Ormai le amicizie che ho, sono una telefonata, uno sguardo, un
saluto, due righe in internet. Tutto rimane in superficie, ma queste
superfici nascondono mondi affascinanti e in parte sconosciuti. Su,
quando arrivo da me, un po' il lavoro , un po' la stanchezza, non
riesco più a vedere nessuno. E anche nell'altra mia “casa” la
val di Cembra, è tanto che non vado. Non che prima fossi un campione
di frequentazioni umane. In questo mi sento molto romagnolo, quelli
delle colline su verso le montagne ai confini con la toscana. Una
collina una casa o gruppi piccolini di case. Si rimane li a
controllare la valle, ogni tanto si scende, poi si ritorna nel
proprio eremo. Il tempo qua a cesena, ho ancora meno possibilità di
frequentazioni, allora mi aggrappo ai piccoli momenti: un saluto due
chiacchiere e intanto il film della vita della persona che ho di
fronte mi entra nel cuore. E quando qualcuno mi racconta qualcosa di
sé, lo sapevo già. Ce l'hai scritto negli occhi , ce l'hai scritto
nel cuore. Non vedo le vite degli altri, percepisco quello che una
persona mi trasmette tramite uno sguardo un sorriso o un ciao. Se
uno non vuole, non vedo nulla. Merito o tramite il cane , ma anche
gli ospedali, ultimamente di questi sguardi ne ho incrociati e ne
incrocio tantissimi. C'è il giovanotto e la sua morosa, belli figoni
con il cagnettino da lecco. Ieri vedo lui e così di passaggio mi
dice “sabato mi sono sposato non ho detto niente a nessuno. Finita
la cerimonia abbiamo telefonato a parenti genitori fratelli amici.
Non ho mai ricevuto tanti fanculo in vita mia” rideva divertito.
Lui e tutte le persone con cui “entro in contatto” hanno un
dolore e ferite profondissime nel cuore ed è questo che me le fa
sentire amiche. C'è un signore sui cinquant'anni che vedo da un
anno. Lui la mattina presto a correre, io a camminare con il cane. Un
signore strano, solitario, cupo, corpo atletico una volta. “ bello
il tuo cane” , oppure “ mannaggia se tira”. Mai più di una
frase per volta. Dopo un anno gli ho detto ciao e mi sono presentato.
Per me è normale, incontri delle persone e sempre ciao, è normale
fermarsi e dare la mano : “ piacere sono Enzo”. Questo fatto
stravolge, ma in maniera positiva, è come se in quel momento io
facessi chissà cosa. E in quel momento improvvisamente il cuore si
apre, a volte poi succede che magari possa richiudersi subito. Come
se troppa ossigenazione dovuta all'apertura facesse male. Questo
signore un poliziotto, meridionale mi di dice, poi mi racconta che
aveva portato su i suoi, il padre era morto quasi subito, e ora la
madre era molto ammalata. La mattina una corsettina, poi a casa della
madre, poi al lavoro. Secondo me è anche mal maritato, ma questo me
lo dirà la prossima volta. C'è la signora , faccia rifatta sembra
Cher, praticamente anoressica, corre e si lamenta e quando è in
macchina, sul suo maggiolone nero, quando mi vede si blocca in mezzo
alla strada e urla complimenti a me e al cane, quasi fossimo una
coppia di fatto. L'ultimo un ragazzino, infermiere, lavora
nell'istituto dove in questo periodo e spero ancora per non molto “
ho portato in galera mia madre” ( parole di mia madre e di sua
sorella) . Biondo occhi azzurri, spiccato accento rimanese. Niente di
particolare , biondi e così chiari ce ne sono in romagna. Per
esempio mio nonno, pelo biondo occhi azzurrissimi. Praticamente
uguale uguale a me. Sto infermiere mi guardava sempre in maniera
strana e abbiamo avuto sempre qualcosa da dire, infatti anche oggi,
visti alcuni suoi comportamenti, ad un certo punto mi è scappato
“hai deciso di rompermi i coglioni?”. Poi ho scoperto che non si
chiama Andrea, ma Andrej, per un attimo ci siamo guardati e la sua
vita di bimbo russo adottato mi è passata davanti e mi ha fatto
tenerezza. Aveva solo voglia di un sorriso e io non l'avevo mai
considerato. Quando riuscirò a riprendere il mio lavoro a tempo
pieno, mi piacerebbe mettere in scena tutte queste diverse
affascinati variegate umanità. Una sorta di circo della vita. Di
momenti di persone che si incrociano è piena la letteratura e anche
i film. Mi viene in mente Kieslowski e le sue casualità non
casualità. La mattina mi alzo prestissimo, freddo boia, così posso
portare il cane a correre e sfogarsi in una zona dove a quell'ora non
c'è nessuno e anche questi gesti continui ritmati rituali uguali
giorno dopo giorno, tirare e ritirare la palla un bastone un
giochino, mi rimandano ad un film. Si forse tutto questo non è
molto, però sono alcuni anni che avanti e indietro, notti in
ospedale, vita spericolata , ma solo perchè in macchina in
autostrada ci do pesante, sono alcuni anni che non vado al cinema o
che non leggo un libro, che non riesco a scrivere o a produrre
qualcosa di bello, che non riesco a fare nulla di quello che dovrebbe
essere la vita di una persona. Ecco questo poco o non molto, questi sguardi e sorrissi affrettati, a me
sembrano tantissimo e forse, probabilmente si, sarò stupido, ma
continuo sempre a ritenermi una persona fortunata. Infatti il mio
cane quando non vuole fare una cosa ha imparato a mordicchiarmi il
culo. Per chi ci crede, per chi non ci crede, buona Pasqua, buone
vacanze o buone quello che a uno gli pare.
giovedì 17 aprile 2014
lunedì 7 aprile 2014
mutandine e casacchine di cotone grezzo
La discontinuità è una delle anime della mia vita, ma poi comunque
ci sono, anche se qualcuno potrebbe anche dire “chissenefrega”.
