martedì 17 settembre 2013

dall' Albegna al Seveso fra escavatoristi incazzosi

Sperduto in mezzo alla campagna della Maremma, non riuscivo a capire bene dove ero. Manciano, frazione Marsigliana, fiume Albegna. Non ero mai stato in zona se non alcune volte, sempre per lavoro a Porto Ercole. Per arrivare abbiamo sbagliato strada per cui ci siamo piacevolmente persi in mezzo alle colline grossetane, in mezzo e in pieno nella Maremma. Per un attimo ho avuto la visione di lido di classe ( da Cervia per Ravenna) prima dei traffici e delle troppe case attuali. Un mio zio era custode della grande pineta che era privata e proprietà di un conosciuto politico ravennate. Solo un attimo, in spiaggia con mio padre, accucciato davanti nella vespa, e stava nevicando. Non c'entra nulla ma è stato un attimo. Per i tre giorni che siamo stati ospiti, ho continuato a non capire dove eravamo. Si Capalbio a pochi chilometri, qualcosa di più per Saturnia, campagne sterminate con ancora i segni di una terribile alluvione l'undici e il dodici novembre dello scorso anno. E questa alluvione , i disastri e le ferite nel cuore , sono stati il motivo dominante di queste tre giornate. Ho conosciuto persone di straordinaria forza e sensibilità che mi hanno molto colpito e molto mi hanno insegnato. A cominciare dai gestori dell'agriturismo in cui alloggiavamo e base di partenza per la camminata. Con il sorriso sulle labbra e ancora la tristezza negli occhi. Ai loro figli, piccolini di età, ma già tanto maturi. Non persone, famiglie. Pensavo esistessero solo ai tempi di mio padre e di mia madre. Queste enormi , grandi famiglie. Con tutti i pro e i contro di coesistenze tanto numerose. Io impazzirei, ma mi piace come idea. Poi grazie a Elena, l'attrice organizzatrice, ho conosciuto anche un'altra grande famiglia e anche questa mi ha molto affascinato e soprattutto una giovane signora che ci siamo trovati subito bene, quasi fosse una mia sorella ritrovata. Stanotte , qua da noi, diluvio a secchiate. Mi ricordavo i racconti della maremma e ho avuto paura. Acqua acqua a secchiate , nel dormiveglia e per un attimo ho pensato “oddio l'alluvione”, poi mi sono svegliato e non sono più riuscito a dormire. Dall'agriturismo e dopo pochi metri, l'argine del fiume. Un rigagnolino che ti chiedi, ma come può questo fiume salire di dieci , venti metri? C'erano sull'argine piante alte che per un attimo pensavi “che strani nidi”, poi guardavi meglio e ti accorgevi che non erano nidi, ma i rimasugli della piena paurosa. Il primo giorno abbiamo girato a zonzo,la creta e la mota trasportate dalle acque erano frantumate come polvere sottilissima. Camminavi e sprofondavi come in un campo ricoperto di tonnellate di talco. Il primo giorno piccolo incidente di percorso . Ero affascinato , non dalle zone belle, ma da quelle distrutte, da quelle che stavano ricostruendo gli argini. In fondo scavatori e camion che correvano sollevando questa polvere finissima. Splendido da fotografare, paesaggi lunari. Si ferma improvvisamente un camion e ne scende un omone alto e pelato che si incazza come una bestia e ci aggredisce. Gli spiego che non volevo fotografare né il suo camion, né i lavori, ero affascinato dalla polvere. Si altera ancora di più. E ci impone di andarcene. Figuriamoci. Dopo ore vediamo una macchina che evidente cercava noi. Erano i capi del consorzio che gestisce il lavoro degli argini. Anche qua , ho cercato di trattare , devo solo fare una camminata porca troia, io faccio il mio lavoro tu fai il tuo. Poi ci siamo tranquillizzati tutti e ognuno per la propria strada. Mi sono ricordato della devastazione che anni fa le ruspe avevano fatto qua da noi, con il silenzio di tutti. Era il mio spazio, lo spazio in cui andavo per rilassarmi e me lo stavano distruggendo. Mi ero messo davanti alla ruspa ed era sceso un ragazzone bergamasco da paura che mi aveva detto “ va via di ché o de do una paca”. Che il paca non stava per pacca amichevole sulle spalle. Si poi l'avvio del festival e la camminata. Io in questi periodi non sono mai soddisfatto e neanche di questa lo sono stato in pieno. Due persone, per fortuna amici, che hanno continuato a parlare a voce alta. Alcuni che per bagnarsi un attimo i piedi sembrava di essere in un film di indiana jons. Però andata, alcune persone hanno aperto il cuore e questo credo sia una gran bella cosa. Per inciso , Nicola, il figlio dei proprietari dell'agriturismo, un ragazzino di 17 anni, alto alto , magro e bello, ha due cavalli. Gli ho detto perchè non ci fai una presenza? Lui mi dice “ cosa devo fare? “ gli ho risposto “ guarda la gente come per dire che cazzo ci fate qua sulla mia terra?” sembrava, in sella al suo cavallo, un principe antico che guarda con disprezzo i contadini al lavoro. Maremma, faticosa, ostica a volte, dura spesso, ma bella , bella da impazzire. Come le persone che ho conosciuto. Bene, la vita va avanti, autostrada e ritorno. Da domani riprendo i sopralluoghi sul fiume
Seveso, parco nord di Milano. Altre storie, altri luoghi altra gente. Mi ero già fatto delle idee, ma ho deciso che qua non voglio idee. Tutto è pulitino , tutto perfetto, la metropoli è vicina, grandi graffiti sui muri, gente con il cane a guinzaglio, gli orti per i pensionati. Sobborgo popolare e inquietante del quartierone paesone Niguarda. Qua costeggeremo un fiume capace anche questo di danni mostruosi. Un fiume ingabbiato ammalato , un fiume che scompare dentro un tunnel quasi fosse una metropolitana. Non ti viene voglia di tuffarti nel Seveso neanche di bagnarti un dito, non c'è profumo di campagna, ma odore di città. Costeggeremo due cimiteri , ma anche alcuni rigagnoli di acqua pulita. Da questi rigagnoli in un futuro vicino nascerà un laghetto , dicono balneabile, a me sembra strano. Però in questo periodo i milanesi non sono ancora pallidi colore da inquinamento continuo. Hanno ancora il colore rosato del sole di città. E un sorriso e un cuore acquietato, almeno per un attimo, dobbiamo conquistarlo.

