lunedì 22 giugno 2020

Dive, larici caprioli e ancora val di Cembra

 Oggi mi dicevo, ma io non sono solo colline romagnole, Cesena, Bologna, Pumenengo, Romanengo, bassa Cremonese , bassa bergamasca e bresciana e Val di Cembra, però i ricordi sono partiti e allora ancora Valle di Cembra e missà che per un pò di volte.
io a quei tempi
Avevo già detto che fine anni 80, primi anni 90 avevo lavorato per cinque anni , primavera estate per le megaproduzioni di "se in Trentino d'estate un castello" e poi come nel 91 sono finito a Faver. 

Praticamente buttato e lasciato li. Nel 90 avevo un certo aspetto fisico, vent'anni dopo no. A Faver, anni 90/91 avevo fatto amicizia praticamente con tutto il paese, soprattutto con le signore che mi trattavano con simpatia e si confidavano.
se in trentino d'estate un castello, 1990.
Dei tre giovanotti dell'ufficio giovani, uno con gli occhiali,  proprio non lo ricordo, un altro era Sergio e un altro che me lo ricordo bene (dietro consulto telefonico con Sergio, abbiamo deciso di chiamarlo G.H.) poi Maria Pia, presenza fondamentale, dell'apt  con sede a Cembra, ma facente parte di Baselga-Pinè. 

Poi anche Herman e Giovanni, cugini, ma pur Cembrani, il primo ( fisico eccezzionale) appena sposato, arrivava dal Belgio (secoli prima)e continiuava  a mantenere, anche ora, la sua erre francese. 
Faver 1991- momento di pausa
Il secondo, il bello di Faver, era nato in una cittadina sul mare in Liguria e appena poteva fuggiva. Anche ora, dato che abita in Messico (credo) . Vent'anni dopo ritornato a Faver, la prima cosa che mi dice Sergio non è stato "ciao come stai, che bello rivederti", cose che ha detto a Marco. 

A me ha detto " dio come ti sei mantenuto malissimo". La prima cosa invece che ho fatto io, tra l'altro sapendo che a Sergio dava un pò fastidio, mi sono messo alla ricerca del famoso G.H. Dopo mesi, a lavori già iniziati, avevo già incontrato i ragazzi con cui dovevo lavorare, facciamo una camminata lungo la strada di Faver, eravamo Sergio, Marco, Michele e io, ad un certo punto Sergio mi dice :" è lui il tuo amico G.H."
Sergio Paolazzi
Mi avvicino ( nel frattempo ci eravamo scritti diverse mail, ci eravamo sentiti al telefono) e appena dico ciao, G.H. scappa. C'era un muro si è dovuto fermare, io testa dura mi sono avvicinato, ho parlato, l'ho salutato. Sergio, G.H. e Maria Pia sono stati fondamentali vent'anni prima, sono stati la chiave che mi aveva permesso di entrare nel cuore del paese. Non so se con Sergio o con l'altro con gli occhiali, a volte si creavano dei muri incredibili (presumo con Sergio) con G. H. invece amicizia allo stato puro. 

Lui era il paese, i ricordi ancestrali, i segreti di cui uno straniero non dovrebbe venire a conoscenza.
castello di Segonzano
Nei momenti di pausa e di nascosto dagli altri, G. H. mi caricava in macchina e mi portava a vedere l'allevamento di mucche, oppure ci si sedeva in un qualche cocuzzolo e si parlava, neanche troppo. L'ultimo giorno mi ha fatto parte di segreti cui io non avrei dovuto partecipare. Dopo la grande festa e la processione. Infatti poi qualcuno, dopo, l'ha preso a cazzotti. G.H. mi aveva detto una cosa importante anche per il futuro :" ricordati che qua in paese ti vogliamo bene, la gente ti ama. Sei entrato dentro il cuore dei ricordi e hai scoperto e capito molte cose, tu sei come uno di noi, ma non sei uno di noi". Per me fondamentale questa frase. Noi siamo italiani , loro del Trentino, anche se il Trentino, pur non grande è talmente variegato per diversità e culture , da essere tanti Trentino. Comunque gli avevo detto "dai ci vediamo, ci telefoniamo". Mi ha detto, testardo come uno della vergine (ma cos'è sono l'unico uomo della vergine casinista e simpatico?) :"no, è stato un bel incontro, ma tutto si chiude qua". E mi fa rabbia che quando l'ho rivisto, lui si era mantenuto benissimo. Poi era anche alla processione di cui ho parlato nel precedente blog, mi ha guardato, l'ho guardato e basta. 

Comunque Sergio , Marco e Michele hanno riso e mi hanno preso in giro per tanto tempo.
Herman, Michele e Fabio. Prove di Martèn
Comunque da allora avevo mantenuto rapporti sia con Herman,  sua  moglie e Giovanni. Herman è stato anche un attore sia dello spettacolo di allora, sia della nuova versione. A proposito della nuova versione. Stavo lavorando con diversi giovanotti e giovanotte e scelgo Michele per la rivisitazione del nostro spettacolo "Martèn", poi Fabio, un attore di Trento e Herman nel ruolo del fratello maggiore. Non ricordo il nome del posto, ma una frazione di Segonzano, si Sottolona,  un posto meraviglioso da cui si vedeva tutta la vallata. Abbiamo lavorato sodo e arriva il momento della prima. Sapevo che non correva buon sangue fra Michele e Fabio. 


