domenica 15 maggio 2016

Variazioni di matrimoni sulle acque .

Acqua ci voleva perché inverno senza neve o pioggia, i fiumi praticamente in secca. Mi parlavano del lago di Iseo, grande bacino del fiume Oglio, ai minimi storici. Oggi l'Oglio, dopo le piogge di questi giorni, è una meraviglia non proprio in piena, ma poco ci manca. 

Avevo già fatto i sopralluoghi per la camminata in notturna del 18 giugno, ancora qualche diluvio come ieri e chissà se ci saranno ancora i sette isolotti sette in cui avevo previsto le mie azioni. Dopo anni di camminate
– primavera, estate, inverno, autunno- de “il respiro del fiume” in cui credo di avere dato fondo a tutto il mio universo conoscibile e inconoscibile, a volte con attori, a volte senza, a volte passaggi stupendi, a volte scazzati, avevo voglia di cambiare registro. Rimane il fiume , rimane la notte, rimane il bosco e rimango io , però basta sofferenza degli animi, basta Gilgamesh o Eva nascente, basta immagini meravigliose, basta i miei attori fantasmini che ci accompagnavano nel viaggio, basta io ormai vecchio conduttore viaggiatore. 

Il bicchierino di grappa che ho sempre offerto prima delle partenze , rimane e anche i dolcetti, le caramelle, i cioccolatini e la frutta lungo il percorso, anche questi rimarranno. Questa
nostra epoca
ormai del totale disincanto, dei razzismi, del fanculismo, allora per una sera fanculisti anche noi e i nostri pensieri. Facciamo festa. Chiaro, a modo mio, sempre un pochino teatrale, scanzonati e soprattutto irriverenti. E poi se come al solito, ci sarà qualcuno che ha voglia di perdersi, che si perda e non fermerò il gruppo per andarlo a cercare. Si spera che il 18 giugno l'acqua cali un pochino, perché tutto deve essere in acqua. Io sarò il camminante conduttore officiante dei matrimoni che verranno celebrati, in sette posti in mezzo al fiume. Sarò anche l'unico che non potrà essere sposato, magari baciato perché no, magari dopo perché no, ma per tutta la camminata sarò l'integerrimo e irriverente omino officiante.  

Forse mi sono un po' incasinato, allora ricomincio. Quest'anno la nostra camminata chiamata “il respiro del fiume” che di solito apre il nostro festival “Odissea”, si chiamerà : “variazioni di matrimoni sulle acque”. Sarà un gioco teatrale in cui tutti saranno attori. Durante il percorso che - diluvi permettendo- sarà principalmente in acqua, ci saranno sette soste o stazioni . Ad ognuna di queste soste verrà celebrato un rito di nozze. Il celebrante (laicissimo) sarò io.
Gli sposi, i testimoni, gli invitati saranno i partecipanti. Tutto verrà fatto seriamente. Gli invitati prepareranno i fuochi, il celebrante aspetterà e dalle acque arriveranno gli sposi con
i rispettivi testimoni. Ci sarà la formula di rito compreso “se qualcuno deve dire qualcosa contro questo matrimonio, lo dica adesso o taccia per sempre”, salvo poi la decisione finale al celebrante. Lancio di fiori alle acque, qualche dolcetto, abbracci vari e via , sempre in acqua, per l'altro rito. 

 Parlo di rito, non di matrimonio, perché siamo aperti a qualsiasi tipo di aspettativa e di fantasia. Un ragazzo mi dice “io vengo perché vorrei sposarmi seriamente con il mio compagno” va bene. “però poi vorrei sposarmi
anche con la mia amica”. Va bene. C'è la giovane signora che dice “mi sono stancata di essere sempre per bene, voglio venire, trovarmi sette marcantoni e sposarmeli tutti”. Va bene. C'è la giovanissima signora che dice “ fortuna che quella sera mio marito è già impegnato,
ci sarò”. Va bene. C'è il ragazzino che dice “ me ne frega niente uomini o donne, purché siano tanti”. Va bene. 

Quello che sarà non lo dico ora, anticipo solo alcune cose. Come per esempio che ad ogni sposalizio, ognuno degli sposi dovrà bruciare al fuoco nel frattempo preparato degli invitati, qualche cosa del proprio vestiario. Per cui se uno intende sposarsi tante volte gli conviene avere tanti vestiti, altrimenti rimane in mutande. O se esagerato, anche senza. All'inizio dedicheremo un po' di tempo alla suddivisione delle parti , chi fa cosa, tenendo presente che tutti dovranno sposarsi almeno una volta. Se poi nel giro “ehi tè, o ehi voi, mi vuoi, mi volete, sposare? non si risolverà nulla, interverrà

la guida cerimoniere (io) e la fantasia per creare accoppiamenti non mi manca. Le soste saranno sette, poi a seconda dei partecipanti, si vedrà quanti riusciamo a sposare di volta in volta. Verrà istituito anche un registro che finito tutto, verrà bruciato. L'unico che non potrà essere sposato è il cerimoniere che sarà sempre quello. Se poi ne vale la pena e qualcuno mi vuole sposare dopo, va bene. Tutto il percorso sarà, per quello che
possibile, in acqua e controcorrente. Il percorso finale - casomai a qualcuno gli si siano bollentati gli spiriti, glieli sbollentiamo- saranno una cinquantina di metri dentro un canalone, con l'acqua assicuro fresca, che arriva alla cintola ( a me arriva al petto) .
 

