sabato 27 dicembre 2014

non è una scelta razionale

Aveva iniziato a nevicare, poi troppo freddo, fortuna ha smesso. Ho cercato di portare fuori il cane per l'ultimo girettino della giornata, ma non ne ha voluto sapere. Da quando ho smesso di mangiare carne, sto sperimentando piatti che mi piacciono moltissimo. Soprattutto di verdure crude così non ho tegami o padelle da lavare. Ho riscoperto i lupini ed erano secoli che non li mangiavo, ma ho riscoperto anche il miglio, il cavolo nero, i fagioli azuki e le noci. Ci sono in giro crocchette vegetali, ma se si leggono gli ingredienti sono talmente tanti gli addensanti, i pomodori, i tipi di olio, i lievitanti che meglio farsele da soli. Non mi considero vegetariano, ma solo uno che non ha più voglia di mangiare carni, pesci e derivati e cose in scatola. Anni fa compravo le zuppe congelate già preparate, ma anche quelle hanno tanta roba e lieviti da fare paura. Oltre i famosi grassi vegetali che altro non sono che olio di palma. La mia non è una scelta razionale studiata, ma improvvisa, d'impatto e con poche teorie. Avevo deciso anche di non mangiare più dolci, una sorta di fioretto laico , almeno fino a che non trovavo la soluzione degli enigmi della mia vita e della mia nascita. Infatti niente torte, pandori, panettoni o cioccolato. Stamattina ho detto fanculo , sono andato al bar ( dopo la mia colazione di yogurt di soya, arancia, uva e caffè ) e cioccolata in tazza e girella con l'uvetta. Allora mi sono ripromesso di mantenere il mio fioretto laico, ma solo dopo le 9 di mattina. Non sono vegetariano o vegano perchè quelli che conosco io, oltre a tanta teoria, sono magri magri e io sono dimagrito al massimo di un etto. In questi mesi sono morte tantissime persone , alcune le conoscevo direttamente , altre parenti di amici. Mi stupisce e mi annichilisce sempre questo mistero della morte. In questi giorni a Cesena sono spessissimo in struttura da mia madre. Bella struttura, operatori molto in gamba, eppure questa idea della morte è li: presente, continua. In attesa. E' un alito , inodore, insapore, però ogni tanto te lo senti passare di fianco e ti vengono i brividi. Quando giro con il cane ci sono ancora persone che mi chiedono di che razza sia. Sto rispondendo che è un incrocio particolare, un alano piccolo e tigrato, una nuova razza che si chiama “il cane di Enzo”. L'altro giorno in giro, alcuni ragazzini hanno sparato dei petardi. Il mio cane in stato di panico che vuol dire : o che si blocca completamente o comincia ad andare all'impazzata. Ho scoperto che se lo coccolo è peggio, inizia a tremare e mi viene il magone, allora ho provato a cantargli delle canzoncine. Funziona, anche se sono stonato come pochi. Quel giorno dei ragazzini che sparavano i petardi, ho iniziato ad inventarmi delle canzoncine che cantavo a voce bassissima. Mi si ferma di fianco un vecchio in bicicletta e mi urla “ lo sai che uno così stonato non l'avevo mai sentito?”. Lo stesso vecchietto che io non conosco e che mesi fa mi aveva gridato in dialetto “adesso ti sei fatto anche il cane?” quasi fosse un vestito o una macchina da sfoggiare. Mi è capitato qualche sera fa di vedere in tv il programma “ così lontani così vicini”. Orribile spettacolarizzazione del dolore. Ma se sai nome cognome data di nascita , non te lo puoi andare a cercare da solo? Per curiosità ho guardato il sito. Un fogliettino ridicolo da compilare e la dicitura “casting”. E poi la dicitura di tutti i vari format, magari non sei scelto in questo “casting”. Oggi mia madre era molto giù e allora in uno dei suoi ormai pochi attimi di lucidità , le dico “raccontami di quando sono nato”. Mi ha risposto “cosa vuoi che sappia, ti ho adottato”. Poi si è messa a ridere “scherzavo”, poi è entrata nello stato di sogno confusionale. Ho ricevuto delle mail bellissime e ho verificato se fossero state realmente spedite a me, o inoltrate per sbaglio. Volevo parlare di persone oggi, straordinarie nella loro non straordinarietà, volevo parlare di viaggi e di sogni, ma mi sono incartapecorito nei miei fantasmi. Per cui oggi, niente persone, niente viaggi, niente sogni, un po' di sciocchezze e tanti tantissimi auguri. Un abbraccio a quegli amici che in questi giorni hanno perso i loro cari, un abbraccio a chi sta male non necessariamente fisicamente, un abbraccio a chi invece di sorridere avrebbe solo voglia di piangere e un abbraccio comunque, ciao.

