lunedì 10 febbraio 2020

Stamattina un amico mi manda un messaggio :"sei felice?" - "no", mia risposta - "provaci", sua controrisposta. Stavo per rispondere "figuriamoci", poi ho inviato foto di scatola biscotti alla crema di nocciola . Che allergie a parte, la nutella mi fa anche schifo. Felicità è parola grossa. Quando sto bene e sono contento dico "sono contento" perchè dire sono felice , dopo ti arrivano tutti i casini di questa terra.
Comunque no, non sono felice, non sono contento, non sono apatico neanche depresso. Dai qualcosa anch'io sarò. Sto terminando due volumi che riguardano lo stesso tema , trattato e vissuto in maniera diversissima. la ipersensibilità o altrimenti schematizzata in italiano come P.A.S. Uno è di una psicoterapeuta danese. Donna aperta, libertaria, ex pastora luterana, due figli senza marito. L'altro di uno psicoterapeuta tedesco spesso insopportabile. Entrambi docenti universitari e iper attivi con diversi stage. Entrambi si definiscono persone iper sensisibili. Che non è una caratteristica femminile nè maschile, non è una brutta cosa, neanche una malattia, ma uno uno stato d'essere che ha origine da un cervello che funziona maggiormente nella parte destra e da un tot di neuroni in più rispetto alla norma che girano in continuazione facendo normalmente il 50 per cento di lavoro in più rispetto sempre a questa cagata chiamata norma. In genere si dice che gli ipersenbili, pari uomini e donne, siamo tra il 15 e il 20 per cento della popolazione. Boh! 

E' una ricerca americana fatta comunque su troppo pochi elementi per potere essere definita realmente scientifica. Comunque lei, la danese, dice "non puoi farci niente, sai che non puoi cambiare questo stato, puoi trovare delle soluzioni che ti impediscano di impazzire o di fare impazzire gli altri. Sei così, fattene una ragione e prendi coscienza di quello che sei. Se stai male quando gli altri percepiscono o non reagiscono come tu ti aspetti, non sono loro sbagliati, sei tu che sei diverso, io sono persona ipersensibile". Lui, il tedesco, da l'impressione che sia diventato ipersensibile così per fare marketing. Si, riconosce tutto, ma è molto schematico e vecchia scuola ritiene che tutto dipenda da noi e dalla nostra possibilità o capacità di percepire il nostro corpo e i confini che ci dobbiamo dare. E dice :"anch'io ero ipersensibile". Ma sei scemo? O lo sei o non lo sei. 

Lei, la danese dice :" sai che quando vai in giro, c'è casino e ad un certo punto non ce la fai più, racconta la verità o inventati una scusa e vattene". Lui, il tedesco dice "devi stare nel casino in mezzo alla gente e devi risolvere questo problema dello star male magari focalizzandoti su di una cosa sola" dai suppergiù e in maniera velocissima. Anche nei test che propongono, lei concreta - per esempio : ti piacciono i fuochi d'artificio?" 53 domande di un certo tipo e una trentina di controdomande. Lui gioca con i sentimenti e le situazioni da stato d'animo senza far caso che se è una cosa del cervello, probabilmente ereditaria, hai poco da giocare sugli stati d'animo che magari ti sconvolgono la mente in quel momento. Anche perchè il lui tedesco sembra rimanere sempre indeciso fra ereditarietà, rapporto con la famiglia , gli altri e la patologia. Che patologia non è. Poi il tedesco parla sempre di famiglia quasi che i single non debbano esistere, fanculo. 

Sapevo già di essere un ipersensibile, ho comunque fatto entrambi i test e praticamente in entrambi, goduria all'eccesso, risulto quasi al cento per cento. Che se si deve essere differenti, che lo si sia fino in fondo. Vorrei specificare alcune cosine. Si vive benissimo anche da ipersensibili perchè i casini ce li hanno tutti e noi siamo molto bravi a vedere i casini degli altri e a percepire i tanti lati oscuri degli altri così che alla fine i nostri sembrano sciocchezze. Ipersensibili non vuol dire essere più intelligenti o stupidi rispetto agli altri. Vuoi dire solo che hai i neuroni  che mentre tu sei lentissimo loro sono sempre in formula uno. Io quando parlo, poi mi arrabbio che non vengo capito. Ma ormai lo so e dico "scusate ho la testa più veloce della parola". Ipersensibili non vuol dire essere gni gni gni o piagnucolosi, vuol dire percepire ed elaborare in zero attimi tutto quello che hai attorno. E questo ti sfibra e rischia di distruggerti. come se ad una Panda mettiamo il motore di una Ferrari.  Comunque tante cose si imparano con il tempo e con un può di buon senso, altrimenti la testa scoppia, il corpo crolla e ti ammali. 