domenica 8 settembre 2013

sindrome di abbandono e stelle lunimose

Le sindromi di abbandono del cane, poi le paghi e tutte le cose che a te danno fastidio , poi lui le fa. E in questi due giorni non proprio pappa e ciccia, il dizionario limitato del cane ha visto aggiungere due nuovi frasi : “ porca troia Peter! - spaccamaroni te e il tuo padrone”. Ho anche scoperto che di notte viene a fare un giretto in camera mia per controllare se ci sono e poi ritorna sul divano dato che il suo cuscinone sembra gli faccia schifo. E se da me ha imparato a non salire più sul letto, almeno quando ci sono io, qua a Cesena non lo considera il mio letto , infatti ora è li stravaccato addormentato come una pera cotta e appiccicato come una ventosa. E sarà una gara dura tirarlo via dato che quando è appiccicato come una ventosa, i suoi trenta chili diventano sessanta. Volevi un cane Enzo? Si dai faticoso, ma sono contento di averlo. Ora non dovrebbe più crescere in altezza, ha fra non molto un anno, si non è un gigantone, ma va bene così. Solo che mi hanno detto che adesso dovrebbe crescere in larghezza. Vai a portarlo in giro dopo e magari ha appena visto una lepre. Mi verranno i muscoli di un culturista. In questi giorni forse non è il cane ad essere noioso. Forse lo sono io e lui ne risente. Si perchè in questi giorni sono ,come dicono a Bergamo , decisamente malmostoso. O come dicono in romagna : male insalivato. Venerdì stavo bene, ero stanchissimo , ma stavo bene. Sopralluoghi fino all'ultimo minuto e si preannunciava un “respiro del fiume” memorabile. Poi mi arriva un tipo che sarà anche bello, intelligente affascinante, ma che a me sta li, e in maniera fastidiosa. Reciproco il fastidio e credo , pur pacifisti, potessimo menarci lo faremmo. In più anche lui organizza delle cose e durante la camminata filmava di nascosto con il telefonino. Ma non è merito suo se le cose poi non sono andate come volevo , non gli potrei mai dare questa soddisfazione. Non avevo calcolato che all'inizio, al tavolo del ritrovo , era buio pesto e non riuscivo a vedere le persone. Tante, ma non vedevo le loro facce. Ho bisogno di vedere le facce gli occhi della gente. Iniziamo la camminata, pubblico bello di quello che , ad esclusione del tipo, vorresti sempre avere. E per un attimo, un attimo di panico, mi sono perso, poi ho continuato solo questioni tecniche e senza cuore. Poi ho cercato di riprendere in mano la situazione. Tendo sempre ad esagerare e la camminata non è stata proprio quello schifo come mi dicevo in testa, dato che comunque c'è un livello alto che rimane, comunque. E' che io non voglio i livelli alti, voglio di più. E anche quando passavamo in zone di luce, non vedevo le persone, vedevo solo delle ombre. Poi mi sono dato uno scossone e ho ripreso in mano la situazione. Ma alla fine non ero soddisfatto. E non è una persona che odi e che non vorresti vicino a te,a rovinarti una serata. No non può, non è colpa sua , la colpa è solo e unicamente tua. Dicevo tendo ad esagerare perchè in realtà nulla di così catastrofico, e anche altre camminate in passato non mi sono riuscite al massimo. Ma tutto succede nella testa e se poi la gente ti fa i complimenti e ti ringrazia, ringrazi tu loro, ma rimani insoddisfatto non di loro o della camminata , ma di te che non sei stato perfetto così come desideravi. Esagerato? Si un pochino. Può essere tante cose, ma a volte succede nella vita che senti l'esigenza di dimostrare qualcosa. E' li che si fanno i passi falsi, dato che sei comunque bravo e non devi dimostrare nulla. Le mie camminate anche se funzionano comunque, hanno bisogno del cuore, sgombro da pensieri e disponibile, allora si, succedono i miracoli. Ora ancora tre camminate in notturna, non voglio essere bravo,  non devo competere con nessuno, voglio essere io. E casomai l'attimo di panico faccio sdraiare tutti, me compreso, a guardare per qualche minuto le stelle. E se il cielo sarà coperto , guarderemo il cielo coperto , sapendo che aldilà delle nuvole le stelle ci sono comunque. In ogni caso i ritrovi saranno in un posto illuminato. Voglio vedere le persone e voglio dare loro la mano, ti do la mia energia, ti consegno,il mio cuore. Solo per un attimo e senza fraintendimenti. Questa settimana ancora sopralluoghi a Milano e a Pumenengo, poi si parte per Grosseto. Ho voglia del respiro dell'aria di toscana, mi rigenera. Ho voglia di ritrovare me nonostante i casini della vita in cui a volte mi sembra di sprofondare.