venerdì 19 dicembre 2014

gli amici dell'infanzia, il natale e il panico del cane

Questa mattina ho spedito due miei libri a vecchi amici di infanzia. Diversi mesi fa mi avevano rintracciato tramite internet e mi avevano chiamato per un pranzo con tutti i bambini di allora che avevamo costituito la nostra classe delle elementari. Io molto indeciso, avevo paura di cosa non so, avevo voglia di vedere qualcuno, non avevo voglia di vedere tutti. Altre strade, altre esperienze, altre vite. Lo avevo scritto su Fb e piacevolmente tanti commenti : “vai, non andare, cosa te ne frega....” poi per fortuna mi è arrivata improvvisa una data per uno spettacolo, proprio quel giorno li e mi sono salvato. Poi con uno degli amici ci siamo parlati spesso tramite telefono e mail e ci siamo anche visti. Senza troppe sorprese dato che comunque ci stavamo già seguendo su fb. Ne è nato un rapporto di stima e di simpatia. Lo ammiro molto. Domenica scorsa ho rivisto un altro di questi amici. Con lui però eravamo vicini di casa,le nostre madri amiche e nati nello stesso giorno. Sempre ammesso che il mio sia quel giorno lì. Abbiamo vissuto praticamente da fratelli. Lui era alto magro, bello. Poi io sono andato in seminario, poi sono uscito e altre scuole e ci siamo persi. Ci eravamo rivisti attorno ai 20 anni, lui fidanzato mi raccontava le sue imprese erotiche, io neanche sapevo cosa fosse il sesso. Assieme eravamo andati a vedere “l'uomo da marciapiede e dopo fantasticavo : io Dustin Hoffman e lui il bellone. Lui sempre molto più affettuoso di me, io sempre un pochino più ostico. Poi ho avuto notizie di lui tramite i racconti di mia madre. Anni fa gli avevo telefonato per vederlo, ma poi la sua voce al telefono, voce bella grossa, da persona arrivata, mi avevano fatto desistere. In struttura dove c'è mia madre, tempo fa ho conosciuto sua moglie, una bella e simpatica bersagliera che pure lei aveva la madre ricoverata. Mi sono fatto raccontare molto del mio amico e mi ero fatto l'idea di un uomo magro magro , alto e con una gran pancia. Domenica scorsa arrivo in camera da mia madre, mi arriva un bonone esagerato, si con un pochino di pancia, ma negli omoni la pancia ci sta. Mi sorride e non riuscivo a capire chi fosse. Poi mi dice ti posso abbracciare? Urca! Era il mio amico fratello. Ero molto a disagio, la sera precedente avevo fatto il Caravaggio a Ostiano, avevo dormito poco, non avevo avuto neanche tempo per una doccia e subito i 300 chilometri di autostrada. La barba di due settimane, spettinato come al solito, imbranato come al solito. Lui era elegantissimo, ben pettinato, perfettamente rasato, profumato, ma soprattutto ancora tanto bello. Si parlava e ogni tanto mi diceva “ dai vieni che ti do un abbraccio”. Che un omone quando ti abbraccia, non ti abbraccia, ti stritola. Poi chiaro mi è partita la testa e quando ci siamo salutati sono subentrati tutti i fantasmi. Due giorni prima avevo ricevuto notizie che mi avevano sconvolto mica poco. Ho detto basta alla mie ricerche che sto diventando matto, però una soddisfazione me la volevo togliere. Non riuscivo a sapere dove ero stato battezzato per cui dico, tagliamo la testa al toro e telefono alla chiesa dove ero stato cresimato. Sembrava che il prete aspettasse la mia chiamata, infatti aveva i documenti a portata di mano. “ mi dica quando posso venire” dico io. “Non interessa che vieni” , mi dice il prete. “ ho qua a portata di mano”. Scomparsi e non registrati i miei documenti di battesimo. Ancora mistero su mistero. Già nel mio atto di nascita, sotto il nome del paese, era stato scritto un altro nome cancellato poi con il raschietto. Questa cosa del battesimo è stato un colpo pesante, pari a quello di quando ho scoperto che il mio paese di nascita non era quello che mi avevano sempre detto. Quindi quando ho visto il mio amico di infanzia, non solo ero stanco, barbone, un pochino puzzone, ma anche in totale stato confusionale. Chissà se mi ha abbracciato per affetto o per pietà. Scherzo. Continuo a pensare comunque di essere un uomo fortunato. Ho amici adorabili, ho un collega che è amico e anche vicino di casa e ci integriamo a vicenda, ho un cane cui non potrei più rinunciare, ho la possibilità di avere scelto di fare quello che volevo fare, ho la bellezza della mia vita un pochino strana . Si sono un omino fortunato. In questi giorni sarò spesso in struttura da mia madre, giorni di festa di felicità. Per molte persone non saranno giorni di festa o di felicità. Ho concluso il primo ciclo di laboratori nelle scuole. A gennaio si ricomincia anche con gli adulti la sera, ne ho già tanti iscritti. Vorrei morire il più tardi possibile in piena salute fisica e mentale. Arriva natale, arrivano le feste, vorrei abbracciare tutti i miei amici e tutte le persone che conosco. Vorrei tante cose, ma è la vita che volevo per me e quindi va bene così Enzo. Un abbraccio a tutti con la speranza che ci si ricordi anche di chi sta peggio di noi e per favore niente botti o fuochi d'artificio che il mio cane, e non solo lui, ha una gran paura e entra in stato di panico. E poi a vederlo così entro anch'io nel panico. ciao