Essere ipersensibili non è nè femminile nè maschile, è. Non vuol dire essere deboli o fragili o incapaci di prendere decisioni neanche essere chiusi e introversi. Anche se essere introverso o estroverso spesso convivono. Io con me sono introverso, con gli altri sono estroverso e ho la fortuna della ironia. E purtroppo ho anche un carattere molto duro e forte. Con il tempo ho imparato a dire no, cosa difficilissima. Con il tempo ho imparato che dopo una certa ora, se sono da qualche parte, me ne devo andare. Oppure mando via la gente che ho in casa. Con il tempo ho imparato che se arriva un problema, non so risolverlo all'istante. Devo rimandare al giorno dopo, ma il giorno dopo ho la soluzione pronta. Con il tempo ho imparato che essere troppo gentili sorridenti o disponili, a volte puoi essere frainteso, a volte puoi essere deriso, a volte può essere che cerchino di calpestarti. Ma mi piace essere gentile sorridente e disponibile, sono così. Se qualcuno mi fraintende, ci rimango male, ma problemi suoi. Se qualcuno mi tratta da idiota o cerca di calpestarmi, ho imparato a difendermi. Conosco il linguaggio degli altri e so usarlo. Per cui anche se cerco sempre di evitare gli scontri, se è lo scontro che qualcuno vuole , glielo do. Una forma di altruismo anche questa. Poi c' è un bene enorme che a volte benedico, a volte maledico che è l'empatia. Ma soprattutto il captare in un secondo il vero animo di una persona. E a volte anche quello che pensa. Io non vorrei, molte volte mi tengo distante dalle persone, ma le persone hanno capito che tu sei empatico e ti si piazzano li davanti. E allora preghi che i casini che hanno nel cuore non sia merda da cui sai che poi sarai investito. Poi la persona ti parla e tu non riesci ad ascoltare, stai dialogando con il suo cervello e il suo cuore. Poi se c'è qualcuno che per te è tossico, sto cercando di imparare a mandarlo al diavolo. E poi vabbè , andranno via anche i sensi di colpa.

La sera e anche prima sei massacrato e per evitare i surriscaldamento devi mettere la testa dentro una bacinella di acqua. Dicevo che sapevo già di essere ipersensibile, ma la consapevolezza e il sapere che l'origine non è determinata da menate, o da problemi non risolti - che se fossero risolti che problemi sarebbero? - ma una cosa della mente e forse ereditaria, mi sta rendendo allegro ( no felice no) . E se una parte di me si crogiola con "Enzo sei un essere speciale", quell'altra parte mi urla "ma va da via al cul".  Con allegria e con un sorriso , ho sforato e devo andare a mettere la testa nel catino. Buona serata

domenica 2 febbraio 2020

Mancava la ipersensibilità. Anni fa una psicologa mi aveva detto che sono una persona ipersensibile. L'avevo preso come un complimento, invece è una grande sfiga. Ancora peggiore perchè dicono che nasci così. Una questione di cervello e di neuroni che vanno un pò per i fatti loro. Ma qualcosa che assomiglia in me a quella cosa che gli altri chiamano normalità, proprio non devo averla?
Sfiga o non sfiga mi ritengo sempre fortunato, quando non mi piango addosso. Sono state illuminanti alcune disegni che parlano di questa condizione e che ho condiviso sul mio fb. Ho cercato di leggere più che potevo, ho cercato in internet, ho chiesto informazioni ad alcuni amici del settore (medico), ebbene si ho tutte le caratterestiche per essere un P.A.S. (persone altamente sensibili). 

Ho letto sulla pagina di uno psichiatra che esistono persone altamente sensibili a sè, all'ambiente, e agli altri. Le ho tutte e tre. Per un attimo lascio perdere la genetica e due romanzi che avevo iniziato e ho già un tot di libri da ordinare, Per capirci un pochino di più. Però la cosa mi conforta . Perchè pensavo di essere io un pochino strano, si lo sono. Non ricordo le percentuali, mi sembra il 20 per cento della popolazione. Gli altri, l'ottanta per cento vengono chiamati normosensibili. Io ne conosco tanti che sono zerosensibili. Adesso capisco perchè spesso ho il cervello che sembra friggere e non riesce a concentrarsi su qualcosa perchè sono talmente tanti gli imput che lo stanno cavalcando che tu vorresti stare dietro a tutto. 

Come quando si legge, non riesco a fare niente altro, tipo ascoltare la radio, avere la televisione accesa, sentire dei rumori, neanche fare pat pat al cane perchè non riuscirei a capire cosa leggo. Anni fa il mio maestro delle elementari mi accusava spesso di essere poco attento. In realtà ero troppo attento, a tutto. Un altro motivo per conoscere qualcos'altro di sè e del mondo e accusare i miei amici di essere normo o zero dotati. Di sensibilità intendo perchè magari potrebbere essere dotatissimi. Di altre cose. Quello che amo di me è che quando mi incuriosisce qualcosa ho subito bisogno di conoscere il più possibile di quella cosa. Ultimamente mi è successo di cercare di capirci qualcosa per esempio sulla sindrone di Asperger. Ho diversi conoscenti che lavorano con ragazze e ragazzi asperger. Mi era intollerabile di come tante persone trattassero la famosa Greta come una deficente. Tanti anni fa , mi avevano chiamato a Crema, non ricordo quale istituto, per fare dei laboratori teatrali a dei ragazzi con "difficoltà". Ho parlato un pò con i responsabili, con alcuni psichiatri compreso uno che odiavo e che per me era un idiota. Poi ho detto no. Si il laboratorio sarebbe indubbiamente servito, ma non mi sentivo io pronto o psicologicamente attrezzato. 