domenica 1 settembre 2013

la signora delle Camelie, il fiume Serio e il canale Vacchelli

La chiamo piccola cittadona. E' Crema , vecchia signora impolverata, ma ancora affascinante. Grandi palazzi e grandi ricchezze in passato. I proprietari terrieri, le grandi fabbriche, il collegamento con Milano. Un po' signora, un po' baldracca. Dovessi collocarla a livello di zodiaco penserei a lei come ad un riuscito miscuglio fra un leone e una bilancia. Molto snob, un pochino collerica, come tutte le piccole cittadone italiane si considera unica. E unici si considerano i suoi abitanti, un pochino snob, un pochino attaccabrighe quando serve, molto indolenti. Durante la guerra non accettavano i diktat della sezione regionale del fascio di Cremona e hanno messo su una propria sezione. Durante la guerra e nonostante la guerra, sartorie per signore che si ispiravano alla moda di Parigi e tante feste regolarmente annotate sul giornale locale. Le crocessorine volontarie, i sindacati, bianchi, di mutuo soccorso e un orfanatrofio in una via senza nome sempre pieno. Città di belle donne, quasi pari a Cremona, ma questo non si può dire sennò i cremaschi insorgono. E quando Severgnini aveva parlato delle belle donne di Crema, pensava a Paola la nostra splendida “ragazza della cassa”. Gente indolente che pare camminare come una bilancia in stato di grazia, ma dietro e dentro questa indolenza c'è il fuoco, bello e pericoloso come sa essere il fuoco. Se dovessi ambientare la signora delle camelie, ecco Crema sarebbe la città ideale. Perchè ha tutto , ma non riesce ad uscire dalla sua cerchia di compiaciuto provincialismo. Inteso sia nel senso buono che nel senso più deleterio. Città colta, credo di tutta la zona sia una delle città più scolarizzate. Ci sono un conservatorio e una scuola di musica e tanti non dico validi ma splendidi musicisti, ma per emergere devono scappare. Il fatto è che pochi scappano e il mercato interno non è che possa offrire più di tanto. C'è anche un teatro ricavato da una chiesa maestosa, ma sono talmente lontani dalle questioni del teatro che anni fa avevano definito noi e il teatro di Romanengo come un teatro parrocchiale eppure tutti i grandi nomi del teatro italiano che definivano dei dilettanti, ora a 20 anni di distanza vengono chiamati pure da loro. Ho tantissimi amici cremaschi o del cremasco, ma la città e le sue istituzioni, aldilà di un rapporto, in passato, importante con la camera del lavoro, non riescono a rapirmi più di tanto.
E' come dicevo, una piccola cittadona un pochino impolverata , un po' signora un po' baldracca. Eppure di cose grandiose , porca miseria ce ne sono tante. Fra queste cose grandiose, a me che amo l'acqua, c'è il canale Vacchelli. Che uno dice è un canale con acqua rubata all'Adda. Si è un bel canalone, ma a Crema diventa sopraelevato. Tu vedi questo ponte e arcate enormi che sovrasta una parte esterna della città e li ci passa il canale. Uno spettacolo da lasciarti senza fiato. E va a defluire in un posto altrettanto senza fiato, ma qui siamo già nel cremonese credo, che ha due nomi. Io lo chiamo i 13 ponti. Questo canale Vacchelli viene incanalato e riossigenato in dighe e cascate e 13 appunto i ponti in muratura, dicono disegnati da Leonardo, che sovrastano questo capolavoro. Ma torniamo a Crema, c'è anche un fiume , il Serio. Anche questo è strano. Io conoscevo il Serio , quello che chi va a Bergamo passando da Seriate, vede d'estate come qualcosa di insesistente perchè praticamente aciutto. E di inverno impetuoso ed esagerato. E non ho mai capito come a Seriate che è a nord, il fiume non esiste d'estate e a Crema invece è sempre con tanta acqua. Poi ho rivisto il Serio a Malpaga, zona meravigliosa poco distante da Seriate. Qua è “allo stato brado” il lungofiume è fatto di sabbia e sassi bianchi e la vegetazione che risente di un caldo costante sembra una macchia mediterranea. Dovevo farci una camminata spettacolo anni fa , poi le piogge torrentizie hanno fatto saltare tutto. Ora ritrovo il Serio di Crema che non avevo mai frequentato, se non le veloci visioni passando sopra un ponte. Si un bel fiume grandino neanche troppo, campi di granturco e di pioppeti, belle ville disperse nella campagna e in lontananza gli echi della città. Però da dove partiremo, passa un ponte, pensavo fosse la ferrovia, invece siamo andati a curiosare era il Vacchelli. Marco non l'aveva mai visto, io anni fa ci avevo fatto una camminatona con un amico. E allora mi si è aperta la testa  e tutte le idee per la camminata di venerdì mi sono saltate addosso. non cambierà la mia visone di Crema, neanche dei miei tanti amici, però si , sarà qualcosa di bello che spero lasci qualcosa di importante nel cuore.