ancora prove di Martèn

Herman no pacifico, aveva già i suoi problemi  e tutto il resto :"enzo dimmi cosa devo fare lo faccio" Ossignùr. Mancano due ore allo spettacolo, chiedo di fare una prova. Vabbè, caldo, vento, nervosismo, i due ragazzini , Michele e Fabio, iniziano ad andare in ebollizione. Io e Herman ci si guardava e si faceva finta di niente. Ad un certo punto, inamissibile durante le prove, i due ragazzini iniziano ad insultarsi con testuali parole :" sei un finocchio, no sei un finocchio te, tu sei una checca, si sono una checca e te sei un rottoinculo"Poi metti che uno è del capricorno, quell'altro del leone, è fatta. Ad un certo punto mi sono incazzato e ho urlato : " l'unica checca qua sono io e tempo due secondi la smettete". Herman in un angolino voleva ridere, ma sogghignava sperando di non farsi vedere. I due ragazzini sono rimasti senza parole e abbiamo ripreso a lavorare. Lo spettacolo andato benissimo, salvo che un lenzuolo ad un certo punto dello spettacolo ha preso fuoco e un vigile, più diva dei tre attori messi insieme, entra in scena, spegne il fuocherello in maniera plateale e prima di uscire dalla scena fa l'inchino al pubblico.  Ci mancava che lo applaudissero. Finito tutto i giovanotti dell'associazione del Mulino di Portegnac mi dicono "Enzo facciamo una resta". Io non sapevo cosa fosse, ho detto si. Mi è arrivato un bicchiere di vino rosso, un teroldego eccezzionale, adesso devi bere tutto d'un sorso. Va bene. Non potevo dire che sono astemio. Non puoi dire ad un trentino che ti offre un bicchiere di vino "non posso bere che sono astemio". Arriva un secondo bicchiere, il teroldego sembrava ancora più buono. Non capivo più niente, tutto girava e ho iniziato a ridere e ho continuato a ridere fino alla mattina dopo. Oggi volevo parlare di ciclismo in valle, del totale appoggio e aiuto da parte di Marco, dell'importanza che ha avuto Sergio come maestro del territorio, dato che mi ha insegnato tantissimo. Anche i nomi degli alberi, ma ancora adesso non so distiguere, un frassino da un pino, da un abete o un larice. Missà che dovrò scrivere tanto sulla valle.
molino di Portegnac - Faver -  capriolo
I primi due anni ero tenuto in ibernazione al mulino di Portegnac, un luogo meraviglioso, tra l'altro ristrutturato e riscostruito da Sergio che è anche architetto. Ero isolatissimo in mezzo ad un bosco di larici (può essere?) e di notte sentivo degli abbai paurosi. Infatti le prime due notti sono fuggito e sono andato a dormire in albergo. Non avevo mai visto un capriolo e tantomeno sentito il suo abbaio che assicuro fa paura. Dai prossime puntate. ciao

giovedì 18 giugno 2020

E iniziamo dalla val di Cembra

Dopo avere scritto tante sciocchezzine, soprattutto su FB, non è che ho voglia di smetterla con le sciocchezzine, ma in questi giorni mi sono venuti in mente tanti episodi e soprattutto tante persone della mia vita. Per cui mi sono dato questo piccolo progetto di raccontare un pò di persone o di situazioni, senza necessariamente seguire un ordine logico o temporale. Quello che di volta in volta mi viene in mente. Sempre con rispetto e spero anche con un pò di ironia.
Sover - Val di Cembra
 


Cominico da Faver , un paese della valle di Cembra in Trentino. E lì ci ritornerò spesso con questi piccoli racconti. Perchè comunque a Faver ci ho lasciato un pò di cuore e anche se i miei amici continuano a dirmi: "ma cosa ci trovi di bello?" io ho sempre trovato Faver e la valle di Cembra meravigliosi. E pure la gente. 

Tanti, ma tanti anni fa, ancora giovani , eravamo stati scritturati come attori, registi e tante altre cose per un progetto importante che allora si chiamava "se in Trentino d'estate un castello". Io conoscevo poco o niente del Trentino, se non alcune vacanze che da ragazzino avevo fatto con i preti.
veduta da Faver - Val di Cembra
Ci sono stato cinque anni, ma del Trentino, allora, non avevo conosciuto praticamente niente, posti bellissimi e tanti castelli. Erano grosse produzioni, si lavorava tantissimo, due giorni da una parte, due giorni da un'altra. Ed  eravamo pure molto blindati, per cui si faceva gli attori, si faceva gli artisti. Si, una bella esperienza che mi ha insegnato tante cose, ma ripeto, rapporti con i "locali" poco o niente. L'ultimo anno, io poi mi ero stancato e non avevo più voglia di andare, eravamo stati mandati dalla produzione in questo paese sconosciuto, Faver, in val di Cembra. E ci lasciano li, a me e a Marco Zappalaglio.
Faver- Val di Cembra
Dovevamo preparare un evento spettacolo con la gente del paese. Con l'Apt e un gruppo giovani abbiamo iniziato a ragionare, a conoscere persone, ad essere guardati un pò strani, ma con simpatia. Zappalaglio è più razionale e lucido rispetto a me, ma meno empatico con le persone. Abbiamo deciso di preparare tante cose, ma non voglio dilungarmi, questa è la premessa per l'altro di cui voglio parlare. Fra le tante cose Una parata con dei musicisti , poi uno dei miei spettacoli con Zappalaglio attore, assieme a due ragazzi del paese. Dovevo tenere sotto scontrollo tutto e mi sono messo a capo della parata, facendomi il largo fra la folla (hanno calcolato più di quattromila persone) e facevo una sorta di matto del paese. Grande successo, siamo stati richiamati anche l'anno dopo, io nel frattempoo ero diventato amico di tutto il paese. Ero allora magrolino, bellino, abbronzatino, piccolino e mi dicevano che stavo simpatico. In più , mi hanno raccontato, che c'era una volta il matto del paese " il moro" e come fisico e gestualità era assolutamente uguale a me. In ogni caso , praticamente un intero paese, mi aveva adottato. Bello si. 