Dopo con le cose che ognuno ha portato da mangiare, non abbuffata ognuno per i fatti propri, ma cena di nozze e libagioni. Le regole e il posto preciso li comunicherò ai partecipanti, non si paga nulla, solo un sorriso, una stretta di mano, un abbraccio.
Personalmente sono stufo degli abbracci convenzionali che ultimamente stanno girando, se qualcuno vuole abbracciarmi che mi abbracci. Dimenticavo, non sono previsti accoppiamenti al di fuori di quelli del gioco. Certo che per una notte, dovere sposare tanta gente e tè niente, speriamo che dopo non mi venga il nervoso. Minimo venti persone, massimo cinquanta.

Per prenotare direttamente a me.
Mai piaciuto Max Pezzali, ma in questo momento mi sto cantando “ sei un mito per me”.

domenica 1 maggio 2016

la sindrome della vita di merda

Primo maggio, festa dei lavoratori, fuori piove, molti supermercati saranno aperti. Il lavoro ormai una bufala per tanti, meglio spendere soldi per la mobilità che creare nuovi effettivi posti. Quando,anni fa , mi ero trasferito in Lombardia, io che arrivavo dalla Emilia Romagna, ero scandalizzato per il fatto che in questi piccoli paesi il sindacato praticamente non esistesse. Parlavo con le persone che lavoravano nell'edilizia, nei campi, nelle fabbriche e mi sembrava tutto un far west, ora questo far west sembra ormai generalizzato. 

I fascismi stanno invadendo in maniera neanche troppo strisciante come un'onda di petrolio fuoriuscito che intacca e distrugge tutto. La paura dell'altro, del diverso, la paura di tutto che stanno continuando a creare strumentalizzazioni, fobie, rancori . Poi non importa come uno vive, quanto guadagna e chi frequenta, l'importante sono i sacrifici per gli altri, l'importante sono le regole bigotte per gli altri. L'importante sono i bastoni e le carote per gli altri. L'importante è lamentarsi, infuriarsi, lasciare il proprio pensiero sui social e poi affogarsi in un qualche pranzo con piatti ben fotografati altro che quelli di master chef.
C'è in giro una solitudine che fa paura, una impossibilità e un compiacimento a volte, altrettanto da paura. Non credo fosse questo il mondo che i giovanotti e le giovanotte del dopoguerra immaginavano per i loro figli e per i figli dei loro figli. La solitudine, la disperazione, incancreniscono il cuore in maniera reale e metaforica. Un cane lasciato solo, legato ad una catena, o si deprime fine a morirne o diventa rabbioso pronto ad essere utilizzato come arma da guerra da chi gli da un pezzo di pane. 

In realtà volevo parlare di altre cose. Come dei miei ragazzi, quelli del laboratorio intendo, perché altri non ne ho. Sono pochi, sei in tutto, tre maschi e tre femmine. Ma sono belli. Si forse anche fisicamente, non so, non mi è mai interessata la bellezza esterna, sono belli , punto. Hanno una inquietudine, un candore, una intelligenza, un cuore grande in cui anch'io mi ci riconosco. Da qualche anno sono in crisi con i laboratori, molti partecipanti potrebbero essere miei figli , alcuni anche miei nipoti. Così pochi, posso seguirli meglio e meglio posso captare quelle scariche di elettricità che ogni persona emana. Una volta al mese facciamo una sorta di maratona di lavoro, ieri ne avevo quattro. Uno dice fai tanti chilometri per quattro persone? Si, ne vale la pena. Credo di riuscire a comunicare e a dare, un po' di tecnica, un po' di cuore, un po' di chiacchiere. Ugualmente tanto ricevo. E questo è non bello, è di più. 

In queste ultime settimane mi sono rinchiuso a scrivere. Non le cosettine veloci del blog. Volevo scrivere uno spettacolo per me. Ho chiesto a Marco se mi faceva la regia, mi ha risposto non esiste. Ma lo farò. Il testo mi piace tanto, devo lasciarlo decantare un attimo e a settembre inizierò con le prove. Ho scritto anche un altro testo, pure questo mi piace tanto, uno spettacolo che farà Marco. Regia mia,chiaro. Inizieremo fra poco le prove e lo presenteremo in anteprima di lavoro – work in progress , questa estate. Non è male mettersi a scrivere un pochino seriamente. Per sé, per chi ha voglia di leggerti. Questi due testi li chiamo piccoli romanzi, magari mi metto a scrivere altri piccoli romanzi e poi li metto assieme. 