mercoledì 28 agosto 2013

Niente è così come sembra e oggi mi amo

Ero a Cesena , il cane è stato malissimo con febbre da cavallo. Antibiotici e cortisone a livelli esponenziali. Appena passata un po' la febbre gli ho fatto fare il giretto di rito, all'inizio era pimpante e quindi siamo andati. Poi mi è crollato a terra e l'ho portato a casa in braccio. Lui tranquillo si è messo a dormire. Quasi trenta chili per un chilometro. Meglio della palestra. Per un giorno e una notte è sempre stato appiccicato a mia madre dormendo anche con lei. Pet terapy per entrambi. 

Un attore molto conosciuto manda mail, a Marco , dicendo che farà delle camminate in notturna e ha spudoratamente copiato le nostre. Chiedeva a Marco di inviargli le regole , che gli sembravano interessanti. Dato che siamo amici e ha anche il mio cellulare poteva chiamare me. Vabbè e continuo a ripetere : e inventarsi un po' le cose senza copiare quelle degli altri? Che alla fine, dato che queste camminate stanno prendendo piede e dato che mi sono copiate in maniera fotocopia, magari diranno a me che ho copiato dagli altri. E' già successo diverse volte. Vuoi essere sempre quello di nicchia? Su una cosa nessuno mi copia. Scrivo tantissimo, ma aldilà del libro su Piccolo Parallelo e quello sul teatro di Romanengo , o aldilà di qualche saggio comparso in giro, non pubblico. Sono stato anche corteggiato da alcuni editori, ma ho sempre pensato che non ho voglia di pubblicare le mie cosine. Le metto in internet, ci faccio degli spettacoli, è il mio cordone ombelicale che non mi va di tagliare. 

E a proposito di spettacoli devo cambiare in continuazione altrimenti mi annoio, però a volte penso non si può buttare sempre tutto. Per cui stamattina ho parlato con Marco, non ho voglia in questo periodo di scrivere un testo nuovo, sto scrivendo tante cose, ma queste sono per me. Anni fa avevo fatto una riscrittura del Sosia di Dostoievsky. Si spettacolo carino niente di più, scene fatte da me in continuo movimento, Marco l'interprete e io, l'altro , l'ombra che prende vita e finalmente danzavo. Un amico , giornalista di Crema, Emanuele, mi aveva regalato il cd dei Gotan Proget, ancora non conosciutissimi e li avevo utilizzati in parte. Poi i Gotan sono diventati famosissimi e li si sentiva dappertutto, poi ho smesso anche lo spettacolo. Ho voglia di riprenderlo, sempre con Marco protagonista e io come l'altro. Stesse parole, il resto, comprese le musiche, tutto cambiato e voglio essere più profondo e più leggero. E finalmente io e Marco ci siamo trovati in accordo. Per scherzo gli avevo detto “ rifacciamo il sosia io come protagonista principale, e tu danzi” mi ha guardato malissimo. Comunque il sosia , pur rivisitato e reinventato , sarà il nostro prossimo e vicino lavoro. 