Faver - Val di Cembra
Per anni questa valle e questo paese, mi sono rimasti nel cuore. Succede che vent'anni dopo, Sergio, uno dei tre ragazzi del centro giovani ( in un paese piccolino non ci possono essere più di tre persone al centro giovani) ci richiama. Di Sergio, del festival che abbiamo messo in piedi e del mio ritorno in valle, poi ne riparlo in uno dei prossimi raccontini. Vent'anni dopo io, non più così magrolino e bellino , ma sempre abbronzatino  e dai anche un pochino simpatico, a volte. Sono stato tre anni, ma ne riparlerò più avanti, anche con il ricordo di altre persone. Oggi voglio parlare di un giovanotto ( una volta) che si chiama Claudio - non ricordavo il nome, ho chiamato Sergio - tra l'altro cugini - ricordavo solo il cognome, cosa non difficile perchè a Faver sono praticamente tre o quattro cognomi che girano e basta. Claudio aveva il negozio di scarpe in paese. Faceva di tutto, le aggiustava , le vendeva. Sergio mi aveva detto :" se vai in negozio, lui non ti guarda in faccia, lui guarda solo che tipo di scarpe indossi" . Infatti. Sono andato diverse volte, anche perchè i prezzi erano notevolmente bassi e altre volte con una scusa per comprare delle solette o delle ciabatte. Io parlavo e lui sempre zitto, ogni tanto qualche parola. Molto chiuso, alto alto , magro magro e con un gran nasone, non propriamente bellissimo. Mi stava simpatico. A pelle percepivo che anche io gli stavo simpatico, ma non l'ha mai detto mai dimostrato. Poi che io facessi teatro, fossi li chiamato da suo cugino, fossi già stato in paese 20 anni prima quando in negozio c'era ancora suo padre, non ho mai capito se gliene importasse qualcosa, credo di no. Molto timido , molto chiuso, vabbè conosco la sua storia familiare, a volte alzava lo sguardo come per dire "ma cazzo vuoi da questo paese" però c'era sempre l'ombra sia di un sorriso che di irornia. Non abbiamo mai fatto discorsi se non "buongiorno buonasera come gira il tempo" che a volte mi rispondeva a volte mi guardava con un mugugno. 

Faver - val di Cenbra. Via principale
Il terzo anno avevo preso in affitto un appartamentino  proprio sulla via principale  e di li vedevo tutto il paese. La mattina mi piaceva prendere il caffè affacciato alla finestra e quando Claudio arrivava per aprire il negozio, io lo salutavo, lui mi salutava. un piccolo cenno impercettibile di mano. Succede che un giorno passo davanti al negozio e lui mi chiama. Mi dice che la domenica c'è la grande processione corpo non mi ricordo di chi, mi chiede di partecipare, io gli rispondo figurati, e mi dice che quell'anno a lui l'onore di portare la croce. Gli rispondo che non parteciperò alla processione dato che non sono del paese e dato che non sono troppo credente. 


Ero però curioso di vedere questa processione cui sapevo avrebbero partecipato praticamente tutte le persone del paese. La domenica pomeriggio, mi vesto bene e mi piazzo in un angolino vicino casa. C'era proprio tutto il paese, quasi. Una cosa esagerata, da processioni come se ne vedono al sud.  Davanti Claudio con una croce enorme, lui altissimo e questa croce che sembrava, poi confermato , pesantissima. Tirava un vento forte. Quando sono passati davanti a me, il vento ancora più forte e Claudio faticava a tenere questa croce, un attimo di esitazione, tutto il corteo si è fermato, io volevo scomparire con tutte le persone che mi salutavano, poi Claudio ha ripreso il controllo e prima di avviarsi  mi ha guardato e fatto un gran sorriso, stavolta non accennato, proprio mi stava sorridendo. La prima e unica volta. L'anno, dopo, ormai l'esperienza del festival conclusa, sono ritornato a salutare un pò di persone del paese, sono andato a salutare Claudio, gli avevo portato una bottiglia. L'ha presa come atto dovuto, senza grazie, ma con un altro  sorriso.
Faver, Valle di Cembra . vigneti
Poi ho saputo che ha chiuso il negozio, sia perchè andato in pensione , sia per problemi familiari.Comunque  poi sono tornato ancora a Faver, mi sono fermato davanti al negozio chiuso e ho detto "ciao giovanotto, prossima volta devi essere qua che andiamo a prendere un caffè". Poi non so quando , ma su Faver e la valle di Cembra ci ritornerò anche se non riuscirò a parlare di tutti sennò mi ci vorrebbe una vita. ciao

domenica 14 giugno 2020

e il mio piccolo mondo ridiventa tutto mio

Ricomincio  con il blog dato che è molto più semplice che non scrivere le mie cose lunghe su fb. 
Non so come sia entrato, ma fino a ieri avevo un leprottino in giardino. Io sempre a fare le corse con il cane perchè non lo prendesse. Poi , dato che il leprottino si nascondeva nel garage, avevo costruito un "muro" di protezione (da Peter) . 
Stamattina , solita ora esco per il girettone piscia cacca cane, e il leprottino era sulla strada, davanti al cancello, schiacciato da una macchina. Ho raccolto i vari pezzetti sparpagliati in giro, poi ho lavato l'asfalto. Non volevo che altre macchine passassero sopra quei resti. Mi è dispiaciuto e mi ha reso la mattinata di malumore. Amo gli animali, si e anche le persone. 
Quest'anno qui non ho rondini, però tantissimi passeri. Non ci sono neanche le tortore soppiantate dai piccioni, che quelli no non li amo. Chiaro non metterei mai gli spuntoni di ferro, ma non immaginavo quanta forza avessero. Sulle travi del balcone c'erano delle reti di ferro, ne ho messe altre più pesanti, ma riescono a strapparle e buttarle via. E tutti i giorni grande lotta, pulisci il merdaio, prendi la scala e rimetti la rete.
Avevo letto su consiglio di Mariella Fabbris,  "cambiare l'acqua ai fiori"di Valérie Perrin  L'ho divorato, mi ha infastidito tantissimo e non riuscivo ad accettare l'idea che mi fosse piaciuto. Si il libro mi è piaciuto, ma ci sono troppe cose in cui mi rispecchiavo e provocavano dolore. Adesso sto leggendo "Patria" di Ferdinando Arramburu e poi basta, non ho più voglia di romanzi, voglio ritornare ai saggi e ai trattati di tutto. 
Non è colpa della Perrin se la sua protagonista è orfana , mai adottata da nessuno, però questa storia delle origini è ritornata fuori, veramente non se n'è mai andata. E' lì e rimarrà lì. Oggi ho preso un pò di sole, cinque minuti non di più che dopo sclero. Mi da fastidio prendere il sole, dovrei avere un fiume , un lago o un mare a portata di mano. Il fiume ce l'ho, ma mi è impossibile portarmi dietro Peter e ancora impossibile lascarlo libero e cosa faccio lo tengo legato per qualche ora? Non esiste. Anche se sto possibilmente al'ombra e mi vivo l'esterno molto in mattinata e alla sera, solo l'aria divento scuro. Se poi prendo anche il sole , poi mi ferma sempre la polizia e mi chiede i documenti dicendo che non è vero che sono italiano. 