giovedì 11 dicembre 2014

e la nebbia un pò alla volta si ingloba tutto

Alcune mattinate prima dell'alba di questo inverno ormai arrivato, sono magiche. Come ieri. Luna a tre quarti, aria pulita, in lontananza le montagne,non so se bresciane o bergamasche, innevate, erba ghiacciata. Poi l'arrivo dell'alba e la nebbia che un po' alla volta ha riempito tutto Sono così talmente a strati la mattina prima dell'alba ( maglia, polo, tuta da ginnastica, felpa termica da montagna, pantaloni grossi, giacca a vento, due paia di calze di lana, stivali, e berrettino con tanto di para orecchi) che se dovessi cadere non riuscirei ad alzarmi. Ieri sera avevo voglia di qualcosa di particolare, non tengo dolci in casa perchè mi fanno male e non riesco ad avere regole. Li divoro. Così ho tagliato un'arancia a cubetti, un po' di zucchero di canna, un po' di grappa. Ora ho mal di stomaco, ma stanotte, prima volta dopo tanto tempo, ho fatto sogni bellissimi. Chissà se l'arancia, lo zucchero o la grappa. Ormai da due anni, praticamente da quando ho il cane, sono diventato non dico vegetariano, praticamente vegano. Allora. per non esagerare, dato che tofu e seitan non mi fanno impazzire, ho aggiunto alla dieta un po' di formaggio grana. In famiglia non siamo mai stati grandi carnivori. Praticamente da una vita non mangiavo carni tipo cacciagione, asini, cavalli, oche, anatre, pecore o capre, e un po' alla volta , in maniera naturale ho eliminato il maiale, prosciutto crudo o carni salate ogni tanto, mucche e vitelli. Il pollo e derivati, tipo uova mi fanno schifo. Poi ho eliminato anche il pesce. Mio padre gli ultimi anni della sua vita non voleva più il pesce perchè diceva ingrassato con le persone morte nel mediterraneo. E tutte le volte che cercavo di comprare il pesce, mi veniva in mente questa immagine. Ogni tanto qualche scatoletta di tonno o salmone affumicato, ma poi mi sono stancato anche di queste. I formaggi mi facevano impazzire, ma poi mi sono detto “ e io mi devo ingozzare con tutti questi grassi ?”. Latte e yogurt non li digerisco. Se capita mangio ancora di tutto, sta di fatto che però ho cambiato totalmente la mia alimentazione. Qualcuno ha mai sentito come e quanto urlano i maiali quando vengono caricati sui camion per andare al macello? Però quando vedo dei dolci divento onnivoro , poi sto male e allora cerco di starci lontano. Nei giorni passati ,a Cesena, mi hanno colpito due persone. Un giovanotto, circa 48 anni. L'avevo conosciuto andando al cimitero su in collina. Pulitino perbenino, brava persona , bella famiglia, cattolico di quelli che suonano anche in chiesa, belloccio e sorridente. Nel corso di una anno l'ho visto cambiare . L'altro giorno , da un mese che non lo vedevo, c'era la sua macchina, sono entrato in chiesa per salutarlo. Ingrassato, faccia gonfia piena di foruncoli rossi. Occhi da pianto. Abbiamo iniziato a parlare, era in stato confusionale e faticava a fare uscire le parole. Il sorriso di un tempo, solo un ricordo. Da undici mesi in mobilità senza nessun tipo di speranze. Ha iniziato a spiaccicare tante parole, ma poi sono iniziate ad arrivare persone per la messa e l'ho salutato. L'altra persona, una giovanotta di 40 anni. Magra, troppo educata, troppo brava, troppo gentile, troppo suorina. Due mesi fa , lavora nella struttura dove c'è mia madre, mi aveva salutato con “ Enzo sono conciata come te, non ho nessuno , solo mia madre e mia nonna sempre ammalate. Sono andata anche a Medjugori, ma non mi è servito a nulla”. Poi è crollata. L'ho rivista dopo due mesi e l'ho salutata con un grande abbraccio, ma ancora non ne è uscita e si intravedono altri crolli. Mi piacciono molto le persone, mi piace ascoltare le loro storie, mi piace , attraverso le loro storie , capire quale il termometro della nostra società. A volte mi piacerebbe avere una bacchetta magica, ma ce se ne sono già troppi che rovinano il mondo perchè pensano di avere la bacchetta magica, però già il parlare e la coerenza con sé e con gli altri, non sono una cosa piccola. Amo il teatro e l'avevo chiaro fin da subito, perchè mi permette un lusso incredibile. Quello di fare quello che mi pare, quello di scrivere senza pudore anche di me, quello di incontrare i cuori delle persone. Teatro e sociologia, una bella accoppiata. Quando ero ragazzo mia madre mi diceva “ se tu fossi un po' più bello e meno intelligente, forse vivresti meglio. Peccato che tu non sia neanche troppo intelligente” Grazie ma. Dall'università e dalla mia formazione ho imparato a guardare le cose in maniera