Sono nato il 28 agosto, ma mi hanno segnato come nato il 29. sono stato anagrafato come Giuseppe, ma mi hanno sempre chiamato Enzo, volevano una femmina, sono nato io, credevo di avere un ottanta per cento boxer, mi ritrovo con un cento per cento pitbull. Volevo un amore, invece era un bus. Niente è così come sembra. Auguri a me e a tutti i vergine di agosto. Agli altri farò gli auguri prossima volta. Ma si dai la vita è anche bellina quando vuole.

venerdì 23 agosto 2013

sogni notturni e respiri ormai autunnali di fiumi

Quando sogni che ti rubano qualcosa sta ad indicare, nella mia personalissima interpretazione dei sogni: attenzione. Qualcosa di te ti è stato tolto,non necessariamente da altri. E' un avvertimento, puoi forse e in parte recuperare, ma non è qualcosa di materiale, è qualcosa che riguarda la propria anima, il proprio cuore e la propria testa: ti è stato portato via qualcosa. Ti sei o ti hanno in parte svuotato. Anni fa sognavo che mi rubavano sempre la macchina, ed ogni macchina che mi ricompravo mi veniva derubata. Non credo che questi sogni abbiano a che fare con una paura dei ladri, ma appunto come una reale , anche se parziale perdita di qualcosa di sé. Può essere il segnale di un crollo, di una depressione, di un pianto non sfogato. Stanotte ho sognato che mi avevano rubato il portafoglio, subito ritrovato, ma senza soldi e senza carta di identità. Questa perdita della carta di identità mi preoccupa un pochino, ma poi ho pensato che si , un po' di sbattimenti, ma una carta di identità è quasi subito rifatta. E probabilmente è un tipo di sogno che tutti potrebbero fare. Anni fa una bella storia, durata poco e impossibile da continuare, io avevo sognato un grande cane, bellissimo, ma non mio. Il cane simbolo di amore e fedeltà. Io ero in macchina e il cane mi è venuto contro distruggendomi in pratica la macchina. L'altra persona aveva sognato che stava arrivando una tromba d'aria e rischiava di distruggergli la casa ( cane bellissimo, ma non mio ) , allora , nel sogno, aveva deciso di aprire porte e finestre, così la tromba d'aria sarebbe passata senza provocare troppi danni. Più cretino io che avevo chiuso la macchina e cercato di scappare. Mi si avvicina un mese - fra camminate, sopralluoghi , cani che hanno bisogno di correre e giocare e madri che se passano le depressioni, le ansie, gli stati di panico e le malattie reali, stanno male - un mese praticamente pienissimo. Per fortuna dato che se sto fermo un attimo vado in paranoia. Sto anche sognando ultimamente un cane , neanche troppo bello, tutto e solamente mio. Che starebbe ad indicare un amore non da condividere. Un cane ce l'ho e che lo amo alla follia, credo si sia già capito, ma il cane dei sogni probabilmente appartiene ad un mondo parallelo o è stato confinato lungo orizzonti lontanissimi. Le quattro camminate di settembre. La prima a Crema, un torrente pazzo non di suo. Il Serio, prosciugato spesso per l'agricoltura, impetuoso nei periodi di pioggia, incanalato spesso che ti fa anche tenerezza. Ma perchè continuano a costruire muri attorno ai fiumi. Ho già fatto diversi sopralluoghi, ma non ho ancora trovato il bandolo della matassa. Amo le zone più selvagge, ma preso un impegno il bandolo si deve trovare. Il bandolo è qualcosa che mi fermo per ore e il posto mi dice , sono qua. La seconda camminata sarà vicino a Grosseto, un torrente che sa essere violentissimo quando vuole, l'Albegna, posto che ancora non conosco e i sopralluoghi saranno i giorni precedenti. So che ad un certo punto dirò a Marco, dai va a fare un giro a Grosseto perchè il fiume e il luogo mi parlano e mi consigliano quando sono solo. Praticamente sempre. La terza camminata a Milano, parco Nord, un fiume malatissimo quale è il Seveso. Nel Seveso non ci si va dentro però si costeggiano, prima un grande cimitero , poi un piccolo cimitero, quasi di campagna. Ho saputo che il parcheggio del grande cimitero, di notte è luogo di scambi per scambisti. Fortuna noi siamo di tardo pomeriggio perchè magari di notte avrei rischiato di perdermi il pubblico per strada. Sto scherzando. A metà del percorso però si arriva a quello che i milanesi chiamano un canale di acqua pulita. Visti i canaloni che abbiamo qua, un canalino. Però si, l'acqua è pulita e quindi chissà, magari un bagno – lavaggio di piedi?- collettivo ci potrebbe stare. Infine l'ultima camminata di questo settembre sul fiume di casa. Il fiume Oglio con partenza da Pumenengo. E se mi mettessi a fare a pagamento quello che interpreta i sogni e predice il futuro? No dai meglio il lavoro che sto già facendo