Non sono dimagrito tantissimo da fare pensare “ommioddio è
diventato anoressico”. Credo che il pericolo non esista, quello
dell'ommioddio. Sempre su e giù, si qualche chilo l'ho perso, sono
comunque 65 chili e continuo a vedermi ciccio. Continuo a ringraziare
la vita, anche se mi sembra un pochino bastarda e a ringraziare il
mio carattere. Si qualche crollo ogni tanto ci sta, ma poi finita li.
Come l'altra sera , finisco il laboratorio, ritorno a casa, un po' di
problemi in testa, fame da nervoso, mangio una mozzarella. Metà
perchè l'altra me l'ha rubata il cane. Di notte ho iniziato a stare
male. Le tensioni accumulate, sudori freddi, svenimenti e quel virus
micidiale alla pancia che per due giorni ha costituito un notevole
colpo basso alla mia ormai cronica stitichezza. La mattina chiamo
Marco, gli dico per favore prendimi il cane sto male, cosa hai fatto?
Niente, ma se mi prendi il cane ti ringrazio. Dopo due ore , pieno di
malinconie e sensi di colpa, vado in sede a riprendermi il cane che
per tutto il giorno è rimasto a letto con me. E anche se gli dicevo
:”Peter non starmi addosso che sto male” , lui voleva tenere la
sua faccia contro la mia. E sono dovuto uscire e mi sono dovuto
mettere anche a giocare, ogni tanto una fuga in casa, sempre il
virus, e Peter peterone picio pistolino, sempre dietro. Mia madre
alti e bassi, più bassi che alti, ormai si era stanziata a letto e
non camminava più e anche mangiare sembrava avere detto stop.
Piccolo riepilogo: tre mesi pesanti con tanti ricoveri e un
intervento ( e non che gli ultimi anni siano stati leggeri). L'ultimo ricovero , una lungodegenza, lasciata li in
attesa di morire. Ho firmato e l'ho riportata a casa. Con le tante
patologie, passate, in atto, e probabili future, malinconie,
depressioni, panico e confusione mica da ridere, la signora che
veniva qualche ora totalmente impreparata e inadeguata. Io ho cercato
di fare del mio meglio – prossimo lavoro potrei fare il badante di
notte così guadagnerei un pochino di più – però risultati non
riuscivo ad ottenerne. In questi casi, come sa chi ci è passato o ci
sta passando, non emerge lo spirito migliore delle persone cui ti
stai dedicando, per cui niente ragionamenti o sensi di colpa, bisogna
agire. Ho detto : qua ho bisogno di una mano e di gente
specializzata. Tutti i centri per anziani di Cesena, pieni
all'inverosimile, quelli un po' migliori. Alla fine opto per un
centro su nelle colline direzione Rimini. Un centro privato, dico la
tengo per un mese, ma aldilà dei tanti discorsi iniziali e del costo
non indifferente, le prospettive non sono state così rosee. Avevo
detto, queste le patologie di mia madre, ma aldilà delle cure
mediche necessarie, questa donna ha bisogno di essere seguita un
attimo , di essere coccolata. Si non si preoccupi, siamo quello che
lei cerca. Avevo pensato, questa donna appartiene a quella
generazione , ragazzi durante e subito dopo la guerra, hanno sofferto
tanto, hanno a volte ferite ancora aperte. Avevo detto , mettetela
dove c'è gente, ha bisogno di parlare, di non sentirsi sola.
L'hanno messa in un piano dove la maggior parte sono chiusi in
camera ormai alla fine e dei sette rimasti, sei non parlano. Diciamo
che l'unica cosa che ha funzionato è la fisioterapia e una massiccia
dose di vitamine per cui ha ripreso un pochino alla volta a camminare
e a mangiare. Al pomeriggio, dato che è una struttura privata –
quando ho saputo che la proprietaria è figlia di … mi sono giurato
di non mangiare più polli romagnoli per tutta la vita – e i
dipendenti ultra sotto dimensionati, tengono i pazienti seduti su
di una sedia , legati con una cintura perchè non cadano. Questa è
l'attività che mi dicevano ricreativa. Però ora un pochino riesce a
camminare e a mangiare. Sono due settimane che riesco a stare su in
zona bergamasca cremonese ben tre giorni di seguito e mi sembrano un
gran regalo. Poi ritorno giù e mi prende una strana sensazione che
non avevo mai considerato. Qui dove sono ora, è casa dei miei e
quando arrivavo, mi aspettavano. Mio padre, con cui non ho mai avuto
buoni rapporti , ma che negli ultimi anni della sua vita impazziva
per me, pur ormai non vedente, mi aspettava guardando alla finestra.
Comunque c'era qualcuno. In queste due settimane , ritorno e la casa
è vuota, le finestre chiuse e un po' di magone arriva. Fra due
settimane finisce il mese e pur con una vista meravigliosa sulle
colline romagnole, quelle verso il mare ( io sono delle colline su
verso le montagne e la toscana) non ho intenzione di continuare in
questa struttura. Spero mi si aprano altre porte, non so e spero che
i tempi non siano lunghissimi perchè mia madre rischierebbe di
tornare indietro e io di impazzire completamente. Vedremo. Quando
scendo, la domenica la riporto a casa e gli altri giorni mangio in struttura con
loro, anche se a volte un pochino di mal di stomaco, specie in questo
periodo , mi viene. Ho cercato tutte le possibilità e sto cercando
ancora, anche di portare mia madre su da me. Ma poi ho pensato che se
per me sarebbe più comodo, avrei le strutture e le persone giuste e
i medici giusti cui appoggiarmi, per lei sarebbe una grande violenza.
Alcune signore del suo paese di origine, diventate anziane, non sono
state lasciate da sole nella loro casa, ma portate giù in città ,
chiuse da sole per tutto il giorno in appartamento senza conoscere o
avere la possibilità di parlare con qualcuno se non i propri figli.