E' un periodo lungo in cui mi sono isolato un po' troppo, un po' per malessere personale, un po' sociale. Malessere però che ormai si è insinuato fin dentro le ossa, un po' per scrivere, un po' per compiangermi, un po' per paura della vita, un po' per stare assieme al mio cane. Va bene volere bene agli animali, ma ributtare sul proprio cane tutto il proprio bisogno di affetto, forse qualcosa non va. E il cane ne approfitta, così quando qualcosa non gli va bene, tipo non decidere lui dove andare, inizia a fare capricci. Esattamente come un bambino viziato. E' difficile accettare l'idea che sei solo, nel senso che non hai più nessuno della tua famiglia. E' difficile accettare anche l'idea che invecchi e poi magari rincretinisci completamente. Come se non lo fossi già abbastanza. Fortuna che rido sempre come un cretino. Poi ti dici, è così , è la tua vita, alza il culo e smetti di martellarti i maroni. 

La mattina mi alzo prestissimo per portare in giro il cane.
Lui magari dormirebbe ancora, ma mi piace, nessuno in giro e vedere l'alba che avanza. E' sempre una emozione fortissima. E ti senti forte, impavido guerriero pronto a fronteggiare qualsiasi mulino a vento ti si piazzi davanti. E ti senti fortunato, ancora un giorno, magari difficoltoso, ma è ancora un
altro giorno. In questi giorni, qua dove abito c'è sempre traffico per cui non posso lasciare tanto libero il cane specie se in giro ci sono altri cani o lepri che corrono. Stamattina dico, lo porto nei campi, vada dove vuole, abbia la possibilità di sfogare l'eccessiva adrenalina( che al guinzaglio, fin da piccolo sembra sempre un cane depresso). Sto per slegare il cane , vedo in mezzo ai campi un signore completamente immobile, lo sguardo perso nel vuoto, con in mano un ombrello verde aperto. Conosco il signore, credo che a tutti sia dovuto qualche attimo di smarrimento e in maniera vigliacca, mi sono preso il mio cane e sono fuggito. Poi mi sentivo in colpa e sono ritornato indietro e il signore ormai ripresosi, mi chiedeva allarmato se il mio cane fosse pericoloso. Cretino lo vedi tutti i giorni, ti ha mai sbranato? Era più simpatico quando faceva quello perso nel vuoto.

 Come tanti della mia età, anch'io spesso mi lamento della mancanza di un amore. E' che ho un gran casino in casa e mi farebbe comodo se ogni tanto qualcuno mi portasse in giro il cane così potrei fare tranquillamente le pulizie. Sempre in questi giorni, fra depressioni, solitudine, smaronamenti vari,mi sento orgoglioso di me. Cosa ci sarà da essere orgoliosi, vallo a sapere, ma sono orgoglioso. Oggi qua , visita al castello. Va bene visita al castello, ma che la gente si infili sulle scale di casa mia , per vedere chissà cosa, mi sembra eccessivo. Prima sento gridare “signore, signore” - “dica” - “ che bel giardino che ha” . “ma va a cagare”. Un ragazzo del corso dice a sua madre “mi piacerebbe tanto diventare padre, vorrei essere padre”. La madre gli ha risposto “ ma se non sai neanche dar da mangiare al tuo cane”. Che vita di merda

venerdì 26 febbraio 2016

Tè, vuoi fare una unione civile con me?

Se devo pensare all'Italia, mi viene da pensare ad un ristorante, di quelli da lusso, costosissimi, 10 stelle se esistono. Ci sono alcuni che entrano e hanno i posti migliori. Non solo non pagano, ma vengono pagati per avere questi posti. Mangiano come dei maiali e fra sonnellini, rutti e scoregge, deridono quegli altri che pagano e addirittura stabiliscono le loro portate. Poi ci sono quelli che pagano tantissimo, ma almeno mangiano, spesso gli avanzi , ma mangiano. In ogni caso hanno pagato tantissimo. Infine un'altra categoria di persone che pagano tantissimo, quanto gli altri, ma vengono derisi, messi in angolo e a loro non vengono dati gli avanzi, ma il mangiare dei cani. Questa l'Italia come la vedo io. 

Non me ne frega niente di matrimoni, per me già una convivenza sarebbe qualcosa di eccessivo. Però non sopporto più gli insulti e le mediazioni al ribasso, come se le persone fossero ossa marce da buttare. Mi sarebbe piaciuto che Renzi e il suo partito che una volta era anche il mio, avesse detto: “no gente qua non si media nulla, cada il governo, ma i diritti delle persone sono fondamentali”. Così non è stato.
Non sopporto più gli Alfano Giovanardi Formigoni di turno e amici vari che stanno al governo con lo zero per cento di voti e si permettono , non dico di formulare una opinione, legittima anche se non condivisibile, ma di offendere appellandosi sempre ad un Dio e ad una naturalità inventata. A volte mi viene da pensare, ma se esiste un Dio, quello cui loro si appellano, per legittimare le loro cazzate e il loro nulla, per favore, quel Dio, fatti vivo, manda loro un fulmine e
inceneriscigli il cervello. Temo si incenerisca il fulmine. 