critica, cioè a non prendere tutto come oro colato, a ragionare sulle cose. Ho imparato anche che molta cultura è un grande bluff a favore del bianco integrato e classe media. Una volta ho avuto una accesa discussione con la mia docente di antropologia. La più importante sul mercato. Donna non bellissima, ma molto tirata. Tacco alto, abiti firmati, unghie lunghissime sempre rosse, trucco pesante. Aveva fatto uno studio in Sicilia su quelle chiamate le vedove bianche. Con la stessa arroganza con cui il bianco andava a studiare “il negro” e glie l'avevo rinfacciato perchè per studiare chi è diverso da noi bisogna togliersi i propri orpelli, prima di tutto quelli mentali e dopo ore di litigate in cui le contestavo tutto, avevo aggiunto che per quello che mi riguardava, i grandi antropologi che andavano a studiare le popolazioni altre, quasi come animali inferiori, erano forse affascinati non tanto dai riti, ma dai piselli degli indigeni nudi. Pensavo mi buttasse fuori dall'esame, invece mi aveva dato trenta. Come contestavo quella cosa razzista che sono i test per quoziente intellettivo, tanto in voga in America non troppi anni fa. Come fai a dargli validità scientifica? Io non sono molto intelligente, anche se a volte lo penso, però rapportarsi agli altri, non dico togliendosi le maschere che è praticamente impossibile, ma togliendosi gli strati di ipocrisia accettando di aprire il cuore e di vedere il cuore degli altri, no non è male. Sono un pochino, a volte troppo, provocatore ( a parole) e a proposito di piselli mi è venuto in mente di un episodio di anni fa. Facevo molto sport e ero sempre vittima di strappi e tendiniti. Per non continuare a prendere cortisone o fare infiltrazioni, decido di andare da un agopuntore. Qua in zona non ne trovavo, poi ho saputo di un medico di un paese vicino che faceva anche agopuntura. Medico serio, bruttino, donnaiolo, affascinante con la parola. Tutte le volte che andavo, tutte le volte complimenti per il mio corpo ( ora non lo potrebbe più dire) e tutte le volte immancabilmente o la mano o il braccio gli cadevano sul mio pisello. “ mi scusi” - “prego”. Poi ho pensato che non sono messo così male da pagare per farmi toccare il pisello e non sono più andato. Come dall'urologo. Da quando sono ragazzo , ogni tanto qualche problemino e devo andare e ora mi sono scocciato e mai che me ne sia capitato uno , di urologo, carino. Chissà quali le motivazioni portano un medico a scegliere urologia piuttosto che ginecologia. Ho una grande rabbia dentro per troppe cose e non so come fare uscire. Sono lo straniero che avevo descritto anni fa con lo spettacolo “il giardino delle arance e degli angeli che piangono”. Non posso dire nulla dei miei genitori, mio padre assente come tantissimi altri padri. Mia madre ossessiva e possessiva come tantissime altre madri italiane. Eppure fin da piccolo mi sento straniero, fuori posto e sempre inadeguato. E a volte non capisco se sto vivendo in un mondo reale o in un mondo parallelo. E in questi giorni che non voglio più cercare o sapere, mi ritornano in mente e nei sogni le facce di incontri inquietanti e probabilmente casuali che mi sono capitati in questo ultimo anno. L'omino che al cimitero un anno fa aspettava e parlava poi con mia madre, ma il suo interesse ero io, fino a tutti gli incontri che già ho raccontato. Non credo di dovere temere nulla, però dopo l'ultimo incontro e per appacificare la mia paranoia, ora sto cambiando in continuazione orari e percorsi. E pensavo a cosa avessero in comune tutte queste persone. Piacevoli d'aspetto, non troppo alte, eleganza discreta, tutti stiratini pulitini, capelli scuri lisci, pelle scuretta, aspetto da persone straniere. Italianissimi quelli con cui ho parlato, marcato accento romagnolo da colline verso la toscana. Esclusi due gemellini di cui non avevo parlato, 17-18 anni piccolini, bellini, stesse caratteristiche, ma occhi blu. Continuavano a sorridermi, hanno cercato di parlarmi e di seguirmi, ma non ne avevo voglia e dato che il mio cane non ha problemi con le persone – gli piace stare con le persone - ma si blocca e continua a fissare , farebbe paura anche a me se non fosse mio – ho fatto finta di slegarlo e i due gemellini hanno cambiato strada. Sabato a Ostiano con il nostro Caravaggio, poi ancora Cesena, poi ancora su, poi arriveranno le feste , non voglio andare da nessuno. Farò la spola fra il mio cane e mia madre, non impazzirò perchè ho un bel carattere, però il magone si. Quello mi sta già prendendo.


giovedì 4 dicembre 2014

già!