Ho già riferito tantissime volte dei tanti episodi.  E' da qui, dalle mie vicende personali che ho capito cosa è il razzismo e quanto crudele stupido ignorante ed inutile chi lo pratica. Quest'anno , anche se mi da fastidio, voglio di nuovo rimettermi a prendere il sole e poi faccio vedere a chi adesso mi dice che sono abbronzato. Dopo giorni di malinconie e di "vedo tutto nero" in questi giorni no. Mi piace la mia pelle scuretta, mi piacciono i miei occhi a mandorla e incredibile , addirittura mi sento piacioso e mi piacicono pure i capelli ormai lunghetti. 
Quando erano morti i miei genitori e ho iniziato a raccontare ai parenti le cose che avevo scoperto, una cugina da parte di padre mi dice : " In effetti non c'è nessuno di noi con la pelle così scura" ( a me sembra di essere chiarissimo) . Aggiungo io, nenche piccolo. Una cugina da parte di madre continuava a ripetermi "no non è vero ti stai inventando tutto" e poi l'ho sentita che di nascosto diceva a sua madre (biondissima come mia madre) :"ma in quel periodo c'erano per caso dei negri che abitavano dalle vostre parti?" .  Mi è venuto in mente un episodio di un altro libro che ho letto recentemente "Tradimento, ritorno in sudafrica". Un militare importante, grosso proprietario terriero, estremanete razzista, scopre che la nonna della moglie era nera. E dato che i suoi figli non sono di carnagione chiarissima,  proibisce loro di prendere il sole per paura che possa rivelarsi l'antico dna. Più passano gli anni , più mi ritrovo ad essere affascinato da persone straniere, se poi vedo dei coreani, vado al settimo cielo. 
Prima del covid mi stavo studiando un viaggetto che avrei voluto fare a settembre ottobre. Andare a Porto, noleggiare una macchina, farmi tutta la costa fino alla Spagna e arrivare a Finisterre toccando magari anche qualche zona di montagna. Per cercare un profuno, un colore , una casa, una sensazione. 
Amo i miei genitori (e come ho detto recentemente , mi manca tantissimo non riuscire a fare un salto al cimitero)  anche se di problemi ce ne siamo fatti tantissimi. E comunque anche nei momenti più pesanti, era l'unica famiglia che avevo e non mi interessa, non mi è mai interessato cercarne altre. Però si, il bisogno di capire e di sapere quelli non riesco ad abbandonarli. Il cane sta abbaiando perchè ritiene che da troppo tempo sto al computer e non con lui. Sta arrivando sera e il sole diventa respirabile e il mio piccolo mondo diventa di nuovo tutto mio. ciao

martedì 7 aprile 2020

Tutto ha origine da una ricerca che riguarda gli amori, gli affetti, le dimenticanze, le fughe, gli abbandoni, le perdite, le allegrie sfrenate e i dolori. E la voglia di conoscenza. Una ricerca che dura da molto tempo, praticamente da quando sono nato. Anni fa dopo tanti anni vissuti in ospedale a rincorrere le diverse malattie dei miei genitori, ho conosciuto l'amicizia  e la solidarietà di persone come me. Ho visto tantissime persone morire. Ho ascoltato i loro  ultimi respiri (in senso letterale perchè è proprio un grande sospiro, poi basta), la disperazione dei parenti, a volte una loro liberazione, a volte un rinunciare a capire anche di fronte all'evidenza. Poi il terrore per chi vedevo morire, ha lasciato il posto a un forte senso di pietas e di affetto. 

Poi la morte dei miei in circonstanze travagliate, entrambi a febbraio, neve tantissima. Non ho raccolto il loro ultimo respiro perchè sapevo la situazione, ma non mi rendevo conto di quando sarebbe arrivata. E per entrambi ero venuto a casa mia per sistemare alcune cose. Poi la scoperta che non ero loro figlio naturale e ancora avanti e indietro con la macchina per una ricerca durata tre anni e che non ha portato a nulla, O quasi. Sono estremamente curioso di tutto, qualsiasi cosa ho bisogno di documentarmi, di studiare, di sapere anche le vite degli altri. Ragionare solo su di me, mi annoia. 

E nella ricerca di tre anni , ad un certo punto la mia storia personale è diventata secondaria. Ho raccolto, ascoltato storie di tante persone, vissuti di vita, abbandoni, perdite, stupri. Ho cercato di capire cosa volesse dire essere un bambino abbandonato negli anni cinquanta ancora con la miseria della guerra addosso. I tanti orfanatrofi, mungiotoie per vacche grasse e bambini trattati spesso come pezzenti e merce da umiliare o fare pagare a caro prezzo. Io sono stato fortunato, non ho vissuto queste cose. Nato da una donna e subito messo in braccio ad un'altra donna. Io sono stato fortunato, sono stato voluto bene pur con i tanti conflitti e un carattere dei miei non spesso facile. D'altronde neanch'io ho un carattere troppo facile. 