Avevo paura di fare danni, eppure credo di essere abbastanza in gamba, ma ho sempre paura di non esserlo. Però di li avevo iniziato a fare ricerche per informarmi. Altre ricerche che sto facendo ultimamente riguardano la genetica, il dna e il famigerato discorso  delle razze. Così duro a morire. Ma se vuoi combattere qualcosa devi conoscerlo.
E dato che ho alcuni amici che  hanno sempre qualcosa da dire, dico che non sto leggendo solo Wikipedia o cose che si trovano via internet. I testi sono perloppiù testi universitari. Avevo voglia di parlare un pochino. E concludo con una cosa carina che mi è successa ieri sera. Stavo telefonando ad un amico e cercavo di spiegargli questa cosa della ipersensibilità, gli stavo dicendo che per essere concentrato solo su di una cosa, non puoi avere distrazioni. In quel momento passavano delle persone che stavano parlando, la mia testa improvvisamente mentre io cercavo di parlare con il mio amico, lei cercava di captare cosa dicessero le persone, come fossero vestite, quale rapporto ci fosse fra di loro e perchè fossero tanto eleganti. E mi sono perso quello che diceva questo mio amico. Comunque in zero attimi sapevo tutto delle persone che mi erano passate di fianco. Le foto sono colline attorno al paese dove ho vissuto fino ai tre anni e dove ho sempre creduto di essere nato, invece non era li. Con un sorriso,  buona serata e ciao

mercoledì 29 gennaio 2020

Del genere che anche persone di grande intelligenza, a volte si ricordano di essere umane e sparano cazzate madornali. Basta passare qualche ora , andare avanti e indietro su di un social per rendersene conto. Come anche le tante piccole rivendicazioni e ripicchine e gni gni da condominio globale. Ma pur sempre condominio di bassa provincia. E comunque io, dato che non ho intelligenza esagerata , sono giustificato a sparare tutte le cazzate che voglio, ma non le ripicchine o i pettegolezzini che proprio non li sopporto.  

Ho la testa che sta andando in tilt. Consapevole della mia ignoranza, in questi ultimi tempi sto cercando di leggere e studiare tutto quello che posso. Con letture che spaziano da Barbujani (biologia, genetica, dna) a Snowden e ancora Barbujani con in mezzo Eschilo senza dimenticare Dostojevsky. E dato che il mio cervellino è piccolino, arriverà il momento che prima o poi scoppia. Come se uno con il pandino volesse scalare l'everest. Che invece di stare qua a "perdere tempo" per cercare di capirci qualcosa della vita, facessi altre cose, mi andrebbe via la forfora,  perderei pure quei qualche chiletti in più che stanno cercando di prendere in ostaggio la pancia e i fianchi e mi divertirei.  

Però da tre settimane che non ho voglia di farmi la barba e la mia sporca figura di intellettualino un pò trasandato, la faccio pure io. Mi alzo la mattina, mi tocco un attimo per capire se ci sono ancora, si ci sono ancora e ringrazio la vita. Come seconda cosa mando a fanculo tutti i sogni che continuano a tormentarmi le notti. Come terza cosa saluto il cane e vado a farmi il caffè. Dopo un'ora quando esco per i girettini con il cane, ho già bevuto non so quanti caffè e fatto le scale un migliaio di volte perchè c'è sempre qualcosa che si dimentica ed è sempre al piano sbagliato. Poi come se non bastassero le letture, il cane, i sogni in notturna, il sonno arretrato, le duecentomila telefonate con il  tuo socio, inizio a fare i miei ragionamenti che durano intere giornate. 

Come in questi giorni che sto ragionando su quello che può essere un fatto concreto e come il ricordo possa cambiare questo fatto anno dopo anno. Infatti quando si cerca di recuperare qualcosa e magari si ricorre all'ipnosi, non è detto che quello che viene fuori sia il fatto reale, perchè quello che viene fuori è il ricordo. Un fatto ha dei dati reali che il ricordo o l'interpretazione possono falsare. La memoria poi è un'altra cosa.  