 In questi giorni sono stato male, fisicamente, con gastroscopia così disastrata da sembrare un campo di guerra. Il crollo, tutte le mie questioni non risolte, e salta su un governatore della Lombardia che dice: “va bene i buoni per i bambini, ma non quelli adottati”. Ho visto una mia amica, adottata , un figlio adottato, piangere. La gente non si rende conto di quanto può fare male? Mi ha chiesto questa amica “ ma tu sei stato voluto bene?” - “si”, ho risposto. E lei, prima del pianto, ha sussurrato: “io no”. Tu che nasci, buttato via, a volte raccolto, voluto bene magari, ma mai figlio, ma come un figlio. Tu che cresci, hai speranze, hai aspettative, hai intelligenza, hai talento. E' tanto bravo anche se gay. Fanculo. Dicevo che non amo il matrimonio, ma facciamo finta che lo ami ( oddio anche il matrimonio è maschio), ci fosse il matrimonio, mi metterei il mio abito buono , una gardenia all'occhiello e magari andrei al paese delle mie origini.
Qui ho un amico cui sono affezionato ( non è gay e poi motivi religiosi ha scelto l'astinenza) lo stimo molto. Andrei in questo paese delle colline , magari accompagnato da un coro di mariachi e quando tutti escono dalla messa , in ginocchio mi rivolgerei a questo mio amico ( di sottofondo la musica dei mariachi) : “ mi vuoi sposare?”. Penso ci sarebbe un fuggi fuggi generale
e questo mio amico mi massacrerebbe di botte. Però avrei detto la fatidica frase secondo gli stereotipi zuccherosi “mi vuoi sposare?” . Così con questa legge , al massimo posso prenderlo per un braccio, accantonarlo in angolo e dirgli timidamente “ ehi tè, vuoi fare una unione civile con me? No non ti preoccupare, bambini non ne possiamo adottare. No non ti preoccupare, non dobbiamo neanche essere fedeli”. Questo mio amico non saprebbe se mettersi a ridere o mettersi a piangere, poi mi direbbe in dialetto “ Enzo piantala di fare il patacca” - “non sto facendo il patacca” e allora mi allungherebbe un calcio nel culo.

Io il calcio nel culo lo vorrei dare a tutti quegli ipocriti che nel corso degli anni hanno rovinato la vita a troppe persone. Fra non molto ci sarà anche la sollevazione degli etero sposati dato che loro con il matrimonio dovrebbero essere fedeli. Da un po' di tempo circola sui social una frase “ si, difendo i diritti dei gay. No io non sono gay”. Per me uguaglianza è quando anch'io potrò dire “ si difendo il diritto degli etero, no non sono etero”. Oppure “ si, difendo i diritti di tutti. No non sono tutti”. Comunque uno stralcio di legge sembra ci sarà, è comunque un varco. Difficoltoso, perché per molto tempo un frocio rimarrà sempre frocio e una lesbica sempre lesbica. 

 

Possibile non si debba essere persone? La gente non va a fighe o a cazzi o a culi, anche se così si usa dire, la gente va a persone. In questo momento alla radio stanno parlando di giardini-boschi verticali. Non voglio un bosco verticale, voglio un bosco vero. In ogni caso : “ehi tè, vuoi fare una unione civile con me?”. Andata male anche questa volta.

lunedì 1 febbraio 2016

l'euforia, la depressione, lo smaronamento e la rabbia

Stati di euforia, pochi. Stati di depressione, pochi. Stati di smaronamento, qualcuno. Di nervosismo, tanti. Purtroppo ne risente il cane che ,come ieri sera, dopo due giorni di cagate da family day, si è sentito abbandonato, senza famiglia e dopo mangiato è andato a stravaccarsi sul mio letto. Appiccicato come una ventosa. I suoi 34 chili sono diventati 90 e non c'è stato verso di spostarlo. Quando anche per me è arrivato il momento di andare a letto, ho cercato di infilarmi sotto le lenzuola cercando di creare un tunnel sotto di lui. Mi sono svegliato con male dappertutto e ancora il cane sopra di me. Un signore a Cesena, uno che odia gli animali che per lui sarebbero tutti da ammazzare, mi dice inorridito :“tu la tua bestia la tieni bene, ma sai che ci sono persone che fanno andare il cane sul letto?”. Io ho fatto quello stupito e ho risposto : “naaa, non ci posso credere”. Non gli ho detto che io con “la mia bestia”, ci divido anche il divano. 