Ho vissuto un periodo di disorientamento forte, ma ne sono uscito non completamente indenne, ma non sono mai crollato nè mai mi sono lasciato prendere dalla disperazione , e pur a volte con momento di grandi malinconie, non ho mai permesso loro di trascinarmi nel baratro della depressione. Il prezzo che ho pagato è la solitudine, che ora vivo come un dono. Perchè in quei lunghissimi anni di ospedali e di ricerche, ho perso affetti, ho perso amici, ho trascurato il mio lavoro e poi in seguito con l'aiuto del mio cane, ho imparato ad amare questa solitudine che non è vuoto, ma un pieno di tante idee, tanti pensieri e tantissimi interessi e progetti. Dopo i test del dna sulle origini, ho iniziato a spaziare con la mente in luoghi geografici non molto conosciuti o totalmente sconosciuti. E ho cercato di capirci qualcosa a proposito di biologia, ricerche gentiche, dna, genoma. Purtroppo mi sono buttato a capofitto su testi universitari, che fatica. Ma poi ho scoperto anche testi per principianti e anche, fra tante bufale, diverse interessanti lezioni universitarie in internet. Mi interessava sapere la capacità di mutazione del dna e la sua capacità di fissare poi dei nuovi dati da aggiungere a quelli già esistenti.  E quando qualcuno parlava di razza italiana sapevo che diceva enormi cazzate, perchè non esistono le razze e non esiste neanche un dna specifico italiano. Dato che è quello più contaminato e imbastardito di tutta Europa.  

Ho fantasticato con la mente per il fatto di avere scoperto di essere di origini Armene , Croate e Portoghesi soprattutto e dato che il nord del Portogallo e il nord ovest della Spagna mi piacciono parecchio, non solo il dna ha detto, ma anch'io ho deciso che da quei posti, in tempi non remotissimi, arrivavo. Due anni fa un grosso momento di crisi e avevo deciso di chiedere aiuto ad una psicologa, una signora che conosco e stimo. Poi ho capito che il problema non erano determinate questioni di carattere o di situazioni non risolte, il problema non problema ero io. Mi dispiace che ho interrotto questi incontri tra l'altro piacevolissimi, ma avevo bisogno di andare oltre e guardare altrove. Un pò per caso, un pò me lo hanno sempre detto, ho scoperto che non ero un marziano capitato per caso su questa terra, ma il mio non problema si chiamava ipersensibilità ( che non c'entra niente con l'emotività) altrimenti detto iperattività mentale. A occhio e croce, il 15 per cento della popolazione, non ci sono dati sicuri, secondo me meno.

 Vuol dire  usare principalmente la parte destra del cervello. Mentre la maggiorparte di persone, chiamate normosensibili, usano principalmente la parte sinistra. Le conoscenze ancora in merito non sono tantissime, però riuscendo ad evitare, scansare bufale paurose scritte solo per far soldi, sono riuscito a trovare testi interessanti e preziosi e non dico che mi si è aperto un mondo, perchè il mio mondo è sempre stato aperto, ma mi sono divertito tantissimo sia a fare i test sia a leggere di tanti comportamenti , a volte un pò bizzarri ( per gli altri) , ma che appartenevano anche a me. Per cui fanculo tutte le menate, benedetta la mia iperattività, la sensibilità, benedetta la mia incapacità a mentire,o a dire subito quello che penso,  benedetta la mia empatia e la capacità di entrare nel cuore degli altri. E benedetti i sogni notturni , sempre film aventurosissimi. Benedette, le paure, i disagi, l'imbranataggine e il bisogno di stare da soli, il bisogno di sorridere anche a costo a volte di sembrare un idiota. E poco tempo fa, prima della quarantena,  parlando con un giovanotto e lui ha iniziato a farfugliare e a fare un pò di casini sui ragionamenti gli ho detto: "non ti preoccupare sono ipersensibile anch'io". Pensavo di avere detto qualcosa di stratosferico, invece il giovanotto mi ha sorriso e :"si però noi siamo più intelligenti degli altri". Si lo penso anch'io, ma non si può dire, altrimenti tutti i normosensibili ti saltano addosso e ti gridano :" uei tè, ma chi ti credi di essere". 

Poi è arrivato il periodo di quarantena. Primi attimi di disorientamento in cui cercavo di leggere e di capire tutto quello che era possibile. Sono stato molto disturbato dalle continue polemiche, alla faccia dei morti che continuavano ad aumentare, dalle bugie, dai presenzialismi, non solo di certi politici, ma anche dei virologhi. Ma sono stato anche molto disturbato da tante cose apparse sui social. Non solo le fake, ma ho scoperto una isteria di cui proprio non c'era bisogno. Chi ce l'ha con tutti, chi ho ragione io, chi lo dicevo io, chi  chiamiamo l'esercito i carabinieri e la finanza, chi a spiare chi alle cinque della mattina fa il girettino magari in mezzo a campi frequentati da nessuno. Stiamo tutti a casa e poi di corsa al supermercato a fare la fila. Pura delazione di epoca fascista. 

Però ho scoperto anche  persone molto in gamba, persone che sono uscite con la loro umanità, la loro gentilezza, con il loro cuore grande, la loro solidarietà.  Quindi fanculo gli altri, questi rimangono. Poi mi sono detto, basta disorientamenti, il disorientamento e le isterie collettive non portano da nessuna parte. Ci fanno ritornare indietro e io ho voglia di andare avanti. Ho dato un out out alla mia mente :"adesso stai un pò buonina", ma la curiosità va avanti , infatti ora sto leggendo un libro "Spillover" per capire cosa sono questi virus in apparenza fantasmi che ancora non si è scoperto "quali le loro basi nascoste", come riescano ogni tanto a "risvegliarsi" e ad infiltrarsi prima negli animali e poi nell'uomo. Però in questa solitudine e confinamento che per me non è una novità, mi è venuta voglia di mettere assieme qualcosa che io chiamo il mio attuale progetto che ha a che fare con tutte quelle cose che ho imparato sulla mia pelle ed elaborate dalla testa in questi anni, e cho ho in parte raccontato qua sopra. Il teatro è stato il mio grande amore, in questi anni mi sta un pochino stretto e non ho voglia di specificare o provocare polemiche. In questi tempi di coronavirus, certe cose dell'organizzazione sono rimandate, altre invece salteranno, forse per sempre. 