Sto studiando le origini dei discorsi sulla razza, e su come l'ignoranza e la non conoscenza prima e la malafede e il proprio tornaconto dopo , abbiano creato dei fantasmi e una ignoranza sedimentati che è dura da sgretolare. Lo studio del dna per esempio è un fatto reale. Per ritornare al fatto e al ricordo, io posso avere incontrato una persona e questo è un fatto. Se invece credo di avere incontrato una persona che non ho mai incontrato, questa è patologia. Anno dopo anno, il ricordo di come possa essere stato l'incontro con quella persona, cambia. La memoria no. Ma il mio ragionamento non riguarda esattamente questo. Se immaginiamo la nostra testa, quella cosina chiamata cervello che abbiamo dentro, come un computer, un pochino più evoluto (non sempre), possiamo ipotizzare che se cancelliamo qualcosa, niente in realtà viene cancellato. Quello che cancello in un computer, non sparisce, finisce in un angolino, sovrascritto da chissà quante cose, un pochino criptato, ma rimane. E se il fatto che noi cancelliamo nella nostra testa e dimentichiamo o ricordiamo in una certa maniera, se anche lui non sparisse? E fosse nascosto e criptato in un angolino del cervello? Questi discorsi tanto astrusi, mi stanno affascinando ( mi hanno sempre affascinato) in maniera incredibile.  

Milioni di anni fa, agli albori della vita, l'Europa e l'Asia erano abitate da persone che in millenni non si sono mai evolute. Neandertal e altri non ancora ben classificati. L'africa invece era abitata da individui più evoluti che hanno imparato a costruirsi arnesi, a cacciare e che un pò alla volta si spostano e vanno ad occupare i territori del mondo. Le popolazioni precedenti improvvisamente scompaiono e non si sa ancora per quale motivo. Sembra che qualche incrocio fra l'uomo nuovo africano e il vecchio uomo europeo e asiatico ci possa essere stato e mistero , sembra , dalle analisi del dna, che non sia stato l'homo sapiens a far sesso con la donna neandetrtal, ma il contrario. Sono state riscontrate alcune piccolissime tracce di dna di queste persone definitivamente scomparse. Trovo straordinario come ceppi diversi potessero esistere milioni di anni fa e in giro per il mondo. E trovo straordinario come il 99.9 per cento di dna è assolutamente uguale in tutti gli uomini. La piccolissima differenza è da quello zero un per cento e dalla capacità del dna (se mi legge un esperto del settore mi spara dato che sto usando termini molto poco scientifici e molto miei) di giocarsi all''interno delle cellule. E in quello zero un per cento , anno dopo anno, posto dopo posto, il dna ha possibilità di modificarsi senza perdere la memoria di quello che è stato prima.  E se il nostro dna che ha mantenuto la memoria  degli spostamenti, delle malattie, dell'alimentazione dei nostri antenati , avesse mantenuto anche la memoria di altri fatti come un dolore o una felicità, o una nascita o la faccia di una persona? Sto andando oltre perchè quando decido di viaggiare con la testa, viaggio. Perchè se la scienza è degli scienziati, i voli della fantasia possono appartenere a tutti. Come pure la follia.

A chi mi chiede, come mai sei solo? E' che vorrei una persona piacevolmente sballata quanto me nsenza arroganze , presunzioni o pettegolezzi gni gni gni.  E senza arrivare alla patologie. Devo prepararmi per il laboratorio che abbiamo già cambiato tutte le regole che ci eravamo dato, devo far mangiare il cane, fargli fare ancora un giretto, mangiare pure io ed è già notte. Con un sorriso e un pò di simpatia, grazie a chi è riuscito ad arrivare fino alla fine. ciao

giovedì 23 gennaio 2020

Penso che i bambini da qualunque parte arrivino, abbiano diritto al gioco, alla serenità, alla voglia di stare con gli altri, Abbiano diritto di andare a scuola e di imparare e di conoscere quella cultura che anche se non è la loro di origine, di fatto sarà la loro nel futuro. Penso che le buffonate, bravate solo per raccogliere voti, creano il vuoto, alimentano la bestia delle persone e creano paure per il futuro. Penso che i giovani che hanno deciso di svegliarsi e scendono in piazza, non per un programma, ma per una politica e un futuro diverso per loro, siano da ammirare. 

Penso alla prossima settimana, quando sui post di tante persone che conosco di destra verrà scritto in maniera ironica "bella ciao".  Penso che debba essere rivisitato e rivisto il termine cultura che negli ultimi anni viene sbandierato in continuazione. Penso che la cultura e le rivoluzioni da qualunque parte le si guardi provengano da ceti benestanti o ricchi. Non c'è mai stato la reale spinta e interesse ad allargare questa cultura alle popolazioni più povere. Penso che la vera rivoluzione sia partire dalle scuole, insegnanti in primis,  e portare la scuola dell'obbligo fino all'università. Per tutti. 