Certo che di cagate pericolose al family day se ne sono dette parecchie.
Ci sono quelli che sparano cazzate perché bisogna esserci e certi voti alle elezioni fanno comodo, ma dilungarsi su di loro è come sparare sulla croce rossa. Ci sono i pretini e le suorine che cartelli in mano cantano e ballano e ti chiedi cosa abbiano bevuto, ci sono quelli presi di peso e messi su di un pullman e ci sono quelli proprio esaltati di brutto. Con un rancore e una cattiveria in corpo, reali e non solo a fini elettorali. Certo che non va bene la famiglia allargata, la famiglia che vogliono loro è quella con la donna senza nessun diritto, ma in casa a fare la schiava/coniglia del proprio marito. Di tutto questo circo che emana odio, razzismo, intransigenza,intolleranza, nazismo, mi hanno colpito due cose : il capo, quello rancoroso bresciano, quello con i sei figli adottati che dice che il sesso non deve servire al piacere, ma solo alla procreazione. 

Neanche l'avesse detta Ruini che d'altra parte, con l'arroganza
usuale, afferma : “ se togliamo questo, se togliamo quello, potremmo anche trattare”. Allo stato italiano. Che poi si postino preti che vanno a bambini o a puttane, maschi o femmine che siano, politici che vanno a trans, foto di vecchie soubrette ora parlamentari, che poi si pubblichino lettere indirizzate al figlio gay di personaggio onnipresente, no questo non mi piace. Il problema reale, per me, è che questi personaggi non valgono nulla, sono nulla, credono che viviamo tutti nel mondo dello spettacolo ( come lo intendono loro, perché il mondo dello “spettacolo”, come lo intendo io, è una cosa seria) e basta apparire, sbraitare per aumentare il proprio senso di onnipotenza . E la gente li va a votare, loro e il loro nulla. Sono rancoroso anch'io in questi giorni e non sopporto più questi discorsi sui diritti naturali. Inizino a studiare un pochino e capiranno di quanto poco naturale e divino c'è nella nostra società. Gli integralismi non sono un diritto naturale. Andare a menare dei profughi, incendiare dei campi rom, fomentare il razzismo, decidere l'odio nel nome di un Dio, no,non mi sembra molto naturale.

Dio, patria e famiglia.
Nelle mie ricerche di fino a qualche mese fa, mi sono imbattuto in elenchi, in libri, in racconti, in ricordi di racconti, in strade percorse da fascisti e tedeschi, in cittadelle fasciste, in borghi partigiani, in donne belle e generose, in donne fasciste aggressive e arroganti , più e quanto i loro mariti fascisti. Quando ero piccolo pensavo che questi tempi e queste intransigenze e questo sonno della mente non sarebbero più tornati . Pensavo che la famiglia dovesse essere la società intera e che i cardini dovessero essere il rispetto, l'affetto la solidarietà e ancora il rispetto. C'è una parte cattolica, più francescana che gesuita, più da strada e da fabbriche di operai che non di palazzi , gente in gamba che stimo e ammiro, anche se io non sono propriamente credente. Ho diversi amici che appartengono a questo mondo. Quando anni fa era venuto da noi Don Gallo, c'era da perdersi dietro la sua umanità. C'è anche un mondo di uomini e donne che ha deciso di non vivere la propria sessualità. Non capisco, ma rispetto. Peccato che in una discussione con un amico mi ero alterato e gli avevo detto “cos'è Dio ti impedisce di amare o di aprirti al mondo o la tua scelta è solo paura ?” Poi mi sono vergognato di queste parole e non ho avuto la possibilità di chiedere scusa.

La vita è faticosa a volte, a volte i percorsi sono dolorosi, a volte ti muoiono le persone care, a volte nasci , sei buttato da qualcuno e qualche volta raccolto da qualcun altro. A volte ti senti terribilmente solo e magari avresti bisogno anche tu di qualcuno vicino, oltre il tuo cane, che ti tenga per mano e ti voglia bene e finalmente sentirti acquietato, anche tu famiglia. E allora si , fanculo, ipocriti arroganti del family day.

lunedì 11 gennaio 2016

siccome sono astemio




Stasera per festeggiare il compleanno del mio amico Sergio di Faver che però ora abita da un'altra parte, mi sono bevuto un bicchiere di vino rosso, poi gli ho telefonato e: “ho brindato al tuo compleanno”. Siccome sono astemio , per me un bicchiere di vino rosso diluito peraltro con acqua, ha l'effetto di una bottiglia intera per un qualsiasi essere normale. E ho iniziato a ridere e a sparare cazzate. Fortuna che Sergio mi conosce e ha iniziato a ridere pure lui. 
Ieri sera, invece, ad una cena da amici, ho cercato di controllarmi e di bicchieri ne ho bevuto solo un quarto, però l'effetto stupidaggini e risarola è partito lo stesso. E non tutti mi conoscevano. Sto iniziando ad uscire dal guscio ed è piacevole rapportarsi di nuovo con le persone e non solo con la natura e il proprio cane. Infatti fra due settimane ho un'altra cena , che è il nostro capodanno laico, dalla mia amica Lella e li fortuna mi conoscono tutti. 
Sarà che avevo voglia di uscire dal guscio, sarà che avevo voglia di stare bene, ma ieri sera sono stato proprio bene. Begli amici , bella casa, clima sereno. In più un donnone adorabile che non conoscevo con cui ho fatto subito amicizia e che ad ogni battuta mi dava una manata sulle spalle. Tutto era perfetto, fortuna conosco i miei amici e so che dietro la perfezione c'è una inquietudine profonda che mi affascina. Si respirava quel bel clima che io chiamo di libertà, compresi i gatti che con discrezione passeggiavano su travi al soffitto, o sopra l'acquario dei pesci. Compreso il gatto più piccolo che ogni tanto si intrufolava su di una sedia e allungava la zampa sul tavolo con la speranza di arruffare qualcosa. 