domenica 18 agosto 2013

e a proposito di pesantezza, fra pochi giorni entriamo nel segno della vergine

Giornata calda domenica d'agosto. Ancora trasferta, piccolo crollo, ogni tanto ci sta, riflessioni sull'anima profonda del razzismo che sappiamo tutti non appartiene solo agli altri. Riflessioni sull'animo profondo bacato maschile, e non sono solo le esternazioni del ragazzotto Pd sardo, è una realtà molto più diffusa di quello che si vuole credere. Anche a sinistra. Vedo nero insomma e fortuna ho lasciato a casa il cane che in questi giorni risente dei miei umori e mi sta distruggendo tutti i guinzagli e le scarpe e oggi avrebbe potuto distruggere casa di mia madre. 

Mi ha telefonato un cugino, uno dei pochissimi fra centinaia di parenti con cui ho mantenuto un minimo di rapporti. Dice dai stasera ci si vede andiamo a bere qualcosa. Anche se non ci si frequenta c'è comunque un affetto antico, solo che non ci si parla molto, poche parole ai grandi eventi – funerali, a volte anche scappate e fughe a qualche natale o pasqua – poche parole sempre da decifrare. Lui è un uomo arrivato, ottima professione, bella famiglia, splendidi figli, ma io lo percepisco, straziato fino al midollo e stasera non so , gli ho detto sono a terra da fagioli che tradotto ha lo stesso significato di “sono caduto come una pera cotta”. O forse sono solo le salcicce e patate al forno che la signora che viene ogni tanto da mia madre, ha voluto preparare. Pesanti come il calcio di un cavallo, rimani piegato per ore. 

E a proposito di pesantezze, fra pochi giorni usciamo dal leone ed entriamo nel segno della vergine che è anche quel segno cui fortuitamente e casualmente appartengo anch'io. E dato che da ragazzi ci si vergognava a dire sono vergine , ho visto persone bluffare e dire che erano del leone o della bilancia. Ma poi non avendo la grandiosità da gatto dei primi, né la spudorata leggerezza malinconica da fiore con concime dei secondi, si sono dovuti rassegnare. Gli oroscopi dicono che una vergine va d'accordo anche amorosamente con vergini tori capricorni. Da sprofondare. Potrebbe succedere con tori e capricorni, forse, ma due vergini assieme secondo me è massacro. Anni fa ad una festa per il teatro ho tenuto una bizzarra fasulla ironica conferenza sui segni zodiacali. E sulle vergini ho sparato a zero. Finita la serata sono stato avvicinato da un ragazzo e una ragazza che mi hanno detto “ siamo tutti e due della vergine, stiamo assieme, ci vogliamo bene e andiamo d'accordissimo”. Già, totale mancanza del senso dell'ironia. 

Sparare su questo segno è come sparare sulla croce rossa, tanto vale che la croce rossa si spari da sola. Cioè, dato che tutti ne parlano male, non della croce rossa , ma di quelli della vergine, tanto vale farlo per primi. Pesantezza, si a volte ti deprime, anche se poi ci pensi, niente in confronto ad un pesci quando è nei suoi substrati emotivi, cioè quando gli ci sono staccati i piedi dalle nuvole. Mancanza di ironia e permalosità, anche questo un dato reale,ma qualcuno ha mai trovato un ariete ironico e non permaloso? Ma almeno gli arieti a forza di rincorrere i loro fuochi fatui si defilano facilmente. Superati in permalosità solo dai gemelli, porca miseria quando iniziano, da sparargli, o dagli scorpioni che di contro hanno una memoria di ferro. Dicono che uno della vergine non sia simpatico subito, perchè dopo? Girando in internet per trovare qualche nome famoso del tuo segno, magari trovi dei geni, dei santi, dei sex simbol, non uno simpatico. Provare per credere. Il dramma sta nel fatto è che ci si crede terribilmente simpatici. 