Notizie di cronaca in questi giorni troppe cose ci fanno arrabbiare. Che tanta gente speculasse o speculi sugli stranieri , con un po' di buon senso si sapeva. Quello delle mazzette e degli intrecci politica/malaffari, pure e non si sa come uscirne. Quello che non sono mai riuscito a capire come e da chi venisse e venga veicolato l'odio. Basta sfogliare i giornali degli ultimi 30 anni e sono chiarissimi questi spostamenti di odio. Dire Lega mi sembrerebbe eccessivo, aldilà delle loro azioni e sparate. E vedere Salvini desnudo vestito di cravatta, forse è ironia , forse è narcisismo, di cosa poi, o è l'inizio della creazione di un altro superuomo? Probabilmente troppa acqua nel Po e troppo Putin fanno male. E intanto la vita faticosa dei tanti, va avanti. A volte sembra che la storia non abbia insegnato niente. Fra poco sono settanta anni che è finita la guerra e in neanche settanta anni siamo passati dalla miseria più cupa, dal regno e da un brutale totalitarismo, alle prime timide riprese, alla voglia di rimboccarsi le maniche e ci siamo sentiti ricchi. Mi raccontano che nel primo dopoguerra, tante persone per potere trovare un lavoro, avessero in tasca tessere di diversi partiti. Mi raccontano che vigeva il clima di andare a richiedere il favore dei politici, mi raccontano anche che chi faceva politica , poi in vecchiaia non moriva di fame. In questi quasi settanta anni sono successe diverse cose; dal voto alle donne, all'aborto, al divorzio, alla liberazione sessuale, alla cognizione dei diritti e del lavoro. E credevamo , materialmente e spiritualmente, di essere arrivati. Neanche settanta anni. Una società che va avanti punta molto sulla scuola, sulle donne, sul lavoro, punta sui diritti di tutti. La scuola sta andando a catafascio e sembra che la possibilità di studiare sia ormai solo un giochino snob per gente ricca. Le donne vengono ammazzate, il lavoro sempre di meno e i diritti, fanculo, continua ad esserci gente di serie b. In questi giorni la pubblicità dei 400 euro al mese , da parte della regione Lombardia, alle coppie separate e in difficoltà. E una donna non sposata, magari abbandonata dal compagno appena nato il figlio? no lei non è coppia separata. E il single che per una vita ha pagato con le tasse le sue percentuali al diritto degli altri, se è in difficoltà cosa fa? Che se poi il single è gay , sempre single anche se coppia, ommioddio. In giro vedo tantissima gente estremamente in gamba e allora come facciamo ad essere arrivati a questa catastrofe economica sociale politica e ancora sociale? Continuo a fare sogni strani estenuanti, io dico basta e di notte i fantasmi ritornano e ancora peggio , mi ritornano con le fattezze dei miei parenti. Come non bastassero quelli morti, anche quelli vivi. Alla mattina mi alzo prestissimo per girare con il cane. Praticamente massimo alle sei, siamo già in giro. A quell'ora non c'è nessuno nei campi, sulla provinciale le prime macchine dei cottimisti, così mi permetto di fare andare il cane dove vuole. Che poi al mio cane devo aggiungere le due border collie che ci aspettano sempre sotto casa. Lui, loro, ogni tanto vengono a controllare se ci sono, ogni tanto faccio un fischio per controllare io, ma poi ognuno per i propri viaggi. Loro all'inseguimento di lepri vere o ipotetiche, io perso nei miei pensieri. E in questi pensieri mattutini ho focalizzato la linea del laboratorio che da gennaio inizierò a Calcio. Ho in mente delle immagini, ho in mente delle musiche, ho in mente dei fantasmi e degli stereotipi. Ho in mente la danza e la spiritualità. Con leggerezza e allegria voglio danzare il dolore e i fantasmi, con leggerezza e allegria voglio esplorare la mente. I testi nasceranno da improvvisazioni, le danze da una ferrea disciplina , i colori saranno pastellati e gli occhi saranno quelli della mente e un pochino anche quelli del cuore. Lavorerò con loro per dieci incontri dedicati alla tecnica, alla formazione e alle improvvisazioni, poi con chi ci starà, magari in un altro posto, magari all'aperto, costruirò non uno spettacolo, ma un evento fatto di sostanza e rappresentato con la leggerezza del vento e i colori di un alba o un tramonto ai tempi della nebbia e delle piogge. Faccio tantissimo movimento, solo con il cane sono almeno 4 ore al giorno di camminate, dormo poco, non sono un mangione, si non sono grasso anche se devo stare sempre all'erta, ma continuano a rimanermi quei rotolini che si chiamano fianchi e pancettina e mi fanno una rabbia boia. Ma chi fa la liposuzione, poi con il grasso ci fanno le saponette? E' giovedì, domani venerdì e sabato il bello spettacolo di Antonella Questa. A Romanengo perchè inseriti nel progetto tal dei tali. Ci sarà un po' di traffico perchè prima presenteremo i ragazzini che studiano musica. Ci dovrò essere anch'io perchè faccio parte del progetto e perchè sono Piccolo Parallelo. Come ho sempre ripetuto non ho nulla contro l'amministrazione di Romanengo, però dopo i fatti , non volevo più entrare al teatro Galilei. Ma la professionalità, il lavoro e il rispetto non sono acqua e ci sarò. Ieri con i ragazzini della scuola per diventare aiuto cuochi ho esagerato un pochino e ho fatto da base per diversi esercizi. Ora ho la schiena, i polsi e tutto, un pochino a pezzi. Mi fanno tenerezza, non li posso chiamare ragazzini, li devo chiamare uomini o donne, ad esclusione di uno che lo devo chiamare “ehi tè capricorno”. Dei tanti che erano, fissi sono ora una ventina. Non sono più bambini, non sono ancora grandi e ogni tanto qualcuno mi guarda come volesse chiedermi delle risposte, alcuni hanno dei problemini, altri una vivacità per fortuna eccessiva. Molti ci hanno preso gusto e alla fine della lezione vengono impettiti a darmi la mano e mi dicono ciao. E questo fatto che vengono a darmi la mano, anche se non voglio farlo vedere, mi commuove sempre tantissimo. Domenica dirò a mia madre: dai usciamo da questo stato, butta via i magoni e le tristezze. Butta fuori questi macigni che hai dentro e che non ti permettono più di muoverti o di mangiare, sorridi perchè i tuoi fantasmi e il tuo figlio o chissà cosa, ti sono vicini e ti sono amici. Sono così sballato che ho paura di me fra qualche anno quando ormai sarò definitivamente e irrimediabilmente vecchio.Speriamo che almeno il mio cane tenga botta. Un vecchio uomo e un vecchio cane rincretiniti piscioni e persi chissà dove. Ora si è svegliato e mi guarda come per dire "non si va più a mangiare?". Già. ciao