Ho continuato a ridere anche in macchina perché salutandoci , la bella signora, ormai irrimediabilmente mia amica, mi ha preso a braccetto e ha sussurrato : “abbiamo mangiato troppo”, si in effetti aveva mangiato un pochino. Quelle persone che incontri e subito pensi : “io e te siamo amici”. In questi giorni in giro con il cane mi rivedo davanti tanti volti , tante frasi, tante persone. Da Fernanda Pivano che a tavola e a proposito della beat generation :”amici amici, io volevo essere scopata, altro che amici” e poi innamorata aveva guardato Marco e : “vuoi sposarmi?”. Oppure Busi che a metà conferenza e con grande sorriso si rivolge agli uomini del pubblico e : “uomini, non disperate se non vi tira più il pisello, avete sempre il culo”. Ma anche il mitico Raiz, profondamente umano e in quel periodo in crisi mistica o la gentilissima inavvicinabile Paola Turci. 
Potrei scrivere un libro su tutti questi incontri, ma anche con le persone del nostro pubblico. Non c'è mai stata differenza , per me, fra l'artista e la persona del pubblico. Amo perdutamente l'essere umano ( oltre la natura e il mio cane). E in questi giorni pensavo che questo periodo di pausa mi ci voleva. Dopo una vita a correre, stare per un periodo così senza fare nulla e come tira il vento, non è male. Ti fa avere di nuovo voglia di vita, ti fa riinnamorare del tuo lavoro , ti fa riscoprire le utopie, i sogni e i desideri da cui sei partito e sai che è ancora questo che vuoi. Che non è uno spettacolo o una rassegna. Ma un progetto di vita. 
Oggi al supermercato , un giovanottino che lavora li- qualche anno fa ci avevo fatto amicizia perché non ricordo cosa era successo, ma ad un certo punto gli avevo detto : “Ragazzino hai intenzione di rompere i coglioni a me?” e lui aveva iniziato a ridere e stava cadendo per terra. Da allora questo giovanottino tutte le volte che mi vedeva e di nascosto dai capi , quando poteva, mi parlava della sua vita, della sua morosa, dei suoi viaggi- oggi questo giovanottino , ha abbandonato il carrello e mi è corso incontro : “ Enzo mi sono licenziato, fra qualche giorno parto per Londra, qui non ho nessuna altra possibilità che continuare con questo lavoro, che peraltro per loro sono già vecchio”. Da una parte la tristezza , dall'altra mi sono commosso. Le persone hanno voglia di parlare e di sentire un po' di calore . Amo questa Lombardia in cui abito, dove la gente sembra chiusa, ma basta un sorriso e subito si aprono. In questi giorni ho anche risolto il mio dilemma “ restare qua o tornarmene sulle mie colline romagnole”. Perché scegliere, sto bene qua , sto bene la ( in realtà starei bene anche in Trentino e in tante altre parti) . Perché scegliere, finché posso continuerò ad essere il nomade che sono sempre stato. Ieri sera un''altra cosa che mi ha commosso: due ragazzi/i innamorati e per un attimo delicatamente abbracciati. Si dai alla faccia dei tanti perversi ipocriti parolai, la vita è proprio bella.