La durezza di carattere? solo apparenza, a volte proprio stupidità. E ci sono ancora tre cose purtroppo vere. Io appartengo ad un mondo a parte e chiaro a me queste cose non toccano. Il volere avere a tutti i costi sempre ragione. Avete mai visto discutere una vergine con un toro o con un capricorno? O sbranarsi con un acquario? o io che litigo con il mio socio che è della bilancia? L'ordine e la presupposta perfezione. Personalmente sono mentalmente , fisicamente, psicologicamente disordinato, sembro quasi un gemelli incrociato con un cancro, e sono terrorizzato dal troppo ordine. La vogliamo sfatare questa cosa? Che se anche una volta la macchina non è lucida come volete, o la biancheria non è nei cassetti giusti, muore qualcuno? Che comunque in quanto ad ossessione da ordine, sagittari ed acquari vi superano abbondantemente. Stavo scherzando un pochino, neanche troppo. Amiche e amici della vergine, porca miseria anche il mio cane, non demoralizzatevi, ci sono sempre gli altri undici segni. Mi viene da ridere pensare come potrebbe essere l'ossessione erotica amorosa passionale fra due vergini. Everest. 

E' sera il caldo si è attenuato, le menate di mia madre no, nonostante a cena il brodino di verdure, mia specialità, ho ancora le salcicce che mi si rivoltano nello stomaco. Qua sulla strada una ambulanza e macchina del 118 a sirene spiegate. Fra poco sarà notte. Oh gente della vergine che fra qualche giorno entrate nel vostro segno, siate meno pesanti, meno permalosi, non state sempre a specificare che voi avete ragione e dovete dire sempre l'ultima parola, sorridete qualche volta, spettinatevi qualche volta e se già non lo state facendo, abbandonatevi alla vita qualche volta. Tanto lo state facendo ugualmente. Auguri ai leoni gatti strapazzati che si sta concludendo il loro mese, auguri alle bilance onnivore dei sensi che calma non è ancora il vostro periodo, auguri agli altri segni, beati voi. Ma dai auguri sbarellati pure a noi.