E hanno iniziato a decadere. Massì dai, a forza di pensare, di
chiedere e di cercare, qualcosa verrà fuori. Ho detto con mia madre
: “non so ancora quale soluzione troveremo, ma voglio che sia la
migliore per te. Che tu abbia ancora un giorno, un mese, un anno
dieci o più anni di vita, voglio che tu li possa vivere bene, con
dignità e con un pochino di leggerezza”. In questi ultimi mesi
cercavo delle risposte ad alcuni quesiti e misteri della mia vita, ma
le risposte ce le ho già chiare in testa e non ho ho più voglia di
cercare, non hanno più importanza. E quando qualche mio cugino mi
dice che in effetti non assomiglio tantissimo a nessuno di loro,
rispondo che in me sono confluiti geni antichissimi che loro neanche
si sognano. Si chiaro, l'affetto c'è, ma sono debitore ai miei.
Perchè da piccolo mi hanno salvato la vita tante volte. Con la
generazione di mia madre e di mio padre, sta scomparendo una
generazione particolare e importante della nostra vita politica e
sociale. Gente che ha fatto la fame, che ha sofferto, che ha sognato,
che ha anche sbagliato tanto, ma nella speranza di un mondo migliore
per loro e i loro figli. Una amica mi dice, è strano quanto tu sia
sereno. Cosa devo fare, cosa si deve fare? Oggi avevo detto, mangio
su e su ho mangiato. A mezzogiorno, in realtà ore 11 che uno ha
ancora lo stomaco chiuso, mi danno un cosa che mia madre dice che
buono, io dico che strano semolino. Mi rispondono , no è polenta.
In Romagna il concetto di polenta è molto differente rispetto al
nord italia. La polenta qua è un primo, quindi meno dura e di solito
con ragù. Questa era un pappetta acquosa e granulosa e ho iniziato a
ridere pensando ad un bergamasco che gli capitasse sta sbobba in
tavola, non parlo della minestra di verdura di questa sera. Sono
uscito, aria pulita, bella fresca, le colline di alberi da frutta
ormai sfioriti, due chiacchiere con un ragazzo che va a trovare il
nonno. Lui nel dialetto della zona e in macchina ho ricominciato a
ridere. Pochi chilometri dopo Cesena, andando verso Rimini, la “e”
diventa “oi” e anche alcune “i” , la moila, la poira, la
foiga. Infatti c'è una signora vicino a mia madre che spesso mi dice
“ avessi un figlio come te, la mi fiola la è bona, la è broiva,
ma l'an capois un caz”. Nelle colline dei miei e nelle montagne dei
nonni, la “e” rimane “e”, ma cambiano gli accenti e rimangono
le finali. Oggi dovevo cercare dei documenti di mia madre,ma lei
ultimamente continuava a spostare tutto, non sono mai andato nei
cassetti suoi e di mio padre. Ma oggi dovevo. I documenti non li ho
trovati, ma ho trovato una scatolina con dentro degli indumenti da
bimbo. Anni poveri gli anni '50 ed erano casacchine, mutandine,
calzini e berrettini da neonato, fatti in casa. Semplici, ma
bellissimi. Cotone e lana molto grezzi, non li avevo mai visti e mi
hanno fatto tenerezza. Fra poco è notte, una notte leggera di
primavera quasi estate e alla faccia della polenta e della minestra
di verdure di oggi, spero di fare dei bei sogni. Dedicato ai miei
tanti amici e amiche che hanno vissuto o stanno vivendo situazioni
del genere.
giovedì 27 febbraio 2014
una folata di vento che mi abbracci e mi dica ciao
Dico:
faccio una scappata veloce, vabbè tre giorni la settimana sono
sempre giù. Però era l'anniversario della morte di mio padre,
sapevo che mia madre era in crisi più del solito, dico facciamoci
ancora altri 300 e 300 chilometri. Poi la notte mia madre è stata
male, pronto soccorso. Ormai una volta al mese. Dicono che sono
problemi legati alla pancia, c'è un casino di patologie, solite cose
che una volta al mese mi sento dire. Non menate, situazioni sempre
gravi e al limite. Dicono qua non c'è posto la ricoveriamo in una
casa di cura privata. Cerco di oppormi, già qualche mese fa , altra
casa di cura, l'hanno tenuta li senza fare niente, no casa di cura mi
rispondono, fanculo. Pratiche usuali, dicono alla sera abbiamo poco
personale occorrerebbe la presenza di una persona. Di solito le notti
per i miei, dopo rapporti disastrosi con le varie badanti notturne,
le ho sempre fatte io, ma in questo periodo , come si dice in
Romagna, sono a terra da fagioli. E vai per la badante che comunque è
la signora che viene già a casa per qualche ora al giorno.
Praticamente una qualche flebo per disidratare, faccio notare che mia
madre non mangia praticamente più, mi dicono : siamo noi i medici.