Ho sempre amato scrivere, anni fa lo facevo a volte anche seriamente, poi per gioco. Non sono tipo da concorsi (ne ho fatti e ne ho vinti) nè da presenzialismi neanche sono capace di "vendere" una immagine o un prodotto. Poi mi ero anche detto che tante persone scrivono, alcuni in maniera eccellente e forse non si sente l'esigenza di un altro che si rimetta a scrivere pensando di farlo seriamente. Poi mi sono detto che è una mia esigenza, io a volte ho difficoltà ad esprimere i miei pensieri e soprattutto i sentimenti, con la scrittura a volte mi sembra di volare e sto bene. Allora ho deciso di ricomnciare  a scrivere seriamente per me. Che poi in seguito questa scrittura possa avere uno sbocco, ora non mi interessa.  Quando scrivo, prima di scrivere, ho bisogno di fare innumerevoli ricerche, capire bene le situazioni, i personaggi, dare loro un corpo, una voce, un contesto sociale. Ora sono ancora nella fase di ricerca in cui sto mettendo a fuoco i miei personaggi. Devo sapere come e cosa vestono, come guardano, quale la loro postura, il loro sorriso. Devo avere insomma tutto chiaro e tutto sotto controllo. Mi sono dato tempo ( per la scrittura perchè ormai la ricerca è terminata)  perchè se vuoi fare una cosa  e la vuoi fare possibilmente bene, non devi avere fretta, testa dura e determinazione si, ma fretta no. E' una grande saga. Ci sono diversi personaggi, tutti principali, perloppiù in età fra i 40 e i 45 anni. C'è un giovanotto, figlio di padre gay. Lui ama, riamato il padre, ma per tutta la vita deve fare i conti con le tante chiacchiere che perseguitano la sua famiglia e deve fare i conti per il fatto che per tutti, lui è il figlio del "finocchio", C'è una giovane donna  che scopre che la madre, che lei aveva sempre creduta morta, è ancora viva, ma non ne vuole sapere nulla di lei neanche dei fratelli di questa giovane donna. Due gemelli di cui lei neanche sapeva l'esistenza. C'è un giovane uomo  sempre intento a raccogliere i cocci della propria vita che anche lui scopre di essere stato adottato ( ma va) . C' è un medico , figlio di ricchi proprietari terrieri, arrogante stupido e viziato. C'è la moglie di questo medico, anche lei medico, che ha sempre tollerato l'indifferenza, i capricci e i continui tradimenti del marito, pur di mantenere la facciata sociale della famiglia bella solida e perfetta, Fino a annientarsi con l'alcool finche non scopre che anche lei ha ancora dei sentimenti e una sessualità che hanno voglia di vivere. Ognuno di questi personaggi vive in zone diverse e pur non conoscendosi, hanno tutti qualcosa in comune. Gli spazi che immagino ora,  sono assoluti e solitari, come le colline romagnole verso la toscana, come questa zona della bassa bergamasca, e come la val di Cembra in Trentino. Che poi sono i posti che meglio conosco e che amo o ho amato. Si la natura, a volte selvaggia, a volte ostile e tantissimi sentimenti a volte contrastanti, saranno molto di più che un sottofondo. Bene, forse ho parlato troppo, buona serata, ciao

giovedì 12 marzo 2020

Beati voi che sapete tutto della vita.  Beati voi che sapete lavarvi bene le mani non un minuto in più non un minuto in meno. Beati voi che siete puliti ordinati, non un capello fuori posto. Mai un piatto sporco nel lavabo. Beati voi tutto perfetto, macchina pulita , casa neanche un granello di polvere. Beati voi che avete un pensiero unico sicuro e che riuscite in un attimo a diventare medici, psichiatri, scienziati, politici, filosofi e igienisti. E anche un pochino psicologi e veterinari. Beati voi che hastag io sto a casa. hastag passerà tutto e ce la faremo. hastag state sereni. Hastag colpa dei cinesi dei tedeschi, dei francesi che non hanno il bidet e colpa del mio vicino. Beati voi che hastag è colpa del governo della lega e del pd.  Beati voi che hastag mi faccio la sega con il preservativo, hastag io invece un clistere.Beati voi che avete una bella famiglia, un bell'amore, un bel giardino curato che il sole vi risplende e se gli altri muoiono cazzi loro. Beati voi che continuate a sfoderare dolci neanche una briciola bruciata e che ai detenuti gli sparerei e poi chissenefrega dei siriani dei turchi dei greci o della palestina . Beati voi che incarnate l'ideale dell'uomo e della donna perfetti e che riuscite a calcolare il tempo per la scopata epocale. Beati voi condivisione a mille della bella poesia di Mariangela  che ci dovevamo fermare prima. Beati voi tutto quanto e io vi invidio. Sinceramente sperdutamente io vi invidio. Io sono imperfetto, incasinato, disordinato non riesco ad avere un pensiero unico. Perchè io di sinistra ho il cervello che funziona  a destra che si dice che sono ipersensibile o iperattivo mentale. Perchè il mio pensiero può essere solo ramificato e incasinato. e se voi avete tante sicurezze, io sono pieno di insicurezze e di possibilità. Perchè più studio e più leggo più avrei bisogno di sapere e di capire e più mi sento ignorante. Perchè dico sempre che sono un idiota anche se so di essere estremamente in gamba. Io non so amare una persona perchè trovo più entusiasmante amare tutto. Io non so amare nessuno perchè sono innamorato di me e mi sono sposato con me. In un equilibrio devastante fra il maschile e il femminile che dicono esista in tutte le persone. Mi sono sposato con me e mi sono anche regalato l'anello che poi donerò al mio amore altro quando se  e casomai dovessi trovarlo. Io ho paura, di tutto, della vita che avanza e anche sentimenti di ansia e tracimature di panico. Ho pure un cane che se mi metto la macherina, la vuole anche lui. Ho paura della stupidità , dell'arroganza e dei normosensibili che anche se sono la maggioranza hanno il cervello che gli ragiona la parte sinistra anche se son di destra. Ho paura di notte quando si sentono le sirene delle ambulanze e i cani iniziano ad ululare. E vorrei ululare anch'io. Però dai. vi invidio, ma non riuscirei a cambiarmi in nessun altro e al mio cane gli vado bene così.