giovedì 27 novembre 2014

Dai che esistiamo pure noi

Anni fa avevo strisciato con la macchina, porto la macchina dal carrozziere. Avevo chiesto a Marco di venirmi a prendere. Ero arrivato prima e aspettavo. Marco tranquillo, arriva mette la freccia e sta per voltare. In quel momento arriva da una curva, a forte velocità, un'altra macchina che non si accorge della macchina di Marco, anzi cerca di sorpassarla. Impatto violento, le due macchine messe molto male. La signora alla guida chiama il fratello, il marito. Io vorrei chiamare i carabinieri, qualcuno, ma loro insistono “siamo persone civili ci mettiamo d'accordo”. Sta di fatto che poi loro hanno sostenuto che la signora andava pianissimo e che Marco era fermo sull'altro lato della strada e al passaggio della signora le aveva tagliato la strada. Quando poi sono stato convocato dagli avvocati come testimone ( a parte il fatto che la signora , il marito e il fratello, avevano raccolto “informazioni” su di me e insinuavano come io non potessi essere attendibile in quanto “molto vicino” a Marco, che due maroni sta cosa, qualcun altro dice ancora che io sono coppia con Marco, lo denuncio) ho continuato a rispondere alle domande e ai trabocchetti, ma non si riusciva a risolvere nulla. Improvvisamente mi è venuto in mente una cosa banalissima cui non avevo dato importanza, in realtà non era una cosa banale mi hanno detto, e siamo arrivati alla conclusione. La signora e i suoi familiari stavano mentendo spudoratamente e Marco aveva ragione. A volte si creano situazioni complicate da cui non si sa come uscire, poi basta poco e la soluzione arriva da sola. Sempre anni fa , a causa di una piccola eredità e forte di alcuni documenti depositati dal notaio, mia madre aveva combinato qualche casino. E dato che quei documenti ad un certo punto sono scomparsi, mia madre e sua sorella hanno rischiato grosso per via dei nipoti molto agguerriti. E fortuna che l'eredità era poca cosa. Dico “ragazze non vi preoccupate, non avvelenatevi il sangue risolvo io”. Una settimana a girare come un segugio e non riuscivo a combinare nulla, poi improvvisamente mi ha preso un raptus e ho iniziato a cercare una bigiotteria perché volevo un anello d'argento fatto in una determinata maniera. Mi vergognavo di me, in mezzo ai casini, vado a intestardirmi per cercare un anello che alla fine ho trovato. Quando poi arrivo in ufficio, presente l'avvocato dei miei parenti, iniziamo subito a litigare. Era un ragazzo giovane, elegante, belloccio e determinato. In contemporanea abbiamo battuto la mano sul tavolo e avevamo lo stesso anello. Improvvisamente tutto mi è diventato chiaro e il documento è saltato fuori. Mia madre e mio padre erano in vacanza a Cesenatico, la sorella di mia madre a Cervia. Da cesena ho preso la bicicletta e sono andato a trovarli, annunciando che avevo risolto tutto. Morale della favola, mia madre mi ha sorriso e mi ha abbracciato, sua sorella non mi ha neanche detto grazie e da allora tutti i cugini da parte di mia madre non mi hanno più parlato. Quello che voglio dire è come il cervello a volte, nei momenti di confusione, può aiutarti fornendoti una chiave di cui non ti rendevi conto. Mi è successo altre volte, improvvisamente una soluzione. Qua in queste zone della bassa, quando si perde qualcosa si dice ( in dialetto) “sant'Antonio dalla barba bianca, fammi trovare quello che mi manca” e zac trovi subito la cosa che non trovavi. Io che perdo tutto , uso questa formula almeno dieci volte al giorno. Chiaro che Sant'Antonio poveretto, non c'entra nulla, però è qualcosa di misterioso che ti fa scattare la testa. Perchè molte volte le soluzioni ci sono e sono li a portata di mano, basta un piccolo imput. Da quasi un anno mi sono buttato in una ricerca forsennata e ho rischiato, sto rischiando, realmente di perdermi, oltre tutto il resto che non è cosa da poco. Da quasi un anno ho perso molto tempo a cercare senza trovare nulla. Che poi non è tempo perso: ho conosciuto zone delle colline romagnole su verso le montagne di cui non sapevo neanche l'esistenza. Zone bellissime, ostiche, piene di storie intrighi, misfatti. Ho conosciuto gente che mi ha aperto il cuore mostrandomi le proprie ferite, ho conosciuto l'ostilità di alcuni parenti, ho ormai avviato un rapporto di , qualche volta, divertita complicità con mia madre e con lei, da sempre grande rompiballe, ora mi trovo bene. Ho fatto chilometri, sono incappato in gente che mi controllava, ho rotto i maroni a preti e carabinieri, ma non ho mai trovato nulla. Perchè non credo si possa trovare nulla. E improvvisamente mi è venuta in mente una frase che ridendo mi aveva detto mia madre, una frase banale che forse racchiudeva la verità. Settimana scorsa ultimo sopralluogo negli uffici degli atti di nascita del comune di Cesena. Cosa vai a spiegare che neanche io so esattamente cosa? So lavorare negli archivi, so leggere e confrontare i dati. Ma la possibilità di essere io a guardare e confrontare archivi non mi è data. Infatti settimana scorsa ero arrabbiatissimo e ho detto basta, non posso impazzire io per i casini o le tragedie degli altri. Non so se esistono questi fantomaci fratelli o è uno dei tanti involontari depistaggi di mia madre, quello che ormai so è che non esistono documenti, non credo che esistano. E improvvisamente ho capito che la verità non va cercata chissà dove, ma è molto più vicina , molto più tragica e banale di quello che uno avrebbe potuto immaginare. Le cose non succedono così in una notte e le persone coinvolte appartengono ad un giro molto vicino. Fra le tante cose che ho scoperto è che la levatrice di allora, dicono, fosse una delle innumerevoli amanti di quel puttaniere di mio nonno. La verità è vicina e non mi interessa più saperla. Per me troia detto di un uomo o una donna, non è chi fa sesso magari in maniera smisurata, ma chi nasconde tutto, da delle troie agli altri e parla dei valori della famiglia. Chi magari butta un figlio per paura di perdere un marito, una moglie e la credibilità di una famiglia perfetta. E cercare ormai una madre e un padre naturali, solo per dare loro delle troie, è fatica sprecata. Anni fa con la morte di mio padre avevo sognato che mi dava in eredità un tappeto consumato e una chiave con il numero 45. Avevo cercato di farci uno spettacolo poi naufragato. In questi giorni che ho detto basta, i sogni continuano a tormentarmi e cercano di darmi la chiave. E' il mio cervello che dice Enzo sveglia, è qui a portata di mano la verità. Tutto in una notte, non avviene improvvisamente e qualsiasi nome mi fosse stato dato, non potrò mai essere io quel nome perché un nome, anzi due, ce li ho già. Mio padre negli ultimi anni diceva che io non ero un figlio, ero molto di più. Mia madre ora dice che sono suo padre, sua madre, il suo fratello preferito, che sono il suo angelo, non mi dice più che sono suo figlio. Verso la fine della guerra , mia madre era una ragazzina e fuggiva sempre, non è mai andata nei rifugi e credo abbia visto molte cose drammatiche. Come i tedeschi che avevano ammazzato dei ragazzi e delle famiglie e forse i miei fratelli , come lei li chiama, erano solo dei bambini piccoli che lei era riuscita a nascondere e le cui vite ha continuato a seguire per diversi anni. Sempre in quegli anni mia nonna era stata chiamata per riconoscere i corpi di due suoi cugini, un prete e un frate, barbaramente massacrati , mutilati ed infine impiccati ad un albero. Sono successe molte cose in quel triangolo di pochi chilometri di terra e mia madre, ragazzina, credo abbia visto troppe cose e ora queste ferite le ritornano impietose mescolandosi fra di loro. Di tutto questo materiale che ora ho nel cuore chissà forse fra qualche anno nascerà uno spettacolo o un romanzo, o forse rimarrà, come credo sia giusto, li. La solitudine può essere una cosa terribile e impietosa, ma a volte diventa, pur involontariamente, una scelta e uno stile di vita a volte piacevoli. Ho il mio cane carico di adrenalina che la sera si acquieta e sdraiato sul divano avanza di pancia fino a mettere il suo muso sulla mia mano. E io gli dico “felice Peter di averti incontrato”. E' uguale a me , non è altissimo, è tozzo, sembra cattivo, ma è dolcissimo, è scuro, ha gli occhi scurissimi sempre tristi che sembrano di una persona orientale. Ha il sonno complicato, spesso si lamenta nel sonno, abbaia, mugola, russa, piange, ma gli basta che gli faccia le carezzine sulla pancia e gli passa tutto e il sonno ridiventa tranquillo.Ai tanti, tantissimi come me, con ferite e strappi nel cuore, un abbraccio, una carezzina sulla pancia e un sorriso "dai che esistiamo pure noi".