Il secondo giorno ricoverano, nel letto vicino, una signora altissima
completamente strafatta. Poi abbiamo fatto amicizia, una puttanona
russa ex modella ancora piacente, una di quelle avventuriere
pericolose così come si legge nei feilleton. Sposata non so quante
volte, un patrimonio immenso dissipato, tantissimi fidanzati, non ho
capito quanti figli dati in affido non ricordava neanche a chi, ormai
senza fissa dimora e senza amanti, salvo qualche vecchietto che la
sera le portava il vino. Ormai la sua professione i tentativi di
suicidio e il ricorso agli assistenti sociali. Mi stava simpatica,
anche se consapevole una donna del genere meglio tenerla lontana. Una
sera il suo amico vecchiotto le ha portato del vino ( il tavernello
in busta) , lei prima ne ha sorseggiato voluttuosa un piccolo sorso
nel bicchiere che era di mia madre, poi due piccoli sorsi. Dopo
un'ora era attaccata al cartone e aveva finito il vino. Dopo una
settimana dico ai medici “se tenete qua mia madre senza farle
neanche un esame e in attesa che muoia, tanto vale che la porti a
casa a morire nel suo letto”. Questo di sabato. Fortuna nel
frattempo Marco mi aveva portato giù il cane che è stato la mia
salvezza. Il lunedì mia madre inizia ad accusare dolori
lancinanti, poi la sera improvvisamente il cuore smette di battere,
poi riprende , sta donna in coma. Chiamo il pronto
soccorso, arrivo di ambulanza, fortuna un infermiere che capisce
subito il problema, poi i medici e poi di corsa in ospedale. Nei
giorni precedenti il cane era stato adorabile, lo è ancora, cioè è
il mio cane. Forse memore della volta che stava male e mia madre
aveva preso una coperta e si era sdraiata a terra accucciata a lui,
le è sempre stato vicino , sdraiato nel letto di fianco a lei. Con
grande delicatezza. E' un po' stressato, gli mancano gli ampi spazi e
le corse lungo il fiume, pure a me, comunque quelle quattro ore di
camminata e corse al giorno , pur con i salti mortali, sono sempre
riuscito a garantirgliele. Quello che non riuscirò mai a capire dei
cani, è che quando sono in giro e vedono un altro cane, sembra non
ne abbiano mai visto uno. Per ritornare all'ospedale, dopo diversi
consulti fra di loro , mi chiamano i medici e iniziano a sgridare con
me. Per i troppi farmaci che prende mia madre. Ma cazzo glieli avete
dati voi e fortuna che io avevo dimezzato le dosi. Conclusione ,
prolungata intossicazioni da farmaci ed in specifico dalla digitale
contenuta in uno di questi. Tre giorni per disintossicarla e poi via
, pacemaker e raddoppio di medicine. Quello che mi fa rabbia dei
medici è che a forza di specializzarsi in un settore, tendono a
dimenticare che la persone non è solo un cervello, o uno stomaco, o
dei reni, o un cuore. E' l'insieme di queste cose. Alla casa di cura
avevo detto, guardate che sta donna ha dei grossi problemi di cuore e di testa a volte, mi hanno risposto che non ci
potevano fare niente. Ora è allettata e mangia poco o niente, anche
se non ci sarebbero motivi per continuare a dormire e a mangiare poco
o niente. E' la paura, si questo si, però una donna di 85 anni che
negli ultimi 20 anni ha subito più di quindici operazioni devastanti
e tutte da patologie capite poco prima del danno irreversibile (
sembra strano , ma su mia madre i medici hanno sempre sbagliato
diagnosi, poi va in coma ed improvvisamente la soluzione) Fortuna
ho trovato medici in gamba, ma sempre e solo all'ultimo momento.
Dicevo una donna di 85 anni con tante operazioni alle spalle e tante
patologie rimaste, ormai con un equilibrio nervoso fragilissimo, a
cosa servono tutte le tante medicine che ancora deve prendere? Le
salvano la vita, mi rispondono. Siamo sicuri? I veleni che salvano la
vita poi si depositano e creano altri problemi. Il pacemaker è
relativamente una sciocchezzina, dicono, per mia madre è stato
devastante, oltre l'idea di avere ancora qualcos'altro di estraneo
dentro il corpo. E' chiaro che una persona si cerca di farla vivere
il più possibile, però un cardiologo, come un chirurgo o un
ortopedico o quale altra specializzazione, se gli dici “ha presente
tutto il resto?” non ti può rispondere “ io le sto salvando il
cuore”. Ho molti amici medici che stimo tantissimo, conosco medici
straordinari ( ne conosco altrettanti bbbrrrr) così come le persone
della nostra società. E ho l'impressione che non i medici, ma tutta
la nostra società si stia perdendo a cercare di curare un
particolare senza più avere la capacità di considerare o vedere
l'insieme. Morale della favola , ormai è un mese che sono a Cesena
senza la possibilità di potermi spostare ad esclusione dei girettini
con il mio cagnotto che mi sembra sempre piccolino e tutti mi dicono
dio quanto è grande. Sono fortunato ad avere il carattere che ho,
perchè si incazzature e demoralizzazioni ci sono, e anche stanchezza
infinita, però mi passano nel giro di poche ore. Da piccolo i miei,
ad esclusione delle case di parenti , dispersi fra le montagne,
colline mare pianura delle province di forlì cesena rimini e
ravenna, non mi hanno mai portato da nessuna parte. Mi accorgo ora
che conosco pochissimo di queste colline e montagne che mi stanno
affascinando molto più della città in cui non mi sono mai sentito a
casa. Ho anche scoperto che non sono nato esattamente dove mi è
sempre stato detto e ho anche scoperto tante altre cose e ho deciso
di interrompere una ricerca che mi stava e mi sta ossessionando. Non
è il momento ora, poi si vedrà. Mi piacerebbe un giorno di
primavera o d'estate prendere la macchina e girare lungo queste
colline e montagne così care ai corridori di bicicletta. Tanti posti
sentiti raccontare, alcuni ormai anche abbandonati e che non ho mai
visto. Io che sono sempre fuggito e che spero di fuggire ancora,
avrei bisogno ora di riappacificarmi con questi luoghi la cui storia
e il cui vissuto fanno comunque parte di me. Non ho nulla da trovare
o da cercare, solo una “folata” di vento che improvvisamente mi
abbracci e mi dica ciao. Un amico, un poeta della valle di Cembra,
aveva scritto sul suo facebook : “ la morte non fa parte della
vita, la morte è la fine della vita”. In questi 20 e passa anni di
ospedali dei miei, di gente morire ne ho vista tanta. Sono morti
tantissimi parenti e tanti amici e allora tutte le volte che posso,
dico che bello ancora un'altra giornata. Mi manca molto la mia vita
che poi alla fin fine non so qual'è, non quella che avrei voluto, ma
quella che vorrei. Ma la vita di una persona , piaccia o non piaccia,
è quello che questa persona sta vivendo. Marco è stato un grande
amico, non solo mi ha portato il cane che mi mancava in maniera
incredibile, ma è anche ritornato e abbiamo parlato pure di lavoro.
Volevo lavorare sul Sosia , volevo danzare, ma non ci riuscirei per
la data che ci eravamo dato , quella in cartellone. Avevo voglia di
danzare e ogni rinuncia la vivo come una sorta di sconfitta. Ho
chiesto a Marco di coprirmi ancora qualche volta per il laboratorio.
Qua non voglio rinunciare, non sarà il lavoro che mi ero prefissato,
ma lavoro sarà. Poche persone, ma cui devo molto. Poi si vedrà.
Nella mia testa sto progettando un casino di cose e ho, avrei, voglia
di vivere. L'ultimo ricovero i medici hanno detto a mia madre “
signora suo figlio le ha salvato la vita”, lei ha risposto “ se
aspettava io smettevo di soffrire e lui iniziava a stare bene”.