lunedì 10 febbraio 2020

Stamattina un amico mi manda un messaggio :"sei felice?" - "no", mia risposta - "provaci", sua controrisposta. Stavo per rispondere "figuriamoci", poi ho inviato foto di scatola biscotti alla crema di nocciola . Che allergie a parte, la nutella mi fa anche schifo. Felicità è parola grossa. Quando sto bene e sono contento dico "sono contento" perchè dire sono felice , dopo ti arrivano tutti i casini di questa terra.
Comunque no, non sono felice, non sono contento, non sono apatico neanche depresso. Dai qualcosa anch'io sarò. Sto terminando due volumi che riguardano lo stesso tema , trattato e vissuto in maniera diversissima. la ipersensibilità o altrimenti schematizzata in italiano come P.A.S. Uno è di una psicoterapeuta danese. Donna aperta, libertaria, ex pastora luterana, due figli senza marito. L'altro di uno psicoterapeuta tedesco spesso insopportabile. Entrambi docenti universitari e iper attivi con diversi stage. Entrambi si definiscono persone iper sensisibili. Che non è una caratteristica femminile nè maschile, non è una brutta cosa, neanche una malattia, ma uno uno stato d'essere che ha origine da un cervello che funziona maggiormente nella parte destra e da un tot di neuroni in più rispetto alla norma che girano in continuazione facendo normalmente il 50 per cento di lavoro in più rispetto sempre a questa cagata chiamata norma. In genere si dice che gli ipersenbili, pari uomini e donne, siamo tra il 15 e il 20 per cento della popolazione. Boh! 

E' una ricerca americana fatta comunque su troppo pochi elementi per potere essere definita realmente scientifica. Comunque lei, la danese, dice "non puoi farci niente, sai che non puoi cambiare questo stato, puoi trovare delle soluzioni che ti impediscano di impazzire o di fare impazzire gli altri. Sei così, fattene una ragione e prendi coscienza di quello che sei. Se stai male quando gli altri percepiscono o non reagiscono come tu ti aspetti, non sono loro sbagliati, sei tu che sei diverso, io sono persona ipersensibile". Lui, il tedesco, da l'impressione che sia diventato ipersensibile così per fare marketing. Si, riconosce tutto, ma è molto schematico e vecchia scuola ritiene che tutto dipenda da noi e dalla nostra possibilità o capacità di percepire il nostro corpo e i confini che ci dobbiamo dare. E dice :"anch'io ero ipersensibile". Ma sei scemo? O lo sei o non lo sei. 

Lei, la danese dice :" sai che quando vai in giro, c'è casino e ad un certo punto non ce la fai più, racconta la verità o inventati una scusa e vattene". Lui, il tedesco dice "devi stare nel casino in mezzo alla gente e devi risolvere questo problema dello star male magari focalizzandoti su di una cosa sola" dai suppergiù e in maniera velocissima. Anche nei test che propongono, lei concreta - per esempio : ti piacciono i fuochi d'artificio?" 53 domande di un certo tipo e una trentina di controdomande. Lui gioca con i sentimenti e le situazioni da stato d'animo senza far caso che se è una cosa del cervello, probabilmente ereditaria, hai poco da giocare sugli stati d'animo che magari ti sconvolgono la mente in quel momento. Anche perchè il lui tedesco sembra rimanere sempre indeciso fra ereditarietà, rapporto con la famiglia , gli altri e la patologia. Che patologia non è. Poi il tedesco parla sempre di famiglia quasi che i single non debbano esistere, fanculo. 

Sapevo già di essere un ipersensibile, ho comunque fatto entrambi i test e praticamente in entrambi, goduria all'eccesso, risulto quasi al cento per cento. Che se si deve essere differenti, che lo si sia fino in fondo. Vorrei specificare alcune cosine. Si vive benissimo anche da ipersensibili perchè i casini ce li hanno tutti e noi siamo molto bravi a vedere i casini degli altri e a percepire i tanti lati oscuri degli altri così che alla fine i nostri sembrano sciocchezze. Ipersensibili non vuol dire essere più intelligenti o stupidi rispetto agli altri. Vuoi dire solo che hai i neuroni  che mentre tu sei lentissimo loro sono sempre in formula uno. Io quando parlo, poi mi arrabbio che non vengo capito. Ma ormai lo so e dico "scusate ho la testa più veloce della parola". Ipersensibili non vuol dire essere gni gni gni o piagnucolosi, vuol dire percepire ed elaborare in zero attimi tutto quello che hai attorno. E questo ti sfibra e rischia di distruggerti. come se ad una Panda mettiamo il motore di una Ferrari.  Comunque tante cose si imparano con il tempo e con un può di buon senso, altrimenti la testa scoppia, il corpo crolla e ti ammali. 

Essere ipersensibili non è nè femminile nè maschile, è. Non vuol dire essere deboli o fragili o incapaci di prendere decisioni neanche essere chiusi e introversi. Anche se essere introverso o estroverso spesso convivono. Io con me sono introverso, con gli altri sono estroverso e ho la fortuna della ironia. E purtroppo ho anche un carattere molto duro e forte. Con il tempo ho imparato a dire no, cosa difficilissima. Con il tempo ho imparato che dopo una certa ora, se sono da qualche parte, me ne devo andare. Oppure mando via la gente che ho in casa. Con il tempo ho imparato che se arriva un problema, non so risolverlo all'istante. Devo rimandare al giorno dopo, ma il giorno dopo ho la soluzione pronta. Con il tempo ho imparato che essere troppo gentili sorridenti o disponili, a volte puoi essere frainteso, a volte puoi essere deriso, a volte può essere che cerchino di calpestarti. Ma mi piace essere gentile sorridente e disponibile, sono così. Se qualcuno mi fraintende, ci rimango male, ma problemi suoi. Se qualcuno mi tratta da idiota o cerca di calpestarmi, ho imparato a difendermi. Conosco il linguaggio degli altri e so usarlo. Per cui anche se cerco sempre di evitare gli scontri, se è lo scontro che qualcuno vuole , glielo do. Una forma di altruismo anche questa. Poi c' è un bene enorme che a volte benedico, a volte maledico che è l'empatia. Ma soprattutto il captare in un secondo il vero animo di una persona. E a volte anche quello che pensa. Io non vorrei, molte volte mi tengo distante dalle persone, ma le persone hanno capito che tu sei empatico e ti si piazzano li davanti. E allora preghi che i casini che hanno nel cuore non sia merda da cui sai che poi sarai investito. Poi la persona ti parla e tu non riesci ad ascoltare, stai dialogando con il suo cervello e il suo cuore. Poi se c'è qualcuno che per te è tossico, sto cercando di imparare a mandarlo al diavolo. E poi vabbè , andranno via anche i sensi di colpa.