venerdì 21 novembre 2014

vuoi sposarmi?

Stamattina mi sono svegliato con in testa la frase di Giovanni, un amico di Bologna : “sto leggendo il blog come puntate di un romanzo”. Ho in mente anche un'altra frase di Gianni, amico di Cesena: “ datti una mossa e inizia a scrivere seriamente” suppergiù. Un mese fa mi aveva scritto una ragazza che ha una casa editrice chiedendomi se volevo collaborare con loro. Le avevo risposto che la scrittura è una cosa seria che va fatta seriamente, mentre io con il blog ci sto giocando un pochino neanche mi preoccupo se le regole ogni tanto se ne vanno per i fatti loro. Con le case editrici ho avuto dei problemi in passato, quando credevo che sapevo scrivere e magari mi immaginavo grande romanziere. La prima volta con la feltrinelli, avevo 20 anni e mi aveva convocato un dirigente a Bologna confondendo quello che avevo scritto con quello che ero io. Era la storia complicata di crescita erotica e sentimentale di un ragazzo bellissimo e un po' baldracca. Niente a che fare con me. Assodato che non sono bellissimo, e assicuro neanche baldracca. Il dirigente mi chiedeva di cambiare il finale e altre cose e l'ho mandato a cagare. Poi i miei testi teatrali , specie il Caravaggio che mi sono stati chiesti da tanti, ma non mi interessava. Ho sempre detto che conosco persone che scrivono da dio e che lottano per fare che questo diventi la loro professione. Io no, mi piace scrivere, e basta. Quindi scrivo, non ho nessuna strategia di “marketing” e faccio in base alle lune e agli umori. Però ho capito una cosa, io intollerante a qualsiasi regola, che un minimo di costanza e di scadenze dovrebbero esserci. Principalmente per me. Quindi, non so se ci riuscirò, ho deciso di scrivere questo mio romanzo della banale quotidianità, quasi come i grandi romanzieri del passato che scrivevano a puntate sui giornali. In poche parole, cercherò di dare a questo blog una cadenza settimanale e chiedo scusa ai romanzieri, grandi o piccoli che siano. E anche agli amici che hanno la pazienza di continuare a leggermi. Ragazzi vi voglio bene, perdonatemi. Stamattina mi sono anche svegliato con un pensiero : voglio sposarmi. Passa presto lo so e infatti è già passato. Ieri a cena ho visto in televisione la storia di due ragazzi che si erano sposati in Norvegia. Dopo le mie tantissime astinenze, mica le vado a rovinare con una avventura una botta e via . Quindi dovesse casomai avvicinarsi qualcuno a me, ormai situazione improbabile, gli dirò : “ vuoi sposarmi?” e lui dovrà rispondermi “ per un'ora, una sera, una notte, o una vita?” e qua dipenderà da chi e se me lo chiederà. Ho bisogno di fare il cretino, continue litigate al telefono con la sorella di mia madre e con sua figlia che sono come tarli arroganti che vorrebbero penetrarti nel cervello. E' brutto, tu ti fai il culo, lotti da anni, fai i salti mortali per garantire un minimo anche la tua vita e poi arrivano loro a dire cosa e come devi fare. E a volte si vorrei essere stronzo, vorrei rispondere a tono, vorrei essere meno educato. Ma vedo situazioni che sono anche peggiori, quindi buonino Enzo, la vita va avanti. E' terribile questa cosa che tu sei solo, nel senso che non hai una famiglia, nel senso che non sei sposato , ed è come tu non avessi visibilità, nel senso che qualsiasi cretino di parente si sente in autorità di dire, fare e disfare a proprio piacimento. Anche peggio quando ci si mettono i preti e i politici. Non so se per mio carattere o perchè sono della vergine, se poi dovessi scoprire che non sono neanche della vergine sarebbe il tracollo definitivo, però quando scoppio faccio danni e già nella mia vita ne ho già fatti qualcuno, di danni. Continuo a fare sogni strani incasinati, brutti. Non è che io desideri sposarmi, vuoi mettere però che vado dai miei parenti e dico “ questo è mio marito , oppure questa è mia moglie” in base a quello che mi è capitato in quel momento? C'era un amico dei tempi bolognesi che desiderava tantissimo sposarsi, per la cerimonia in sé, per i regali, il pranzo, il viaggio. Si fidanzava anche e dato che non gliene fregava niente, dimenticava le fidanzate a casa mia. Questa è stata una delle volte che sono scoppiato. Il cane sta sentendo i miei umori e quando scende dalla poltrona per cercare una coccola, va da Marco senza accorgersi che esisto anch'io. Bella intervista in questo momento a radio popolare da parte di Marco, domani sera abbiamo il nostro Caravaggio. E' talmente faticoso, non per me che sto in regia, ma per Marco, ma lui vuole continuare a farlo anche se io continuo a ripetere “non hai più l'età”. E lui mi risponde “pensa per te”. Io quando faccio l'attore dopo cinque repliche mi sono già stancato. Voglio danzare. Prima della morte di mio padre e dei tracolli di mia madre, pensavo ad uno spettacolo per me in cui danzavo. Ho rimandato. Certo che se continua di questo passo, mi ritroverò fra qualche anno a danzare su una sedia a rotelle, elettrica per fare meno fatica. Ho chiesto ai ragazzini della scuola da chef “ siete mai andati al fiume e avete mai danzato nell'acqua?” mi hanno guardato come a qualcosa di strano. Bisogna fare presto perchè con tutto il consumo di suolo che c'è e che continua ad esserci, fra poco scompariranno i sassi, la ghiaia, la sabbia e anche i fiumi. E uno per cercare di danzare nell'acqua dovrà aspettare le piene e le alluvioni che tutte le volte i politici sembra caschino dal pero. Dopo tanti tentativi e fallimenti, ho telefonato ai carabinieri di un paese di mezzo fra i due paesi in cui dovrei essere nato. Ho parlato con il capitano, ho detto riuscite a darmi una mano? Anche lui, molto gentile, mi ha risposto “ sono passati troppi anni”, però se trovo qualcosa ti faccio sapere. Porca miseria devo portare il cane a fare il giretto e dargli da mangiare che già lo vedo che mi sviene per strada. Magari mi arriverà una telefonata “siamo i carabinieri di ...” e io inizierò a farfugliare “ cosa ho fatto?” . Dai il nervoso da parenti è passato e il mio cane ha appoggiato il muso sulla mia gamba. Lo amo.