Penso che continuare a dire che la lega sono tutti ignoranti acculturati sia una grande balla. Conosco professionisti di ogni settore che vanno a teatro, al cinema, viaggiano, leggono tantissimo, colti, di grande intelligenza anche, eppure, e questo mi scardina un pochino, sono della lega o anche oltre. Penso che la gente, magari nascosto in un angolino dentro il cuore, abbia voglia di tenerezza e di dolcezza e di sentimenti. Ma questa dolcezza, tenerezza e sentimenti spesso rimangono lì nascosti e fanno infradicire l'anima, o ti fanno ammalare, o ti portano rancori che riversi sugli altri. 

Penso che la sessualità e il desiderio abbiano talmente tante sfaccettature che non abbiano più bisogno di catalogazioni , ma abbiano diritto di esistere. Penso che il diritto di amore e di tenerezza debba appartenere a tutti. Penso che l'odio è una brutta cosa e unito alla stupidità può rovinare tutto. Penso che l'apocalisse, basta un anno di questi rapidi cambiamenti climatici, un virus ancora più impazzito di quelli attuali, una qualche nuova guerra ad occidente del mondo,  e la nostra immortalità non potrà più essere tale. 

Penso che mi piacerebbe darmi un'altra possibilità di vita e magari andare a vivere, più avanti- ci sto pensando da tempo, ma ancora non ho il coraggio- in un qualche paese al nord ovest del Portogallo e della Spagna. In una zona compresa fra  Porto e Finisterre. Sto da tempo studiandomi questa zona. Sto guardando tutti i corsi di lingue on line e non riesco a decidere se iniziare a imparare lo spagnolo o il portoghese, dato che sono affascinato da entrambe le lingue. Forse un pochino di più il portoghese, anche se le uniche parole che conosco sono :" obregado, desculpame, saudage e vaca maldita". Meglio di niente. 

Il nonno di mio padre, già vecchissimo e  andato con la testa, una notte di bufera di neve, è fuggito da casa. L' hanno trovato giorni dopo ricoperto di neve, vicino ad una quercia, sorridente, sembrava addormentato.  Penso che se fra cinquant'anni, proprio devo morire anch'io, mi piacerebbe non essere in un letto di ospedale. Magari mi piacerebbe addormentarmi dolcemente, seduto su di una collina a guardare il sole che tramonta sull'oceano :"pòr do sol sobre o oceano". 

Penso che in questi giorni non ho malinconie, ma sono impregnato di saudage, che è una cosa un pò diversa. E' la malinconia del presente e di quello che hai sapendo che prima o poi tutto dovrà cessare. Penso che avrei voglia di fare un viaggio. In aereo fino a Santiago de Compostela e poi di lì con i mezzi pubblici toccare tutti i luoghi che ora mi sto studiando fino ad arrivare a Porto. Ma il mio cane non potrei portarlo con me e lo amo troppo per lasciarlo solo per un pò di tempo. Penso che la vita è comunque bella e basterebbe poco per essere felici, tutti. Perchè sorridere, buttare via i rancori e la rabbia e la nebbia del cuore e della testa, non farebbe male a nessuno. ciao

domenica 12 gennaio 2020

Continua ad affascinarmi la mente, i suoi casini e soprattutto le sue diversità. Siamo abituati a considerarci "normali" e vedere sempre gli altri come diversi. Che sarebbe anche giusto non considerarci "normali" , ma praticamente tutti diversi. Nella intervista ai ragazzi con sindrome di asperger che ho condiviso sul mio fb, un ragazzo dice "per fortuna che sono diverso", qualcosa del genere. Perchè tolta l'omologazione coatta, tolto il dna che praticamente è uguale al 99 per cento e di più per tutti, rimane la testa che può fare una grande differenza. 

Se si accettassero queste differenze, sarebbe una ricchezza immensa per tutti. Chi stabilisce cosa è normale e cosa è diverso? Che è un discorso che va oltre il razzismo, l'omofobia, la misoginia e altro. Nel film "Amen" di Costa-Gavras all'inizio c'è una parata e dei bambini "disabili" che corrono festanti di fianco a questa parata. Siamo in Germania agli inizi del nazismo. Brutta fine, poi si vedrà, per questi bambini. Fino a pochi anni fa , una persona con sindrome di Down veniva chiamata "mongoloide". Chi aveva un qualche problema mentale veniva semplicemente identificato come "cretino". Una donna che andava a più uomini chiamata "troia" e un gay, nei migliore dei casi "frocio". Una lesbica definita sempre "troia". 

Fa male vedere che questi termini e questa insopportabilità siano ritornati in auge. Chi determina la differenza? Faccio un esempio. In Italia e in Europa la maggiorparte di persone ha gruppo sanguigno Zero oppure A. Maggiormente con rh positivo che non negativo. Il gruppo Ab un pochino bastardo. E poi il gruppo B, più raro. E il B negativo molto più raro. Se tutte le persone con gruppo  Zero o A, si associassero e dicessero che loro sono normali, mentre i B specie negativi sono diversi, cosa succedrebbe? Fortuna che io sono B negativo. E comunque si vede che la diversità fa parte del mio dna. 