La sera e anche prima sei massacrato e per evitare i surriscaldamento devi mettere la testa dentro una bacinella di acqua. Dicevo che sapevo già di essere ipersensibile, ma la consapevolezza e il sapere che l'origine non è determinata da menate, o da problemi non risolti - che se fossero risolti che problemi sarebbero? - ma una cosa della mente e forse ereditaria, mi sta rendendo allegro ( no felice no) . E se una parte di me si crogiola con "Enzo sei un essere speciale", quell'altra parte mi urla "ma va da via al cul".  Con allegria e con un sorriso , ho sforato e devo andare a mettere la testa nel catino. Buona serata

domenica 2 febbraio 2020

Mancava la ipersensibilità. Anni fa una psicologa mi aveva detto che sono una persona ipersensibile. L'avevo preso come un complimento, invece è una grande sfiga. Ancora peggiore perchè dicono che nasci così. Una questione di cervello e di neuroni che vanno un pò per i fatti loro. Ma qualcosa che assomiglia in me a quella cosa che gli altri chiamano normalità, proprio non devo averla?
Sfiga o non sfiga mi ritengo sempre fortunato, quando non mi piango addosso. Sono state illuminanti alcune disegni che parlano di questa condizione e che ho condiviso sul mio fb. Ho cercato di leggere più che potevo, ho cercato in internet, ho chiesto informazioni ad alcuni amici del settore (medico), ebbene si ho tutte le caratterestiche per essere un P.A.S. (persone altamente sensibili). 

Ho letto sulla pagina di uno psichiatra che esistono persone altamente sensibili a sè, all'ambiente, e agli altri. Le ho tutte e tre. Per un attimo lascio perdere la genetica e due romanzi che avevo iniziato e ho già un tot di libri da ordinare, Per capirci un pochino di più. Però la cosa mi conforta . Perchè pensavo di essere io un pochino strano, si lo sono. Non ricordo le percentuali, mi sembra il 20 per cento della popolazione. Gli altri, l'ottanta per cento vengono chiamati normosensibili. Io ne conosco tanti che sono zerosensibili. Adesso capisco perchè spesso ho il cervello che sembra friggere e non riesce a concentrarsi su qualcosa perchè sono talmente tanti gli imput che lo stanno cavalcando che tu vorresti stare dietro a tutto. 

Come quando si legge, non riesco a fare niente altro, tipo ascoltare la radio, avere la televisione accesa, sentire dei rumori, neanche fare pat pat al cane perchè non riuscirei a capire cosa leggo. Anni fa il mio maestro delle elementari mi accusava spesso di essere poco attento. In realtà ero troppo attento, a tutto. Un altro motivo per conoscere qualcos'altro di sè e del mondo e accusare i miei amici di essere normo o zero dotati. Di sensibilità intendo perchè magari potrebbere essere dotatissimi. Di altre cose. Quello che amo di me è che quando mi incuriosisce qualcosa ho subito bisogno di conoscere il più possibile di quella cosa. Ultimamente mi è successo di cercare di capirci qualcosa per esempio sulla sindrone di Asperger. Ho diversi conoscenti che lavorano con ragazze e ragazzi asperger. Mi era intollerabile di come tante persone trattassero la famosa Greta come una deficente. Tanti anni fa , mi avevano chiamato a Crema, non ricordo quale istituto, per fare dei laboratori teatrali a dei ragazzi con "difficoltà". Ho parlato un pò con i responsabili, con alcuni psichiatri compreso uno che odiavo e che per me era un idiota. Poi ho detto no. Si il laboratorio sarebbe indubbiamente servito, ma non mi sentivo io pronto o psicologicamente attrezzato. 

Avevo paura di fare danni, eppure credo di essere abbastanza in gamba, ma ho sempre paura di non esserlo. Però di li avevo iniziato a fare ricerche per informarmi. Altre ricerche che sto facendo ultimamente riguardano la genetica, il dna e il famigerato discorso  delle razze. Così duro a morire. Ma se vuoi combattere qualcosa devi conoscerlo.
E dato che ho alcuni amici che  hanno sempre qualcosa da dire, dico che non sto leggendo solo Wikipedia o cose che si trovano via internet. I testi sono perloppiù testi universitari. Avevo voglia di parlare un pochino. E concludo con una cosa carina che mi è successa ieri sera. Stavo telefonando ad un amico e cercavo di spiegargli questa cosa della ipersensibilità, gli stavo dicendo che per essere concentrato solo su di una cosa, non puoi avere distrazioni. In quel momento passavano delle persone che stavano parlando, la mia testa improvvisamente mentre io cercavo di parlare con il mio amico, lei cercava di captare cosa dicessero le persone, come fossero vestite, quale rapporto ci fosse fra di loro e perchè fossero tanto eleganti. E mi sono perso quello che diceva questo mio amico. Comunque in zero attimi sapevo tutto delle persone che mi erano passate di fianco. Le foto sono colline attorno al paese dove ho vissuto fino ai tre anni e dove ho sempre creduto di essere nato, invece non era li. Con un sorriso,  buona serata e ciao