giovedì 13 novembre 2014

la torta era buonissima e io sarò li per il nostro pubblico

Succede che hai un po' di menate in testa, ti è partito il computer, hai dimenticato gli occhiali, hai litigato al telefono con parenti ormai insopportabili, hai appena parlato con l'ultimo prete contattato che ti dice non riesco a trovare nulla, giornata da sbattere la testa contro il muro e suonano il campanello. Non riesci a trovare le chiavi , gridi a Marco che è al telefono “tieni il cane per favore”, finalmente riesci ad aprire. Sulla porta un bel giovanotto, grande sorriso. In mano ha una torta, una favolosa crostata alla marmellata di arancio. “l'ho fatta io per voi, per dirvi grazie”. Ti sciogli e ti senti debitore per questo raggio di sole. E poi il pomeriggio in giro con il cane pensi “ ma porca miseria Enzo, sei attorniato da gente straordinaria, hai tanta gente che ti vuole bene, persone in carne ed ossa e non fantasmi , gente che ti sorride con simpatia, senza che tu abbia fatto nulla, e ti perdi ancora nelle tue piccole depressioni autoreferenziali?”. La solitudine appartiene a tanti, la vita faticosa appartiene a tanti, e tu con tutte queste persone che ti sorridono, hai anche un cane che ti sorride pure lui, osi ancora lamentarti? Ieri in radio ho sentito l'intervista al giovanotto argentino , figlio di madre assassinata e poi appena nato, dato in adozione e dopo trentasei anni riesce ad incontrare la nonna paterna. Bella intervista, senza rancori e senza rimpianti, ma piena di vita. L'avevo già detto, non è una famiglia che vado a cercare, non è una identità, ce l'ho una mia identità ben precisa. Neanche radici, ho anche quelle, un po' volatili, ma le ho. E' una mancanza di non so cosa, è un tassello per completare, si fa per dire, un puzzle. E' venuto a trovarmi un amico appena ritornato da un lungo viaggio e abbiamo deciso che il bello della vita non è trovare, ma cercare. Se uno ha trovato tutto , cosa gli rimane? E il bello della vita, penso io, è la vita stessa. E' lei che può sconfiggere la morte, non la morte reale che poveretta c'è e non si può far nulla, ma l'idea di morte che invade una società e la fa piombare nel rancore e nel torpore. Ho amici che gli sono morti il padre o la madre che erano ancora piccoli. Sono ferite che non si rimargineranno mai ed è giusto che rimangono perchè una parte di te se n'è andata, però la vita , pur con le ferite, va avanti e ogni tanto è capace di sorriderti. Ieri ho iniziato il primo laboratorio di stagione. Questa estate in ospedale con mia madre, Marco mi telefonava e io dicevo si a tutto, così mi sono ritrovato a condurre un laboratorio per ragazzi che vogliono diventare chef ( una volta si diceva cuoco), pensavo fossero 15, poi mi hanno detto che erano 20 e ne ho trovati 27. Tanti, un po' difficili da gestire, però sono piacevoli e mi sono trovato benissimo con i loro insegnanti. Mi fa impressione che questi ragazzini di 15/16 anni passino già tante ore in cucina alle prese con coltelli, fornelli cibi. Mi dicono che sono seri e bravissimi, missà che è la volta buona per imparare anch'io a fare da mangiare. Domani, venerdì 14 , presentazione della stagione a Calcio. Non sappiamo se e quanta gente verrà. Marco prevede un centinaio di persone, io una cinquantina, ma se fossero duecento non sarebbe male. Ci sarà anche una mostra importante dedicata ad Alda Merini che comunque a Calcio ha lasciato un segno molto più importante di quello che avrei mai immaginato. Ci sarà anche Alex Corlazzoli a presentare il suo ultimo libro. È un tipo piacevole, tosto e adrenalinico. Sembra , in miniatura, la bella copia giovane di Cacciari. Pur senza rimpianti, ( in ogni caso e l'ho sempre ripetuto, non ci siamo trasferiti a Calcio, abbiamo trasferito la nostra stagione nei teatri che hanno deciso di ospitarci, poi vedremo. Cosa sarà il prossimo anno si vedrà) però inevitabile che , come un film, ti passino davanti gli occhi le immagini di questi tanti anni in cui abbiamo dato dignità di teatro ad un bel auditorium di scuola media. Anni grandi e importanti in cui, anche da noi, il teatro italiano ha avuto la possibilità di confrontarsi. Non solo il teatro. Della organizzazione ho sempre amato seguire il pubblico e gli artisti e questo è un bel patrimonio. Degli artisti, quelli che venivano solo per il cachet e la data e non gliene fregava nulla del resto, dimenticati. Ma sono stati pochi, la maggior parte, arrivava e quasi ti consegnava il proprio cuore. Ho amato seguire le prove, ho amato seguire le loro evoluzioni nel corso degli anni. Dei tanti tantissimi che ho amato, mi piace ricordare Fernanda Pivano che a tavola divideva i propri tortelli con Marco e gli chiedeva se la sposava. Oppure Raiz che è arrivato timido nel suo cappottino e berrettino. Complicato , in crisi, sensibile, dolce, di grande intelligenza. Uno di quei giovanotti che li vedi per strada neanche li noti, eppure, appena entrato in scena è diventato una poderosa e sensuale bestia da palcoscenico. Mi piace ricordare Giorgio Rossi che i vestiti gli danno sempre un po' fastidio e una volta che era rimasto in mutande, qualcuno in paese ha sparso la voce che al Galilei spettacoli sempre scandalosi. E ancora Moni Ovadia, prima che diventasse famoso , poi un laboratorio che aveva fatto e io mi ero arrabbiato perchè aveva trattato male i miei ragazzi. Poi anni dopo , già famosissimo e di nuovo riappacificati, ci ha dedicato una intera giornata. E concludo con Sandro Lombardi che appena arrivava diceva “ mi sento a casa” Potrei continuare all'infinito , si è venuto anche Paolini, e potrei scrivere un trattato , ma la cosa più bella, oltre il teatro e gli artisti , oltre a me e a Marco, erano e sono le persone del nostro pubblico. Anche loro in questi anni tanti cambiamenti. Alcuni sono morti, alcuni sono partiti per altre città, altri viaggi, però li ho tutti nel cuore. E' più bello e commovente di un tramonto seduti su di una montagna. In questi anni ho avuto molti problemi e ostacoli a livello politico, io faccio paura non per gli spettacoli nostri o per quelli che presentiamo, è perchè sono fuori da tutte le regole e amo la gente. Parlo di rispetto, apertura della mente, parlo di cose di cui non si dovrebbe parlare, mi arrabbio con chi predica l'idea della famiglia e poi di famiglie ne ha tre o quattro e la sera magari va anche a puttane. Mi arrabbio con chi adora un dio come immagine dimenticandosi del dio reale. Parlo di omosessualità che non è una cosa sporca, è solo un aspetto della diversità degli esseri umani. Io ateo parlo della vita come cosa sacra. Perchè prima degli spettacoli io sono sulla porta, mi piace stringere le mani, mi piace sorridere, mi piace guardare negli occhi le persone e dare un po' del mio e rubare un po' del loro cuore. A volte con Marco, spesso, ci troviamo a fare il resoconto delle nostre vite. Vediamo i nostri amici che nel frattempo sono diventati padri, madri, nonni, che hanno delle belle case e diverse sicurezze. Poi ci mettiamo a ridere e Marco mi dice “ a me la mia vita piace e non la cambierei”. Si dai , neanch'io la cambierei. E quando e se, riuscirò a trovare i miei probabili fratelli, non sarà la mia famiglia, saranno solo uno dei tanti tasselli che mancano alla mia vita. Forse non succederà mai, ma io ogni tanto prima di dormire mando loro un saluto, come mando un saluto sempre a tutti i miei amici. Dico ciao, lo dico anche ai fantasmi che popolano la mente, dico, prima di dormire, ciao ragazzi e ragazze, grazie. Lo dico anche a Peter il mio cagnolotto “notte picio”. Domani ci sarò, sempre che nel frattempo non succeda qualcosa a Cesena, aspetterò le persone che non sanno dov'è il teatro, nella piazza di Calcio così da fare un pezzetto di percorso assieme. Quindi se vedete un cosino strano con la faccia da straniero, aggirarsi nella piazza di Calcio, non chiamate la polizia, sono li per il nostro pubblico.