Fanculo e grazie alla vita. Si una piccola folata di vento che
mi abbracci e mi dica “ciao”.
domenica 9 febbraio 2014
preti , madri e funerali
Non
sono uomo da messa. Anche mio padre mi diceva sempre “quando muoio
non voglio preti e non voglio messe”. Poi quando è morto, prima
mia madre che neanche lei è tanto di chiesa, ma ogni tanto ci va o
ci andava, poi la sorella di mia madre e l'ultima sorella rimasta
viva di mio padre che sono cattoliche praticanti oltre qualsiasi
limite, non ho potuto fare diversamente. Mi ero anche ricordato di
una amica che parlandomi del funerale laico dei suoi genitori mi
raccontava come un rito di addio le fosse mancato. Appunto il rito.
Il prete del quartiere dei miei, ne parlano tutti
male. Comunque l'unico che mio padre aveva fatto entrare in casa per le
benedizioni di Pasqua ( gli altri li aveva sempre cacciati) e
addirittura l'ultima volta avevano parlato tanto assieme. Non potevo
mettere sulla bara una bandiera comunista, allora ho optato solo per
rose rosse e poi, come si usa in romagna, non fiori, ma opere di
bene. Era , due anni fa, il periodo del gran nevone a Cesena.
L'obitorio pieno da paura, di bare: c'era una ordinanza e una
reale impossibilità a seppellirli e anche trovare un fiore era
impresa ardua. Provare ad immaginare solo rose rosse. Non sapendo
quando sarebbe stato possibile fare il funerale neanche potevo
decidere di preti o di messe. Neanche potevano essere fatte le
affissioni. Parenti che telefonavano in continuazione persi fra i
tre e i sei metri di neve nei vari paesi delle colline e mia madre,
fagottino piccolino che dall'apertura fino alla chiusura, voleva
essere li. Ed oltre le bare che si accumulavano ed oltre la neve
ormai stanziale, c'era un freddo boia. Un giorno poi una bufala
mostruosa e comunicato della protezione civile che stava arrivando
dal mare un evento di dimensioni catastrofiche. Non ho mai capito che
tipo di evento. Risultato una bufala, però in zero attimi ospedale
svuotato, medici che arrivavano e dicevano a me e a mia madre “andate
a casa” e lei “no”. “c'è il rischio che non possiate
muovervi per tutta la notte” - “no”. Insomma tutte queste e
tante altre cose, quando dopo diversi giorni si riesce a decidere per
il funerale , deciso la sera per la mattina dopo e tanti parenti
incazzati con me perchè non ero riuscito ad avvertirli, stabiliamo,
dato che non sappiamo come sarà il tempo , di non fermarci per la
messa nel quartiere dei miei , ma di andare dritti sulle colline e di
far dire la messa li. Non c'era un prete disponibile che di solito
nelle camere mortuaria preti e frati da bruciargli le tonache, quei
giorni li non c'era un prete. E allora ho pensato perchè non il
prete burbero del quartiere dei miei? Che in realtà è stato
gentilissimo e si è sorbito pure tutto il viaggio di andata e
ritorno. Poi su nel paesino di collina, altri problemi con il prete
del posto, un sudamericano stronzo – non stronzo perchè
sudamericano o prete, proprio stronzo di suo- sembrava che gli
avessimo rubato la chiesa. Poi una busta con cento euro e ha
accettato che dicesse messa quell'altro. Situazione irreale, fuori il
sole e un cielo pulitissimo, da una parte si vedevano le colline alte
verso le montagne dell'appennino, dall'altra neanche troppo lontano
il mare. Comunque a me quell'altro, il prete del quartieri dei miei,
da quel giorno mi è stato simpatico. E anche se mia madre e mia zia
continuano a fare dire messe dai frati di praticamente tutta la zona
Forlì Cesena, per l'anniversario io vado dal prete del quartiere dei
miei. Non amo andare a messa, questo credo si sia capito, però negli
ultimi anni sono morti tanti genitori o parenti di miei amici e
l'entrare in una chiesa e aspettare , è il mio segno di saluto e di
rispetto. Oggi due anni che è morto mio padre e da mesi mia madre
ripete “devi andare a prenotare le messe”, ma non da quel prete
li , io voglio andare dai frati. Tè va dai frati io vado dal vostro
prete. Che cosa possa fare una messa ad persona morta, questo non
l'ho mai capito, la messa serve a te, così come un fiore o un saluto
al cimitero. E' un rito che faccio fatica a digerire, ma pur sempre
rito. E dopo mesi di lamentele, improvvisamente , oggi mia madre dice
:“no non vengo sto male, vai tu”. Ci sono alcune cose che mi
impressionano in una messa, cantata. Uno è quello che si mette a
cantare che mi da sempre l'idea di cantante fallito. Infatti anche
quello di oggi, felice per avere finalmente un pubblico e ad ogni
pezzo cantato si voltava in attesa di un applauso che fortuna non è
mai arrivato. Poi c'è quella cosa di darsi la mano. Mi sono messo in
fondo in un angolino sperando non venisse nessuno vicino a me. Ma al
momento fatidico mi arriva un omone raffreddato , mi da la mano “
che la pace sia con te”. Perchè? Io voglio continuare ad essere
irrequieto altro che pace. Ed infine le prediche che in genere mi
portano al collasso. Oggi il prete che non ama molto papa Francesco
e rimpiange il tedesco di prima, inizia “ i preti sono dei bugiardi
perchè parlano di comunità quando poi magari alla messa principale
ti arrivano quattro gatti”. Deformazione professionale devo
contare sempre tutto, si, la chiesa mezzo vuota, ma c'era comunque
una ottantina di persone. La crisi la vuoi sentire solo in teatro?