lunedì 12 agosto 2013

orgogli pregiudizi luoghi comuni

Se io dico che il mio cagnotto è un boxer con il muso allungato, tutti dicono che bello, che carino, che dolce, me lo fai accarezzare? Se dico che è un incrocio boxer e cane da caccia, mi rispondono che bello, che carino, che delizioso incrocione, me lo fai accarezzare? Se io dico che è un pitbull o quanto meno incrociato, molti mi guardano allarmati “ ommioddio è pericoloso, ma se mi avvicino morde?”. Eppure è lo stesso cagnotto adorabile di sempre. Non cambia lui, cambia il nome e con il nome lo sguardo delle persone. Se io dico che sono eterosessuale, magari ho la fede al dito, nessuno ha niente da ridire. Se io dico che sono sposato, ho due figli però ogni tanto vado anche a uomini, credo che al massimo qualcuno pensi “ognuno ha i suoi vizi”. Se io dico “sono omosessuale” ,indipendentemente che io vada o non vada a letto con qualcuno, lo sguardo diventa diverso. Eppure sono lo stesso adorabile ometto di sempre, non cambio io, cambiano le parole e lo sguardo delle persone. Se un ragazzotto o ragazzotta vivono in un paese in cui l'alcool non è un tabù, magari grandi feste fra amici e può succedere qualcos'altro, ma questo qualcos'altro non può avere un nome. Perchè comunque la colpa è dell'alcool. In romagna, in uno dei piccoli cimiteri di collina, una signora tutti i giorni veglia la tomba del figlio morto suicida vent'anni e passa fa. Era una ragazzino appena maggiorenne. Dice la madre che il figlio frequentava brutte compagnie che c'era la droga di mezzo. So che le litigate in casa erano notevoli, so anche che era un ragazzino che aveva voglia di viversi la sua vita e che la droga non c'entra nulla. Ma se lo dici rischi di essere denunciato. Per che cosa? Meglio farlo passare per drogato. Credo che di esempi ne abbiamo tutti a iosa. Tante persone e tante famiglie di queste persone utilizzano tutte le scappatoie e parole possibili - vizio, droga, confusione, curiosità, alcool, erotismo sfrenato, follia, genialità- pur di non dire questa fatidica e asociale parola: omosessuale. Che ora si usi il termine gay non fa tanta differenza. Ho anche sentito questa frase “non è omosessuale , solo un pochino masochista”. In un paese vicino a quello dove abito, due fratelli entrambi già sposati e separati, entrambi gay che magari colti sul fatto ti rispondono con la stessa frase “non è come pensi”. Io non penso nulla. Quando sono al bar e sfoderano la loro mascolinità di grandi amiconi tartassano in maniera brutale un ragazzetto meno estroverso, più cupo, gay dichiarato. Gli fanno i commenti, gli ridono dietro, fanno le battutacce. Una persona che muore è una perdita per tutti. Un ragazzo che muore suicida per le proprie paure e per le paure degli altri è lancinante. Di situazioni del genere ce ne sono tante e il dolore della famiglia a volte si mescola ad una totale ottusa incapacità di capire e di dire. Parlo per il passato e per questioni che conosco, non so nel presente. Il brutto che cresci e ti senti inadeguato, ma non perchè lo sei, però così ti fanno sentire le paure ancestrali tue e degli altri. Chiaro occorrerebbe già dalle scuole una educazione non solo alle sessualità, ma ai sentimenti, ma ne hanno tutti paura. Occorrerebbe il rispetto, ma non si va avanti con gli occorerebbe, basta sentire i deficienti da bar o certi in parlamento, quindi non trovo strano che qualcuno ogni tanto invochi delle leggi. Intanto cominciamo da quelle, sarebbe già un buon segno di voglia di cambiamento e un sancire definitivamente che davanti allo stato e alla legge siamo tutti uguali. Ho sempre detto che la parità effettiva sarà quando potrò dire di una persona che è intelligente o deficiente indipendentemente dal suo credo politico, dal colore della sua pelle o dalle sue scelte affettive e sessuali. Ecco scelte affettive. Conosco persone che stanno con persone del proprio sesso, un rapporto d'amore, eppure li presentano come “ un mio amico o una mia amica”. Non puoi dire il mio compagno o la mia compagna? Questa cosa mi fa imbestialire, è uno sputare sui sentimenti. La difficoltà è che quando si parla di omosessualità si intende solo il sesso, possibilmente da raccontare nelle forme più boccacesche possibili. Invece dietro ci sono dei sentimenti e delle persone. Se ragionassimo sui sentimenti e sulle persone sembrerebbe tutto più facile. Forse. Tempo fa a Crema ragazzi molto in gamba del Pd che organizzano incontri conferenze letterarie, avevano invitato Vattimo. Sul facebook dell'organizzatore uno dei suoi amici aveva scritto “Vattimo chi? Quello frocio?” poi commentini divertiti e ironici di altri, tutti giovanotti PD. Volevo scrivere qualcosa anch'io, ma sono anche stufo di fare il rompiballe e mi sono limitato a togliere l'amicizia. Nessuno si sognerebbe di dire “Cacciari chi? Quello etero?”. A tante persone di buon senso tutto sembra scontato, ma il buon senso non è più sufficiente dato che nulla è così scontato. Ci sono almeno due governatori di regioni italiane dichiaratamente gay e neanche troppo simpatici ( almeno a me) però penso: quanto devono avere faticato, quale prezzo hanno dovuto pagare per emergere, presentandosi così come sono, nel mare caotico e volgare della politica nostrana? Brutta parola “farsi accettare”. Ci sono certi gay televisivi che per farsi accettare o per avere un qualche piccolo potere sono diventati i cani da guardia, da fiuto e da pettegolezzi da ricatto di qualche potente. Brutta parola “farsi accettare”. Non è più tempo di buonsenso da parte , credo la maggioranza. Non è sufficiente. Tempo fa alcuni amici del PD mi dicevano che non si prendono voti con le battaglie civili, fortunatamente ora , anche un pochino credo merito mio, hanno cambiato idea. Eppure nel partito della destra continuano ad avere consensi con la difesa ad oltranza di un non difendibile. La parità della donna, siamo ancora lontani dall'esserci. E quel poco che si è ottenuto è perchè c'è stata una guerra che ha portato gli uomini al fronte e la donna lo doveva sostituire in tutti i campi, compreso guidare i tram a Milano. Poi c'è stata la battaglia per il voto. Molti non erano d'accordo, ma quella era una legge che bene o male ha sancito un inizio di parità. Non voglio fare l'omino che sta invecchiando e parlare dei propri ricordi, ma fra i tanti episodi che mi hanno colpito profondamente c'è questo che ora voglio raccontare. Anni fa io e Marco eravamo per uno spettacolo in Sardegna. Nord. Il tecnico era un ragazzetto del posto, molto in gamba e molto disponibile. Io poi ero appena stato al pronto soccorso per un feroce attacco di allergie con tanto di edema di quick. E questo tecnico, pur molto più giovane di me, mi ha praticamente fatto da padre. Sorridente, professionale, bravo. La notte poi, lui non era venuto a cena, io sospettavo alcune cose, ma erano solo mie supposizioni. La mattina il traghetto già in partenza, ci telefonano : durante la notte il ragazzo si era suicidato buttandosi dalla finestra della propria casa. Io non so cosa fosse scattato in lui, non so neanche se fosse omosessuale, non so niente. So che era un ragazzo di poco più di vent' anni, serio, allegro, intelligente, grande lavoratore. Non ptevo fermare la nave e ho lanciato al mare il mio saluto