sabato 26 dicembre 2015

con un fiore rubato nei campi per spazzare le idiozie

Dai, natale terminato, pure santo Stefano, poi sta cosa dell'ultimo dell'anno, la befana e finalmente basta feste. 
Leggevo i costi di un cenone in uno dei ristoranti, quelli dei cuochi fighetti, porca miseria. Non mi scandalizza che ci siano persone disposte a spendere anche più di mille euro, si dice che l'economia deve girare, che giri. Mi scandalizza il fatto che quella notte, come tante altre notti, ci sia in giro per il mondo gente che neanche ha la possibilità di un pezzo di pane. 
Natale terminato, non è un gran problema. Mio padre odiava il natale, da sempre. Non questioni ideologiche, proprio lo odiava, se non accettarlo grazie alle abbuffate romagnole di cappelletti, tortelloni, paste al forno, galline faraone farcite, E questa cosa credo me l'abbia trasmessa. In casa nostra, grazie al cielo, il presepe non si è mai fatto, solo l'albero di natale. Anni 50 in giro la miseria era cosa mica da ridere. Avere un alberino con gli uccellini e le palline di vetro, i mandarini e le arance e un pochino di cioccolato neanche troppo, sembrava un lusso esagerato. Qua in Romagna, adesso non so, non era importante il Natale, Santa Lucia chi?, era importante la befana. Coerenza laica. 
Anni 50 si era molto poveri in tanti, peccato che molti oggi se ne siano dimenticati o se ne vergognino, era difficile avere anche dei regali. Io ne ho sempre avuti, tanti e costosi. Ma c'era qualcosa che non quadrava. A mezzanotte mia madre accendeva le luci “è arrivata la befana” e mio padre alla vista di questi regali diventava furioso come una bestia. Perchè, ho realizzato in questi anni, probabilmente quei regali arrivavano da un'altra parte. E non ci ho mai giocato, perché appena li guardavo mi venivano in mente le litigate di mio padre. Però facevo giocare i miei amici, loro ci giocavano, leggevano i giornalini, intere collezioni di “Topolino”. Da allora qualsiasi regalo mi venga fatto , mi mette terribilmente a disagio. I regali che amo ricevere sono un fiore rubato nei campi, un pensiero scritto a mano, un sorriso. 
Che a proposito di regali che arrivavano da un'altra parte, questo signore un giorno mi era stato presentato e poi l'invito dei miei a non farsi più vedere. In questi giorni mi sento un pochino in colpa, assurdo lo so, per i miei. Loro si sono sempre voluti bene, amore a prima vista, matrimonio nel giro di un mese, mia madre quando era morto mio padre , era crollata. Però litigavano in continuazione e sempre ero io il motivo. Però porca miseria non ci si può sentire in colpa per essere nati. Questa cosa quasi di colpa per essere nati, la sto percependo in diverse persone. Non si può buttare la propria vita perché allora un po' di cosine erano andate storte. O perché semplicemente la vita ti è stata storta.

 Però dai miei ho imparato tanto e me ne accorgo ora. Anni 50, si era in tanti molto poveri. Noi compresi. Ma la nostra casa è sempre stata aperta. Una cucina, un gabinetto e una camera da letto. Eppure tutti i parenti che dalle campagne arrivavano in città, anche persone in difficoltà , a casa nostra hanno sempre trovato un letto in cui dormire o un piatto in cui mangiare. C'è una cosa che ancora mi commuove: una ragazza del paese di mia madre, era rimasta incinta senza che si sapesse chi fosse il padre. I suoi genitori l' avevano buttata fuori casa e i miei, in quel periodo entrambi senza lavoro, l'avevano ospitata finché la bambina non è nata. Ora questa ragazza incinta di allora, è una signora di ottanta anni, cui sono affezionato e cui spesso telefono per darle un saluto. Anch'io fino a qualche anno fa avevo questa mentalità delle porte aperte, poi vabbè tante cose e mi sono chiuso. Adesso ho voglia ancora di dire ai miei amici, quando volete la mia casa è aperta e se avete fame si mangia quello che c'è. Viviamo nelle nostre casettine, nei nostri giardinini, nelle nostre macchinine e abbiamo paura persino della nostra ombra. E non è questione di Lega o di destra quella brutta. E' un pensiero strisciante che sta annebbiando le menti. Questa cosa che arrivano gli stranieri, ti tolgono il crocefisso, il presepe, minano le tue radici è un mantra che non riesco più a sopportare. L'Italia non doveva essere un paese laico? 
 Sono poi arrivati gli anni 60 e 70. Il boom, le case a schiera, i condomini, le automobili e i meridionali chiamati terroni. Fortunatamente siamo usciti da quella miseria e la paura di tutto ha iniziato ad avvelenare le menti. Ho voluto passare anche quest'anno il natale da solo, io e il mio cane. Gli ultimi dieci anni, i miei erano ammalati, spesso in ospedale e io mi ritrovavo qua da solo. Non è mai stato un problema. Anche l'ultimo dell'anno. Ho ricevuto diversi inviti : “non stare solo”- “desidero stare da solo”, non ho angosce, ho l'animo sereno. In questi giorni a Cesena sto vivendo come un sessantenne che va in giro con il cane, un salto al giorno per andare a salutare i parenti e in giro ci sono tanti padroni di cani che hanno spesso voglia di parlare. Ho degli amici su nel paese dei miei, ma sono praticanti oltre misura, (magari uno non ci crede, ma esistono anche i cattolici moderati) e dovere andare lassù, alla messa, per poterli vedere e salutare, mi sembra un pochino eccessivo. 
Ad un amico che avevo aspettato al freddo e che mi aveva detto “potevi anche entrare , cos'è la messa ti fa male?”, avevo risposto “non mi hanno fatto entrare”. Subito lui si è inalberato :”chi non ti ha fatto entrare?” e io “ le mie anime irrequiete”. Tramortito.
 Ho sognato un uomo, elegante con la faccia oscurata, come certe finte interviste televisive, un uomo che nonostante la faccia oscurata sembrava molto serio e mi dice : “è inutile che vieni a cercare, stai perdendo il tuo tempo. Sono tuo fratello, ma sono già morto” . Proprio a natale me lo dovevi venire a dire? Forse sta semplicemente a significare “ ritorna a vivere Enzo, non sprecare gli anni pochi o tanti che ancora hai da vivere”. E questo è l'augurio che voglio fare io : “dai giovanotte/i, massimo cent'anni e saremo tutti morti, non sprechiamo quei 90 anni che ancora ci rimangono”. Con un fiore rubato nei campi e al mio cane, un sorriso e un augurio di spazzare le idiozie che annebbiano il cervello, ciao.

