto mi compariva davanti a casa , ma non è mai più entrato e non si è fatto più toccare. Poi qualche anno fa un nuovo gattone rosso, finalmente il mio gatto, bello equilibrato dolce, ma appena ho portato a casa il cane che tra l'altro con i gatti ci gioca, non ne ha voluto più sapere. Scomparso definitivamente e mi è mancato. Ritorno al cane. Ci pensavo da anni, avevo ancora nel cuore Tom il mio dalmata che i miei mi avevano costretto a dare via, avevo calcolato quasi tutto e poi mi sono deciso. Dopo frustranti rifiuti da diversi canili mi sono rivolto ad un canile privato. Volevo una femmina. Viste le mie esigenze e i miei casini, fra i tanti cani presenti mi hanno fatto vedere due cuccioli, due boxerini. La femmina si avvicinava mordicchiava e non era interessata a me. Il maschietto subito mi si è appiccicato decidendo che dovevo prendere lui. Poi dopo un viaggio lungo perchè ero dovuto andare alle porte di Milano dal veterinario sono arrivato a casa. Dovevo dargli un nome e il primo nome che mi era venuto in mente era stato Peter. Arrivati a casa aveva una fame boia e sembrava in perfetta forma fisica e in perfetta salute. Così mi aveva detto anche il veterinario milanese. Quando me lo sono portato a letto con me, sto cosino continuava a saltare sul letto impazzito di gioia. Puzzava una cosa incredibile , ma ormai era il mio cane e me lo tenevo così come era. Poi vabbè, pochi giorni e tosse da canile, grossi problemi ai polmoni e una anemia che ci sono andato avanti mesi. Poi un giorno litigando con uno dei medici miei amici cui regolarmente mi rivolgo, lui voleva fargli un prelievo del midollo, mi sono rifiutato e avevo detto “ questo è il mio cane e non esiste che mi muoia per una stupida anemia, lo guarisco io”. Farlo mangiare fino a quel giorno era una impresa difficile, lo è ancora, ma il giorno dopo non ho dovuto pregarlo o mettergli il cibo in bocca come avevo fatto fino a quel momento. Dall'anemia e da tante altre cosine è guarito completamente, per farlo mangiare devo ancora dargli il cibo io con la mano perchè è raro che mangi da solo, però mangia. Anche per bere, se non è acqua di fiume o di canale non beve, mi fa capire anche pesantemente che sta morendo dalla sete, ma non beve. Devo andare io con la ciotola. Ma va bene così. Un momentino di crisi è arrivato quando ho scoperto che non era propriamente un boxer, ma poi ho pensato “cambia qualcosa sapere che razza o incrocio possa essere?” . Come cane è adorabile e ha un carattere non dominante e decisamente coccoloso. Purtroppo ha paura di troppe cose e va in panico. Chissà se sono paure antiche o sono io che lo proteggo un pochino troppo. Un anno che ho il cane, lui ora ha circa 16 mesi poco più poco meno e il legame è fortissimo e reciproco. Nel frattempo avevo calcolato tutto, ma non un peggioramento della situazione di mia madre ed è stata una gara dura anche perchè appena l'ho portato giù mia madre, lei si era messa a gridare “ un cane non lo voglio in questa casa “ e lui Peter che abbaia pochissimo, sembrava volesse sbranarla. Sono stato subito chiaro : “se mi costringi a scegliere, scelgo lui”. Ora mia madre è innamorata di Peter e si comporta con lui come una nonna con i nipoti. Potesse farlo mettere contro di me lo farebbe. Nel frattempo sempre la situazione di mia madre in continuo peggioramento e la situazione, a livello fisico e mentale- così come tutti i figli che devono badare genitori anziani, capricciosi , ammalati , egoisti e in confusione, sanno – è pesante e anche di più. Ho passato delle feste di merda, avevo portato su da me mia madre, però ero anche felice. Finalmente dopo tantissimi anni potevo farmi l'ultimo dell'anno a casa mia, non mi interessava andare in giro, ormai non so più cosa sia festeggiare un natale o un ultimo dell'anno. Però si starmene a casa mia, lo desideravo tantissimo. Già dalle sei di pomeriggio mia madre era andata a letto e io ho aspettato i botti tenendomi abbracciato il cane che , paura e panico di tutto, mi stava impazzendo. D'altra parte le medicine che mi aveva consigliato il medico erano così piene di controindicazioni e di effetti collaterali pesantissimi che ho deciso di non sedarlo. Fra qualche giorno è un anno che ho il cane. Gli avevo promesso che lo avrei sempre tenuto con me e che saremmo dovuti invecchiare insieme. Dopo l'anemia e i problemi fisici iniziali ho iniziato a farlo camminare tantissimo. Da allora sono minimo quattro le ore al giorno in cui lo faccio camminare e correre. Spesso di più. La mattina , io che faticavo a svegliarmi alle 7, mi alzo ormai fra le cinque e le sei , a volte faccio i salti mortali, ma queste minimo quattro ore al giorno le ho sempre mantenute. Problemi altri , di volta in volta sono subentrati, però sono sempre riuscito a superarli. Ora rimangono i fantasmi, quelli che spesso sconvolgono la testa di mia madre, quelli che a volte mi sembrano una piovra che cerchi di soffocare tutto ciò che è attorno. Però il mio cane è qui. Insofferente quando lo porto a Cesena , desideroso di tornarsene a casa , pieno di paure , dolce affettuoso fedele e non si incazza mai , ma se si incazza fa paura. Uguale uguale a me. Lui va bene così e spero che l'amore che sto aspettando e che prima o poi mi piacerebbe incontrare non gli assomigli troppo. Cioè non voglio un amore appiccicoso, perchè di cani ne ho ho già uno e basta lui.