Spesso mi chiedo che cosa ho io di più rispetto , per esempio ad un persona Asperger? Una maniera diversa di vivere la vita? Ma ognuno ha una vita diversa dagli altri. Non voglio sottovalutare nulla, chi ha Asperger o altro, la vita può essere dura. Ma non per questo ho il diritto di considerarlo "non normale". Perchè il suo stato è la sua normalità. Mi fa incazzare chi continuava a chiamare Greta :"ammalata" o chi ha coniato e continua a ripetere il termine "gretino". Si rendono conto le persone delle loro idiozie?

Comunque in ogni popolazione, c'è il diverso che in genere appartiene alle categorie più povere, più "colorate", più diversificate. L'egemonia dell'uomo e della donna bianchi stupidamente "middle class". Ho litigato tantissimo nei miei esami di psicologia o antropologia non solo a proposito del Q.I. , ma a proposito di tutti i parametri generalmente costruiti a tavolino da classi bianche e ricche. 

Mi fa ridere che c'è più in comune fra un nero e un bianco tutti e due  con gruppo sanguigno zero positivo che non fra due bianchi uno con zero positivo e l'altro con b negativo. E anche i soldi contano e riescono pure a comprare la "non differenza". Molti di noi, anche se amati, possono avere avuto una infanzia difficile. Magari perchè bullizzati solo perchè portavano gli occhiali , o avevano l''apparecchio ai denti, o i genitori erano poveri , o perchè grossi o troppo magri. Io ero grosso, avevo gli occhiali, gli occhi a mandorla, i miei erano poveri, ma ero talmente stronzo che mandavo tranquillamente a cagare chi mi chiamava "quattrocchi" oppure "il giapponese". Con il tempo , queste mie differenze sono state la mia forza. Purtroppo con l'età, certe cose del mio carattere e diverse situazioni a livello neurologico tendono ad accentuarsi, ma non mi preoccupo che mi dicano che sono un pò strano, lo sono sempre stato.  Avrei voglia di vivere in un mondo migliore. Considerazioni un pò a casaccio di un tardo pomeriggio domenicale in attesa di prepare la cena. 

Oggi mi sono comprato "errore di sistema " di Edward Snowden che da un pezzettino volevo leggere. Da quando ho il marchingegno per e-book  e non devo più mettere cinquantamila paia di occhiali per leggere, mi è ritornata prepotente e insaziale la voglia di lettura. Anni fa una attrice di Bologna che non mi conosceva, si era fatta una idea di me sul sentito dire. Praticamente ero tutto e il contrario di tutto . Quando poi abbiamo avuto la possibilità di lavorare assieme era delusissima perchè non ero niente di tutte le cose strane che le avevano raccontato. E mi aveva detto :" e invece sei una persona normalissima". Terribile. E con questa sciocchezza, buona serata a tutti, non mangiate troppo che si deve ancora dimagrire per i cenoni delle feste e che la notte vi e ci porti consiglio. Ciao

venerdì 10 gennaio 2020

"Houston abbiamo un problema" - "sapessi noi". Stamattina presto, buio, senza ghiaccio, senza nebbia  e senza cacciatori. Poi un pò di colore rosso in lontananza, poi, improvvisamente, le nuvole rosse. Un cielo di nuvole rosse. Bello e inquietante. A volte parli con le persone, ma non riesci a parlare, subito a raccontarti i loro problemi. Neanche i preliminari, "ciao buongiorno come stai". Oppure il preliminare "ciao come stai" e non fai in tempo a rispondere. E quando finalmente riesci a dire "si dai non c'è male", la persona ha già parlato e già andata.

Non è bello che ci si rintani sempre nel proprio giardinino, si abbia paura di tutto, il proprio "io" diventi  il fulcro dell'universo e tutti gli altri non esistano. Si può cambiare, si, credo di si. In genere, al di fuori delle giornate no che non vedo nessuno, saluto e sorrido a tutti. E sembra una cosa strana. 

Tanti anni fa quando ero venuto ad abitare da queste parti, un giovanotto mi aveva chiesto se sorridevo o avevo una paresi. Stavo dipingendo la facciata esterna della casa di allora e lui stava a guardarmi e continuava a fare domande. Chi ero, da dove venivo, perchè abitavo da solo. E invece di rispondergli " e farsi i fatti propri no?", gli avevo sorriso. C'è una signora qua vicino, che sbarellata  un pochino lo è, poi ha la mamma e il babbo da curare, poi ha i suoi problemini , ma tutti i giorni ti ferma e ti racconta la sua vita e i suoi dolori. L'altro giorno mi raccontava di avere avuto diarrea tutta la notte. "oddio, per favore, questa risparmiamela". Mai mi ha chiesto "e tu come stai?". Stamattina si è rivolta direttamente al cane: " eh, ne fai di giri te". Stop. 