giovedì 10 dicembre 2015

certe mattine l'ululare dei cani in lontananza


Ci sono certe notti, ma ci sono anche certe mattine. Con la nebbia fittissima e i cani in lontananza che ululano. E certe mattine, alla buon'ora, girare con il cane che ancora non ci si vede nulla, ti viene da pensare “ ma perché non sono rimasto a letto?”. Ogni rumore ti ritrovi impregnato oltre che dalla nebbia, da quel sudore strano che si chiama paura. Ma le paure vanno affrontate, così mi hanno sempre insegnato, e allora vai avanti e ti senti persino un pochino eroe. Poi la paura passa e la testa comincia ad andare , altro che navigare. Pensi ai tuoi amici , alle persone care che non ci sono più, alle cose non risolte della tua vita, poi dici basta botte sui maroni e pensi alla tua casa ideale, al tuo amore ideale, alle tue economie ideali, alla tua vita ideale. Poi fortuna ci si comincia a vedere, si deve ritornare a casa e i fantasmi vanno a ripiegarsi nel cassettino del cervello. E comincia la vita reale, da farti rimpiangere la camminata delle sei di mattina. In questi giorni che penso meno al teatro, mi sto accorgendo di realtà che conoscevo solo per sentito dire. Come gente che ha perso tutto e vive in un garage, come case famiglia per ragazzi problematici, come gente che va a rovistare nei rifiuti per poi rivendere quello che può. Come persone che dedicano il loro tempo, i loro soldi e la loro casa per potere dare un aiuto. Ieri in giro con una amica e tutti questi mondi mi sono saltati addosso in maniera violenta, da farmi stare male. E pensi ai tanti populismi della politica, pensi a chi cerca di cavalcare e di fomentare le paure. Pensi alla marea di esseri umani che scappano dalla miseria e dalle guerre, 700 bambini morti in mare dall'inizio dell'anno, pensi ai terrorismi e a chi si vuole impossessare di un dio, di un simbolo solo ed esclusivamente per il proprio potere. Pensi alle tante cazzate che quotidianamente ti bombardano il cervello e pensi purtroppo anche a quelli che ci credono a queste cazzate. E allora ti rifugi nella tua casa ideale, cerchi di entrare dentro il cervello del tuo amore ideale per potergli dire, come in un film americano: “ciao, come stai?”.E magari ti risponde e senti un urlo“cavolo vuoi da me?”. Mi viene in mente, aldilà della frase di quel cretino omofobo, misogino, intollerante – a proposito delle madri “surrogate” - “che gli possa scoppiare l'utero”. Ipocrisia di merda. Mi viene in mente che a un bambino che nasce non importa nulla del colore della pelle, della professione, delle ricchezze, degli orientamenti sessuali, politici o religiosi dell'uomo o della donna che lo accudiscono e lo amano.
Ha solo bisogno di essere accudito, amato e accompagnato per mano lungo quel percorso chiamato vita. Mi viene anche in mente che ad una persona anziana, ammalata e in preda alle dimenticanze non importa nulla se il figlio o la figlia, abbiano un colore di pelle, una professione, un credo religioso o politico,un orientamento sessuale piuttosto che un altro. Ha solo bisogno di avere qualcuno vicino che gli voglia bene e che lo tenga per mano per essere accompagnato verso quel tragitto chiamato del non ritorno. Tutto il resto sono sciocchezze. Mi viene anche in mente che le persone tutte, nascono e avrebbero il diritto di essere felici, avere un lavoro, una casa, qualcosa da mangiare e qualcuno da amare, la possibilità di un pensiero proprio, indipendentemente da tutto. Il resto sono solo sciocchezze, intolleranze, razzismi e idiozia. Un amico mi raccontava che stava parlando con due colleghi che non sapevano nulla dei sentinelli in piedi. Questo amico ha detto loro che si trattava di esaltati omofobi intolleranti pseudo cattolici. Non si era accorto che un altro collega li ascoltava, poi ha
iniziato ad inveire , era un sentinello in piedi, e stava per menarlo.
In questo momento in cui scrivo è sera, la nebbia già potentissima, fra poco l'ultimo giretto con Peter e poi finalmente i fantasmi del sonno potranno liberarsi e chissà che ti mostrino il varco per potere attraversare questa nebbia.

 Passata la notte, ora è mattina, i fantasmi del sonno non hanno mostrato nessun varco e vai con un'altra giornata.