Alla fine il prete mi saluta. Che gli sto simpatico lo capisco dal
fatto che quando gli do la mano non me la lascia più e mi dice : “ti
è piaciuta la predica?” ho pensato “ quella dei 4 gatti, quella
di papa Francesco che pensa al cuore poi alla testa, mentre
quell'altro pensava alla testa poi al cuore”? Si, lei è molto
bravo gli ho risposto, e dato che ero in vena volevo andare
a fare i complimenti anche al cantante e al musico che ogni tre note
due le scagliava. Arrivo a casa e mia madre dice “la prossima
volta andiamo dai frati” Andiamo? Giornata convulsa e piena, da
due anni non ho neanche il tempo di pensare sempre di corsa e oggi di
ritorno dalla seconda volta dal cimitero che non è proprio dietro
l'angolo, mia madre, oggi un po' meno persa del solito, mi dice : dai
Enzo non sei ancora da buttare, perchè non ti trovi una donnina che
anche se non ti sposi, ci puoi sempre andare ad abitare” ? Si può
dire “ma va a cagare” a tua madre ? No, ma si può pensare
lunedì 3 febbraio 2014
in questi giorni quasi di novembre e di deriva della nostra democrazia
Sempre
a proposito che non riesco a tenermi dentro le cose che penso , ieri
vedo un ragazzo, uno che gira con il cane e che ha grossi problemi di
depressioni. Lui, non il cane. Non lo vedevo da un mese, ingrassato,
ancora più cupo, gli chiedo “non è che stai prendendo degli
psicofarmaci? “Si è agitato e ha iniziato a dire “ no, non sono
messo ancora così male”. Comunque sicuro che sta prendendo dei
farmaci. Mi fanno tenerezza queste persone ancora giovani che entrati
in un qualche tunnel poi si arrabattano senza riuscire a trovare una
via di uscita e che forse è solo lì a portata di mano. Giornate
cupe quasi di novembre, più devo essere e sono attaccato ai miei
doveri, più le voglie di fughe hanno voglia di concretizzarsi. Che
non sono fughe, E' l'incipit che ho avuto da bambino, nato e
cresciuto vicino a qualche fiume, i miei sempre a cambiare casa, mio
padre sempre fuori per lavoro , mia madre spesso a seguirlo. Fughe e
inseguimenti. Le estati posteggiato dagli zii in campagna, sulle
colline romagnole. Poi il collegio per mia scelta, poi da ragazzo
d'estate a lavorare al mare per mantenermi a scuola, non ho mai avuto
un luogo in cui sentire quelle che gli altri chiamano radici. E ora
che sto invecchiando, sento come obbligo pesante i miei doveri, cui
peraltro non mi sono mai sottratto, di figlio. In questi giorni della
memoria che sembra essere scomparsa, in questi giorni di deriva
democratica e di bellicosi spiriti autoritari, mi è piaciuta molto
una intervista di Moni Ovadia. Anni fa quando ancora non era il
personaggio famoso e pubblico, veniva spesso a Romanengo, poi nel
momento di passaggio, da artista sconosciuto alla notorietà, credo
un piccolo attimo di sbandamento, c'è stato qualche episodio che ci
ha allontanato. Poi è ritornato, grande, generoso, per una intera
giornata fra Romanengo e Crema. E alla fine della serata, tutti,
soprattutto lui, stremati, mi ha salutato con un sorriso e con un
forte abbraccio. Si, un grande uomo. Mi ha telefonato un giovanotto
per i razzismi duri e da denuncia che sta incontrando in internet, mi
chiedeva consiglio, mi chiedeva cosa si può fare. Non lo so,
attaccare brutalmente una persona perchè è nera, perchè è rom,
perchè è donna, perchè è omosessuale perchè è... non lo so.
Continuo a pensare che la scuola e la capacità di ragionamenti
propri, siano fondamentali, ma forse non sono sufficienti. Ci sono
paure e odi ancestrali, ci sono frammenti non ricuciti del proprio
essere, come cani che si mettono ad abbaiare furiosamente alla luna.
Ma l'abbaiare dei cani furiosamente alla luna non fa male a nessuno.
In certi casi e con certe persone forse non serve il ragionamento,
occorre la legge perchè fino a prova contraria l'istigazione
all'odio razziale è reato. Io con la mia faccia da straniero, l'ho
sempre detto e sempre raccontato, sono incappato in tanti episodi,
diciamo non piacevoli. Non sono brutto, sporco e cattivo, sono pure
italiano e ho pure una laurea, senza la lode, ma pur sempre
centodieci. Oggi ripensando ad un po' di casini della mia vita , mi
veniva da sorridere per il fatto che mio padre ha sempre vissuto come
una disgrazia il fatto che io abbia studiato. Invidiava i suoi
fratelli che avevano figli, tanti e senza tanti grilli per la testa,
che a 15 anni a lavorare senza troppe menate. Non è mai stato
orgoglioso di me, si vergognava un pochino per questo suo unico
figlio fuori dalle regole. E quando qualcuno gli chiedeva se fosse
vero che io ero laureato, rispondeva che lui non ne sapeva nulla.
Oggi sono stato al cimitero, nascosto dalle nebbie quasi da montagna
e mi sembrava che la sua foto mi sorridesse. Oggi, sempre sulle
colline romagnole, ho chiesto ancora a mia madre di indicarmi la casa
in cui sono nato. E lei ancora a indicarmi la piccola casettina di
sasso, appena dietro al bar. Poi ho visto questa vecchiettina, mia
madre, scendere a fatica dalla macchina, camminare a fatica a
piccoli passi , doversi appoggiare a me per non cadere, e mi ha fatto
tenerezza. Poi ho pensato che quali i segreti di lei e di mio padre o
delle loro famiglie, non posso più cercare, sono cose che non mi
devono riguardare. Ho sempre preteso rispetto per la mia vita e ho
sempre combattuto le invadenze eccessive, oggi ho capito che anch'io
non posso essere invadente per la vita dei miei e che comunque, per
il fatto che sono nato e mi hanno cresciuto, anche se non mi sento a
casa da nessuna parte , devo loro rispetto. Ecco, forse capire che le
persone tutte, sono persone e come tali, hanno bisogno di rispetto,
capire questa cosa elementare, potrebbe essere una buona cosa per
iniziare a combattere i razzismi. Non sapevo che foto mettere,cos' ho messo la foto di Marco in prova per lo spettacolo "non è stato il freddo la cosa peggiore" mentre legge una delle tante allucinanti farneticazioni di Hitler
mercoledì 22 gennaio 2014
i vortici
Appena
arrivati in Trentino, passata Lavis, cartello Valle di Cembra. Ero in
macchina con Marco , il cane l'avevo lasciato a casa perchè averlo
sempre vicino va bene, ma gli sto facendo fare troppi chilometri.