Quando sei in giro e devi parlare con delle persone, dai normalmente la mano. E dalla stratta di mano capisci tante cose. Negli ultimi anni molte strette di mano sono quasi uno sfiorarsi, quasi che il contatto con l'altro faccia schifo. Diffidenza saltami addosso. Tempo fa da un medico, ho un maglione rosso bellissimo e avevo questo maglione, lui era andato in paranoia per il colore rosso e continava a chiedermi di dove ero, se ero italiano e che il mio maglione rosso gli dava fastidio. Ad un cero piunto gli ho detto :" sono romagnolo, sono laureato, sono regista teatrale, amo il colore rosso anche se a lei da fastidio. Ma lei è un medico, ho appena pagato centoventi euro per fare la vista , la smetta con queste menate". Veramente non l'ho detto, però l'ho pensato, ma secondo me lui ha capito. Poi faceva il cretino " ah come sono simpatici i romagnoli". 

Oggi sono stato dal prete per prenotare delle messe per i miei. Non sono di chiesa, ma le ricorrenze, pur da laico, ho bisogno di un rito, proprio per dire ai miei "non vi preoccupate, non vi ho dimenticato". Tutto chiuso a chiave, ha aperto titubante, il cane ( il prete ha un cane) che sembrava volesse sbranarmi, poi in realtà dolcissimo. So che questo prete non è amatissimo, ma il fatto che avesse un cane, poi anche un pappagallo grigio, e poi anche una vasca con dei pesci rossi, mi ha fatto un pò simpatia. L'altro giorno hanno fatto una rapina in farmacia. Un ragazzo con casco da motociclista, va dentro e ha puntato la pistola. Il giorno dopo ho fatto un pezzo di strada assieme al farmacista, era ancora notevolmente scosso. Ma era contento della mia vicinanza senza tante domande di curiosità. 

Anni fa per un compleanno, alcuni amici mi avevano regalato un viaggio a Lisbona. Un bel regalo. Appena aprivo la cartina per cercare un posto, c'era sempre qualcuno che si avvicinava  e chiedeva se avessi bisogno. Oppure quando chiedevi una informazione, ti guardavano, sorridevano e ti mettevano una mano sulla spalla e poi ti davano l'informazione. Magari adesso anche il Portogallo è cambiato. Sarebbe bello che quando qualcuno ha un problema, anche piccolo, quell'altro non risponda sapessi io, ma ti mettesse una mano sulla spalla e ti sorridesse come per dire "non ti preoccupare".  In questi giorni ho sentito alcuni amici, qualche problemino, qualche crollo, vabbè mentalmente gli metto la mano sulla spalla e sorrido. 

Sto lavorando al laboratorio su "il sosia " di Dostojewky che è un testo che amo tantissimo, la prima volta l'avevo letto all'età di sedici anni. Può essere letto e interpretato in tantissime maniere. Mi affascina il discorso del doppio e di quell'altro che fa sempre i casini. Mi affascina di come la mente possa a volte trascinarti dove magari non vuoi, o dove invece incosciamente vuoi. Lo trovo molto attuale , mi sembra lo specchio della dicotomia in cui ormai stiamo vivendo tutti. Eppure la voglia di cambiare e di ritornare ad essere umani, ognuno prendendosi anche le proprie responsabiltà in caso di cazzate, non la vedo come una cosa impossibile. 

Sarà che questi paesi sono piccoli, sarà che d'inverno c'è freddo e nebbia e d'estate il caldo è impregnato di umidità, ma mi mancano le persone che girano per strada, le occupano e parlano fra di loro. Dai, oggi va così, ma succede che hai voglia di un sorriso e di un abbraccio. Di darlo e di riceverlo. ciao

venerdì 3 gennaio 2020

Ci sono persone che invecchiando rimangono praticamente le stesse. Io no. Cambio tantissimo da sempre, magro, grosso, però ho sempre quei capelli, ora grigio pirla  tendenti al bianco, sempre un occhio più piccolo, il mio naso che da ragazzino mi sembrava enorme e un neo che non si vede in foto. Qua, forse una foto da macchinetta, ho trent'anni, poco più poco meno. Ritrovata oggi. O come diceva un mio amico del Trentino :"dio come sei invecchiato male".
Si fa quello che si può. Fisicamente non mi sono mai piaciuto e poi erano tempi in cui i genitori non facevano troppi complimenti ai figli. Infatti mia madre , quando si arrabbiava con me, mi diceva che se fosssi stato un pò meno intelligente e un pò più bello, avrei vissuto meglio. Salvo poi aggiumgere che non ero neanche troppo intelligente. Però ho mantenuto la mia pelle, ora decisamente disfatta, sempre un pò "abbronzata". E anche qua da sempre :"dio come sei abbronzato". Non sono abbronzato, sono proprio così. Quando cresci il tuo modello sono comunque i tuoi genitori e i tuoi parenti. Ci cresci assieme e non fai tanto caso se da parte di madre sono tutti chiarissimi tendendi al biondo e da parte di padre tutti altissimi donne comprese, castani scuri e rossicci, pelle chiara. Da parte di padre avevo dei cugini che chiamavano nani altri due cugini che secondo loro erano piccoli ( un metro e settantotto circa) non oso immaginare cosa dicessero di me. Poi sono cresciuto con mia madre che era mora, poi ho scoperto che si tingeva i capelli perchè i suoi capelli biondi non le erano mai piaciuti. Così diceva. 