Valle di Cembra, solo un cartello ancora prima dei tornanti e
improvvisamente una ondata di sensazioni, ricordi , ma soprattutto
luoghi, occhi e facce mi hanno invaso precipitando tutto in una volta
sullo stomaco. Come mani che si aggrovigliavano dentro. Si vabbè un
semplice attacco di gastrite. Emozione e cuore a mille. Questa
estate volevo farmi qualche giorno di vacanza su, così per avere il
tempo di salutare con calma tutte le tante persone amiche. Ma poi
diversi problemi non ci sono riuscito. Poi tutto è volato. Siamo
arrivati sul primo pomeriggio e iniziava a nevicare. La sera
pensavamo non venisse nessuno, non era neanche uno spettacolo, ma una
chiacchierata un pochino teatralizzata. Eravamo al Molin de Portegnac
che se uno vuole va in internet e si vede tutta la bella storia del
mulino, luogo mitico per me. Infatti poi mi sono sdraiato sul
pavimento di quella che era stata anche la mia sala prove e la
gastrite passata. Invece la gente , nonostante la neve e tutti gli
animali spaventosi che riuscivo a vedere di notte quando ero ospite,
è arrivata. Non gente , amici, gli abbracci, gli occhi sorridenti.
Averne la possibilità non mi dispiacerebbe una casettina a Faver per
andare ogni tanto e respirare un po' di aria e sorrisi. Finito tutto
sono rimasto a parlare con alcuni amici , poi mi sono fatto una resta
con un bicchiere di grappa così sono stato rincoglionito tutto il
giorno dopo. Ma te che sei astemio ti vai a fare una resta con la
grappa? Buona era buona. Infatti i cartelli dicono, valle del porfido
, del muller thurgau e della grappa. Appunto. Domenica da noi,
ancora tanto pubblico per il delizioso spettacolo di Nicola un attore
di Verona con cui abbiamo anche un bel rapporto di amicizia. Ormai è
tradizione che quando lui arriva gli faccio io da tecnico. Lunedì
mattina replica per le scuole. Dicono che si fanno pochi bambini,
quelli in teatro erano tantissimi. Poi pomeriggio prove e debutto di
uno spettacolo sulla memoria con Marco voce recitante e i musicisti
Marco Ravasio e consorte Raffaella. Risulta che la regia sia mia, in
realtà sono stato occhio esterno per qualche prova e ho dato solo
qualche consiglio. Il lavoro è buono e il merito va solo a loro. Che
prossima settimana loro ritornano per qualche serata in valle di
Cembra e io che non posso andare e sento la valle più mia che loro,
sono invidioso e geloso. Da venerdì a lunedì, quattro giorni di
adrenalina. Volevo scrivere tante cose, mi dicono anche che dovrei
essere un pochino più costante, è che non riesco a scrivere a
comando. Sto cercando di capire alcune cose strane, che forse strane
non sono, della mia vita. Ma più trovo risposte, più le domande
aumentano in un vortice che sembra non debba avere fine. Vorrei
seguire questo vortice che è comunque la mia vita,ma rischio di
tirarmi dietro e di fare male a tante persone importanti e care. Ma
c'è anche una vocina che mi dice che cercare di capire e conoscere
tutto , si rischia la follia. E già sono abbastanza fuori di mio.
Quando vengo a Cesena da mia madre, nelle scorribande con il cane,
spesso incontro un ragazzo , a volte anche la sua fidanzata. Uno dei
pochi padroni di cani con cui mi piace fermarmi a parlare. Non ci
conosciamo, simpatia e quattro chiacchiere però ho fatto un sogno
che riguardava lui e la fidanzata. Mi vergognavo, ma gliel'ho
raccontato. Pensavo ridesse o si arrabbiasse, invece continuava a
ringraziarmi. Oggi appena l'ho visto mi si è formata una frase in
testa che non ho fatto tempo a trattenere:” non fare il cretino in
giro e rispetta il cuore e i sentimenti della tua ragazza che ti
vuole bene”. Si è messo a ridere , poi ha giurato che è una
persona seria. A volte mi chiedo con quale diritto dico alle persone
quello che penso. Frasi che escono da sole, poi mi sbatterei la testa
contro il muro. In questi giorni causa vortici e causa tante cose,
sono di una stanchezza sterminata e anche il cane risente del mio
umore. Stanotte, domattina non lo so, riparto per far finta di
riprendere in mano la mia vita. Avevi troppo peso da portare dentro
per una persona sola. Ecco in questi giorni, questo peso lo sto
sentendo tutto e ancora di più.
lunedì 6 gennaio 2014
una indovina mi aveva predetto
Fra
qualche giorno è un anno che ho il cane. Anni addietro una indovina
mi aveva predetto che mai cani c'erano stati o ci sarebbero stati
nella mia vita. Che poi di cani non animali ne abbia frequentati
qualcuno, questo è un altro discorso. Da piccolo qualsiasi animale
in cui incappavo, purchè non fossero topi o serpenti, me li portavo
a casa e regolarmente scomparivano. Cioè i miei li facevano
scomparire. E questa è una delle tantissime cose che non ho mai
perdonato loro perchè cani gatti e quant'altro mi scomparivano
d'estate quando andavo a fare il cameriere al mare per mantenermi a
scuola e all'università. Poi sono diventato grandino e non c'era
tempo spazio o possibilità per animali , salvo quando sono venuto ad
abitare su e mi ero riempito la casa di voliere, ma poi alcune mie
amiche mi avevano fatto capire che non era bello tenere tortore
cocorite pappagallini e merli in gabbia. Avevo anche degli usignoli
giapponesi. Poi un gatto rosso appena nato e randagino che avevo
adottato e chiamato Werner. Era isterico geloso e possessivo, ma lo
adoravo, poi grossi problemi di allergie e il medico mi aveva detto
di fare scomparire il gatto, non esiste. Se ne è andato da solo.