Poi cresci , hai voglia di vivere e di conoscere il mondo, mandi a fanculo tutti e perdi i contatti. Per formazione, lavoro e carattere , sono un grande osservatore. In zero attimi il mio computerino in testa mi scansiona tutto di una persona. Da quando ho saputo le mie cosine sulla nascita, ho iniziato a controllare tutti i parenti. dalla struttura dei piedi, delle unghie, delle mani, dei capelli, dal colore e compatezza della pelle, non avevamo nulla in comune. Neanche il mio nasone. Che da parte di madre hanno dei nasini molto fini, leggermente arcuati e da parte di padre ce l'hanno grosso. Il naso intendo. Tutti continuavano a dirmi che sono assolutamente uguale a mia madre, però obiettivamente , no. Comunque fin da piccoli, anche se non fai caso all'aspetto fisico dei tuoi e dei parenti, però esiste una riconoscibilità che trovi o non trovi. Non dico adesso, ma anche quando ero giovane e mi dicevano che ero fatto benino ed ero carino ( tutto ino perchè sono anche piccolino) non avevo dei termini cui confrontarmi. Per cui continuavo a sentirmi non a disagio, ma fuori posto. Salvo il fatto che non me ne freghasse più di tanto. 

Negli ultimi tempi con mia madre, quando era lucida e stava un pochino meglio e già aveva iniziato a fare delle ammissioni, si scherzava sul mio aspetto fisico. Io le dicevo per esempio :" nessuno dei nostri parenti ha il naso come il mio " e lei rideva e mi rispondeva "no". Prendevo in considerazione tutto il corpo fino ad una fossetta che ho nel mento e mia madre diceva :" mi è sempre piaciuta la fossettina nel mento e da piccolo ci mettevo il dito per fartela venire". E a questo punto iniziavamo a ridere tutti e due come dei cretini. Per qualche anno ho avuto dei rancori nei confronti di alcuni parenti , specie un cugino di mia madre che mi ha trattato malissimo, perchè secondo me sapevano qualcosa. Ma poi ho pensato che è giusto che il tempo faccia dimenticare e se mia madre non ha mai voluto parlarmene, perchè dovrebbero farlo loro? C'è una cugina di mia madre che adesso è anzianissima, sono sicuro che lei sa tante cose, ma oltre ad essere estremamente anziana, ha avuto anche la vita molto difficile. E sarebbe crudele da parte mia andarla a disturbare. Era la cugina che quando mi ha visto, io avevo già cinque mesi, aveva esclamato :"fortuna che è finita la guerra, altrimenti avrei detto che era il figlio di un marocchino". Chiaramente ora non sto più cercando nulla e non ho più voglia di cercare i miei parenti naturali. Anche qua,  ho accumulato un tale rancore nei loro confronti che se li dovessi incontrare , invece di un abbraccio, li prenderei a calci nel culo. Per il fatto che non mi hanno mai cercato. E' anche vero che probabilmente non sanno neanche della mia esistenza. Però un dubbio nel cuore, neanche quello? 

Una mia amica di Bologna ha scoperto che prima di sposarsi, la madre aveva avuto un altro "moroso" e da questo un figlio. Era giovannissima, ragazzina, lei voleva tenere il figlio, ma dopo qualche giorno non l'ha più visto. Le hanno detto che il bambino era morto. Lei invece ha sempre pensato che il bambino fosse vivo e avrebbe sempre desiderato ritrovarlo. Allora si, succedeva , spesso facevano scomparire un bambino "scomodo" dicendo che era morto. Mi manca il non avere chiarito questa cosa con i miei. Uno stupido pudore mi ha sempre impedito di chiedere chiaramente. Anche perchè c'erano chiusure mica da ridere. Però i segnali, da parte dei miei, sono stati tantissimi. Me ne accorgo ora. Non sono mai stato veloce a capire le cose. In questi giorni un pò di tristezza perchè sono morte diverse persone che conoscevo, perchè comunque la vita va avanti, si invecchia  e a volte  manca il coraggio di buttarsi a capofitto in situazioni nuove. 

Prima di natale, una ragazza del laboratorio mi ha regalato un segnalibro con questa scritta :" la scienza non è che la spiegazione di un miracolo che non riusciamo mai a spiegare. L'arte è una interpretazione di questo miracolo " Non so cosa c'entri, ma la trovo bella. Dai, fra due giorni è la befana, coraggio che anche per quest'anno le feste di natale sono passate. Adesso dieta. Ancora buon anno nuovo e ciao