Ogni tanto mi compariva davanti a casa , ma non è mai più entrato e
non si è fatto più toccare. Poi qualche anno fa un nuovo gattone
rosso, finalmente il mio gatto, bello equilibrato dolce, ma appena ho
portato a casa il cane che tra l'altro con i gatti ci gioca, non ne
ha voluto più sapere. Scomparso definitivamente e mi è mancato.
Ritorno al cane. Ci pensavo da anni, avevo ancora nel cuore Tom il
mio dalmata che i miei mi avevano costretto a dare via, avevo
calcolato quasi tutto e poi mi sono deciso. Dopo frustranti rifiuti
da diversi canili mi sono rivolto ad un canile privato. Volevo una
femmina. Viste le mie esigenze e i miei casini, fra i tanti cani
presenti mi hanno fatto vedere due cuccioli, due boxerini. La femmina
si avvicinava mordicchiava e non era interessata a me. Il maschietto
subito mi si è appiccicato decidendo che dovevo prendere lui. Poi
dopo un viaggio lungo perchè ero dovuto andare alle porte di Milano
dal veterinario sono arrivato a casa. Dovevo dargli un nome e il
primo nome che mi era venuto in mente era stato Peter. Arrivati a
casa aveva una fame boia e sembrava in perfetta forma fisica e in
perfetta salute. Così mi aveva detto anche il veterinario milanese.
Quando me lo sono portato a letto con me, sto cosino continuava a
saltare sul letto impazzito di gioia. Puzzava una cosa incredibile ,
ma ormai era il mio cane e me lo tenevo così come era. Poi vabbè,
pochi giorni e tosse da canile, grossi problemi ai polmoni e una
anemia che ci sono andato avanti mesi. Poi un giorno litigando con
uno dei medici miei amici cui regolarmente mi rivolgo, lui voleva
fargli un prelievo del midollo, mi sono rifiutato e avevo detto “
questo è il mio cane e non esiste che mi muoia per una stupida
anemia, lo guarisco io”. Farlo mangiare fino a quel giorno era una
impresa difficile, lo è ancora, ma il giorno dopo non ho dovuto
pregarlo o mettergli il cibo in bocca come avevo fatto fino a quel
momento. Dall'anemia e da tante altre cosine è guarito
completamente, per farlo mangiare devo ancora dargli il cibo io con
la mano perchè è raro che mangi da solo, però mangia. Anche per
bere, se non è acqua di fiume o di canale non beve, mi fa capire
anche pesantemente che sta morendo dalla sete, ma non beve. Devo
andare io con la ciotola. Ma va bene così. Un momentino di crisi è
arrivato quando ho scoperto che non era propriamente un boxer, ma poi
ho pensato “cambia qualcosa sapere che razza o incrocio possa
essere?” . Come cane è adorabile e ha un carattere non dominante e
decisamente coccoloso. Purtroppo ha paura di troppe cose e va in
panico. Chissà se sono paure antiche o sono io che lo proteggo un
pochino troppo. Un anno che ho il cane, lui ora ha circa 16 mesi poco
più poco meno e il legame è fortissimo e reciproco. Nel frattempo
avevo calcolato tutto, ma non un peggioramento della situazione di
mia madre ed è stata una gara dura anche perchè appena l'ho portato
giù mia madre, lei si era messa a gridare “ un cane non lo voglio
in questa casa “ e lui Peter che abbaia pochissimo, sembrava
volesse sbranarla. Sono stato subito chiaro : “se mi costringi a
scegliere, scelgo lui”. Ora mia madre è innamorata di Peter e si
comporta con lui come una nonna con i nipoti. Potesse farlo mettere
contro di me lo farebbe. Nel frattempo sempre la situazione di mia
madre in continuo peggioramento e la situazione, a livello fisico e
mentale- così come tutti i figli che devono badare genitori anziani,
capricciosi , ammalati , egoisti e in confusione, sanno – è
pesante e anche di più. Ho passato delle feste di merda, avevo
portato su da me mia madre, però ero anche felice. Finalmente dopo
tantissimi anni potevo farmi l'ultimo dell'anno a casa mia, non mi
interessava andare in giro, ormai non so più cosa sia festeggiare un
natale o un ultimo dell'anno. Però si starmene a casa mia, lo
desideravo tantissimo. Già dalle sei di pomeriggio mia madre era
andata a letto e io ho aspettato i botti tenendomi abbracciato il
cane che , paura e panico di tutto, mi stava impazzendo. D'altra
parte le medicine che mi aveva consigliato il medico erano così
piene di controindicazioni e di effetti collaterali pesantissimi che
ho deciso di non sedarlo. Fra qualche giorno è un anno che ho il
cane. Gli avevo promesso che lo avrei sempre tenuto con me e che
saremmo dovuti invecchiare insieme. Dopo l'anemia e i problemi fisici
iniziali ho iniziato a farlo camminare tantissimo. Da allora sono
minimo quattro le ore al giorno in cui lo faccio camminare e
correre. Spesso di più. La mattina , io che faticavo a svegliarmi
alle 7, mi alzo ormai fra le cinque e le sei , a volte faccio i salti
mortali, ma queste minimo quattro ore al giorno le ho sempre
mantenute. Problemi altri , di volta in volta sono subentrati, però
sono sempre riuscito a superarli. Ora rimangono i fantasmi, quelli
che spesso sconvolgono la testa di mia madre, quelli che a volte mi
sembrano una piovra che cerchi di soffocare tutto ciò che è
attorno. Però il mio cane è qui. Insofferente quando lo porto a
Cesena , desideroso di tornarsene a casa , pieno di paure , dolce
affettuoso fedele e non si incazza mai , ma se si incazza fa paura.
Uguale uguale a me. Lui va bene così e spero che l'amore che sto
aspettando e che prima o poi mi piacerebbe incontrare non gli
assomigli troppo. Cioè non voglio un amore appiccicoso, perchè di
cani ne ho ho già uno e basta lui.
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